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Sanità, Abbruzzese visita bambini in ospedali di Cassino e Sora: "Servizio non sia più un'azienda"

altCASSINO - Il presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, nella giornata di oggi si è recato in visita presso l’Ospedale Santa Scolastica di Cassino e il SS.Trinità di Sora per salutare, in occasione della festa della Befana, i piccoli pazienti ricoverati presso i reparti di Pediatria. Ad accompagnarlo rispettivamente il direttore sanitario del Santa Scolastica, dott. Domenico Iannotta, e il prof. Aurelio Marziale, primario del SS. Trinità.

“Due realtà sanitarie della provincia frusinate di grande eccellenza – così le ha definite il presidente Abbruzzese, sottolineando quanto siano importanti le professionalità che operano in questi reparti perchè  l’esperienza traumatica del ricovero e della malattia per i bambini che si trovano in ospedale è particolarmente stressante.

Ed è il motivo per il quale ritengo doveroso rivolgere un sincero apprezzamento ai medici e ai paramedici per il lavoro che compiono quotidianamente. Spesso creando quella sinergia d’intenti con il mondo dell’associazionismo privato che risulta essere di grande supporto per il settore pubblico grazie all’attivazione di numerose e importanti iniziative. A maggior ragione in questo momento così difficile da un punto di vista economico e in cui le risorse risultano essere molto ridotte”.

“Le criticità in cui ancora versa la sanità laziale – ha continuato Abbruzzese -  sono ormai note a tutti. Era praticamente impossibile che in due anni e mezzo la Giunta uscente potesse risanare un debito così elevato. Frutto di una cattiva gestione della sanità regionale che ha radici lontane. Abbiamo cercato di ottimizzare le risorse riducendo gli sprechi, ma allo stesso tempo cercando di garantire a tutti i cittadini un’adeguata assistenza sanitaria e cercando di salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali”.

“I cittadini del Lazio meritano una sanità che funzioni e che garantisca loro la dovuta assistenza. Ecco perché mi risulta difficile comprendere come invece di lavorare allo scopo di abolire le inutile consulenze o ridurre gli stipendi ai manager, di contrastare gli sprechi e assicurare maggiore trasparenza, l’attuale Commissario, Enrico Bondi, operi riducendo l'assistenza e chi la garantisce con il proprio lavoro.

Le realtà di eccellenza del nostro territorio – puntualizza Abbruzzese - non solo non possono essere danneggiate, ma devono essere salvaguardate.  A tal proposito ricordo che il Parlamento ha approvato nella legge di Stabilità una norma che stabilisce una proroga di sei mesi, fino a giugno del 2013, per i contratti in scadenza al 31 dicembre 2012 dei precari dalla Pubblica Amministrazione.

Questo fortunatamente ha permesso al Commissario di predisporre la delibera attuativa per la proroga dei contratti per 3.400 precari della sanità del Lazio, ma sicuramente non risolve il problema del pagamento degli stipendi, così come quello dei fondi per l’acquisto delle forniture mediche necessarie all’assistenza di tanti malati ricoverati”.

“Voglio ricordare – ha concluso il presidente del Consiglio regionale - che la sanità del Lazio è commissariata dal 2007 ed è ora di dire basta. Anche qui occorre che le risposte, serie e concrete, vengano date dalla buona politica che sicuramente non può condividere gli ultimi tagli imposti dall’attuale Commissario Bondi.

altPerché non sono  affatto equi nel momento in cui vanno a pregiudicare il diritto all’assistenza e, quindi, alla salute di tanti malati cronici.  

Non è con un taglio drastico di circa 1000 posti letto che può essere risolto il problema dell’emergenza sanitaria della regione, ma ad esempio partendo da una rivisitazione del concetto dell’assistenza di prossimità. Questo potrebbe contribuire a snellire il peso che oggi, troppo impropriamente, finisce per aggravare il lavoro dei pronto soccorso degli ospedali.

La sanità non può più essere concepita semplicemente come un’ azienda anzi, deve tornare a essere un servizio a disposizione delle persone, ricordando sempre che il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione”.

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