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Ospedale Anagni, il Comitato sul Pronto soccorso: "Quale funzionario firmò la chiusura?" Vicano: "Li querelo"

altANAGNI - Ecco dunque il giorno più atteso. Il Tribunale amministrativo del Lazio infatti si sta per pronunciare sul ricorso del Comitato Salviamo l'ospedale di Anagni contro i Decreti Polverini di chiusura del nosocomio.

Dopo la riuscita manifestazione di venerdì (Foto facebook a dx)  il Comitato, insieme all'Amministrazione comunale, hanno portato decine di cittadini sotto le finestre della sede romana del TAR per far sentire le voci di protesta. In udienza il comitato è rappresentato dall'avvocato Simone Dal Pozzo (foto a sx).

Intanto ieri le associazioni hanno diramato un comunicato in cui spiegavano le ragioni della sua battaglia e denunciavano l'oscura vicenda della firma "illeggibile" sul provvedimento di chiusura di reparti e del pronto soccorso di Anagni.

"Ringraziamo tutti i cittadini che venerdì 30 novembre  hanno partecipato alla manifestazione contro la chiusura dell’ Ospedale di Anagni. Grazie alle  Associazioni, agli studenti, alle scolaresche, ai commercianti, ai sindacati, ai partiti. Siamo grati - si leggeva nella nota del comitato - ai Sindaci di Anagni, Acuto, Piglio, Serrone Sgurgola  per la loro partecipazione e ai rappresentanti politici europei, Francesco De  Angelis, regionali, Annamaria Tedeschi e Francesco Scalia, provinciali, Mario Felli; la loro azione politica potrebbe segnare la svolta decisiva della vicenda.

Un grazie particolare al Vescovo di Anagni Mons. Lorenzo Loppa che aveva generosamente offerto di ospitare in Cattedrale i manifestanti, in caso di  maltempo. Un ringraziamento speciale alle Suore Cistercensi della Carità che hanno espresso la loro partecipazione  con un comunicato di toccante e autentica condivisione dell’impegno per la salvezza dell’ Ospedale.

Tutti hanno dimostrato piena consapevolezza della drammatica situazione nella quale si trovano gli anagnini e i cittadini dei Comuni limitrofi perché sono stati privati anche del servizio minimo di assistenza e cura, a causa delle decisioni sciagurate assunte dall’ Azienda ASL, in totale contrasto con le disposizioni del Consiglio di Stato riguardanti l’ Ospedale.


In particolare, nel corso delle ultime settimane,  sono stati  chiusi i reparti, impediti i ricoveri e chiuso il Pronto Soccorso con un provvedimento (ndr 30 ottobre 2012) firmato con una sigla illeggibile, sotto il nome del Direttore generale Dr. Carlo Mirabella, ricoverato in terapia intensiva. Quella sigla risulta essere di un oscuro funzionario ASL di Frosinone, facente le funzione del direttore che morirà qualche ora dopo. Un funzionario facente funzione  dovrebbe assicurare l’ordinaria amministrazione e verificarne lo stato, senza prendere provvedimenti straordinari sospetti di abuso di potere.

La Direzione sanitaria di Anagni ha accettato supinamente, senza obiettare nulla. Cosa si vuole continuare a dirigere? Noi ci impegniamo a  chiarire ogni cosa. Gli amministratori intendono fare altrettanto? Sappiamo che il 4 dicembre il Tar del Lazio si esprimerà nel merito dei nostri ricorsi e il 14 dicembre il Consiglio di Stato risponderà alla nostra richiesta di applicare nei fatti l’ Ordinanza emessa oltre un anno fa e ignorata dalla ASL. Le sentenze non si conosceranno subito, i rappresentanti politici che cosa intendono e credono di poter fare nel frattempo?alt

Chiedano le dimissioni di quell’oscuro funzionario che tramite comunicati stampa e dichiarazioni - proseguivano dal Comitato - continua ad insultare tutti i cittadini di Anagni con affermazioni grottesche ed irridenti come la seguente: “Anzi vorrei far notare che ad Anagni avevate un consigliere regionale che avrebbe potuto benissimo tutelare il territorio”.  Questa quindi è la reale motivazione per cui l’Ospedale di Anagni è stato chiuso: per una faida politica e non per ragioni di miglioramento dei servizi sanitari del territorio provinciale.

Il Comitato intanto sta avviando dei contatti con i vertici della organizzazione sanitaria regionale, per denunciare queste vicende che hanno dell’incredibile e non hanno nulla a che vedere con il Diritto alla Salute dei cittadini, ma sono solo biechi affari privati dei pescecani che speculano sulla sofferenza dei Cittadini".

La risposta dell direzione della ASL però non si è fatta attendere e ha i toni piccati del Direttore generale facente fuznione dottor Mauro Vicano (foto a dx): "Tutti gli atti e le determinazioni sull’Ospedale di Anagni hannoalt fondamento esclusivamente tecnico e sono supportati da valutazioni, relazioni e pareri di diversi organismi tecnici, collegiali e di esperti aziendali.

L’azione di un organo manageriale, quale la Direzione di una Asl, si basa unicamente su criteri e regole di ordine tecnico, in particolare nel settore della salute. Questa è la sintesi di quanto riferito agli esponenti locali venerdì scorso, come riportato dalla stampa e, perciò, ritengo francamente inaccettabile un confronto intriso di offese e gratuite accuse. Ma la cosa più irritante - prosegue Vicano - è l’avermi attribuito atteggiamenti irridenti verso i cittadini di Anagni: niente di più lontano da quanto da me espresso nell’incontro di venerdì scorso ma, soprattutto, dal mio pensiero.            

Ho semplicemente affermato che" quanto deciso in Regione nei decreti commissariali non può essere frutto di una avversa volontà politica dal momento che in quell’Ente e in quella maggioranza operava un rappresentate di Anagni (ndr Franco Fiorito)". Più chiaro di così! Desidero informare che sto valutando seriamente – come ho anticipato nella riunione di oggi ai Sindacati di Anagni – la possibilità di querelare gli autori di quanto sopra esposto".


Ultimo aggiornamento Martedì 04 Dicembre 2012 14:59

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