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Chiusura Ospedale di Anagni, assemblea amministratori: nessuna proposta unanime. E il 30 novembre si prepara la serrata

altANAGNI - Una serata che poteva essere storica e che si è trasformata nell'ennesimo nulla di fatto. L'ennesima per i cittadini e il loro diritto alla salute. La si potrebbe riassumere così l'assemblea dei sindaci e dei consiglieri comunali del comprensorio, promossa dal Consiglio comunale della città dei Papi, svoltasi ieri sera (in foto),  in difesa dell'Ospedale.

Non che ci si sarebbe potuto aspettare di più da un Consiglio comunale convocato dal presidente Marco Cesaritti in sessione straordinaria ed aperta, al Pala Tiziano di via San Magno. Le decisioni sulla sanità e sugli ospedali vanno spesso oltre la volontà delle singole assise civiche. Ma certo almeno una carta di intenti unitaria questa sì, che i cittadini accorsi numerosi ad assisetere ai lavori, se l'aspettavano, magari votata da maggioranza e opposizione insieme. Dopo la solidarietà bypartisan al sindaco di Anagni Carlo Noto che nei giorni ha digiunato per tre giorni per ottenere garanzie su pronto soccorso e ospedale, c'era da aspettarselo. E invece nulla.

Nessuna comunanza di intenti se non a parole, le stesse che campeggiano uslla pagine facebook del Comune dove si dice: "Andiamo avanti su più fronti. E il giorno 30 (novembre ndr) grande maniestazione dal Prefetto. Tutti invitati a partecipare. Incontro col commissario (alla sanità del Lazio ndr) Bondi". Intenzioni appunto, ma la pratica si è tradotta ieri sera nel non lasciare troppa visibilità agli avversari politici.

Eppure la serata prometteva bene. Oltre agli amministratori anagnini c'erano al Pala Tiziano i sindaci di Fiuggi, Sgurgola, Acuto e altri del comprensorio. Consiglieri comunali e amministratori rappresentanti degli 80mila cittadini che giornalmente si servono (si servivano) dei servizi del presidio sanitario anagnino. La solidarietà del vescovo Monsignor Lorenzo Loppa, la presenza di cittadini e associazioni, primo fra tutti il comitato Salviamo l'Ospedale di Anagni, con il presidente della DAS, Sandro Compagno, che ha anche preso la parola.

altDall'opposizione era arrivata anche una proposta, presentata in assemblea dal consigliere del PD Aurelio Tagliaboschi: "Nell'ultimo Consiglio Comunale di Anagni, secondo il nostro giudizio - has psiegato tagliaboschi -  si è persa un'occasione per lanciare un forte messaggio di protesta che, attraverso le dimissioni di massa dei Consiglieri, avrebbe senz'altro riportato la politica al servizio del cittadino ed avrebbe di certo contribuito ad un ripensamento in tema di scelte in ordine alla chiusura dell'ospedale di Anagni.

Riteniamo, quindi, che sia da qui che questa assemblea debba ripartire: proponiamo, pertanto, che i sindaci di Anagni e del comprensorio, seguiti da tutti i consiglieri comunali, rimettano il loro mandato nelle mani del Prefetto di Frosinone, chiedendo allo stesso di rappresentare, in tutte le sedi competenti, il forte disagio di 80.000 utenti che si sono visti chiudere l'unico e fondamentale Presidio Ospedaliero, garanzia della loro salute.

Proponiamo, altresì, che i sindaci di Anagni e del comprensorio, accompagnati dai Consiglieri Comunali, presenzino in via ufficiale, il giorno 4 dicembre, all'udienza presso il TAR del Lazio, chiamato a discutere - concludeva Tagliaboschi (foto a sx) - nel merito il ricorso del Comitato "Salviamo l'Ospedale di Anagni", utilizzando ogni mezzo civile per manifestare alla commissione giudicante il disagio di un intero popolo verso scelte politiche errate".

La proposta, concreta quanto clamorosa, forse anche arma spuntata in una battaglia difficilissima, sarebbe potuta forse essere una freccia lanciata verso il bersaglio: far ripensare il piano sanitario di dimensionamento degli ospedali da parte del commissario Bondi e della Asl di Frosinone. Nulla. La maggioranza ha fatto mancare il numero legale nel momento in cui si poteva votare la proposta. E tutto è finito lì. Nell'ennesima celebrazione fredda di un de profundis che solo una sentenza del Consiglio di Stato ritarda ad intonare per l'ospedale di Anagni.

altIntanto comitato, associazioni, negozianti, cittadini, scuole, partiti e operatori sanitari della città preparano la serrata del 30 novembre prosismo.

Sull'ospedale ha fatto sentire la sua voce anche l'ex presidente della provincia Francesco Scalia che ha partecipato insieme ad altri rappresentanti regionali e provinciali all'assemblea di ieri: "Occorre continuare la battaglia in difesa del diritto alla salute dei cittadini  e fare di tutto per scongiurare la chiusura dell’ospedale di Anagni”.

alt“Anche il Consiglio di Stato – ha continuato il consigliere regionale PD – ha ritenuto importante il ruolo che l’Ospedale di Anagni, grazie alla sua posizione strategica,  riveste per la salute dei cittadini dell’area nord della provincia, sospendendo la parte del decreto 80 che ne sanciva la chiusura. Dobbiamo evitare – prosegue - che si concluda il disegno della Polverini e difendere il livello dei posti letto nella nostra provincia, ben al di sotto del parametro fissato dal Governo.

Per questo, - ha concluso - ho chiesto al Commissario Bondi, quando dovrà operare gli ulteriori tagli dei posti letto per conseguire nella Regione Lazio il nuovo parametro di 3,7 posti letto ogni mille abitanti, di considerare l’estrema gravità in cui versa la sanità della provincia di Frosinone, già pesantemente  colpita dal Piano di riordino della Polverini”.

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Novembre 2012 15:21

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