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Ospedale Anagni, bloccati anche i ricoveri. Sale la protesta. De Angelis: "L'obbiettivo è svuotare per chiudere"

altANAGNI - E' caos totale intorno all'ospedale di Anagni dopo la riduzione del Pronto soccorso di via Onorato Capo in Punto di primo intervento. Una rimodulazione bocciata dai sindacati dell'ospedale che fa il paio con un'altra decisione clamorosa della Asl: il blocco dei ricoveri di acuti in tutti i reparti e il trasferimento dei degenti in altre strutture. Il tutto temporaneamente ma che, praticamente, segna la morte del nosocomio anagino.

Sotto accusa la Dirigenza dell'Azienda sanitaria che non rispetterebbe così la decisione del Consiglio di Stato del 2011 che aveva bocciato la chiusura del presidio anagnino. Ma anche in barba alle numerose diffide ad attuare o pressioni, dalla politica e dai cittadini, a rivedere i cosiddetti Decreti Polverini che ridimensionano la sanità laziale e prevedono la chiusura totale dell'ospedale di Anagni.

Insomma, il disegno procede senza sosta. Così arrivano pesanti le parole dell'eurodeputato del PD Francesco De Angelis (foto a sx) che fanno eco con quelle pronunciate dalla Cgil non appena apprese le notizie che la ASL di Frosinone ha deciso di rimodulare temporaneamente il Pronto soccorso di Anagni in Punto di primo intervento, per il venir meno di standard di sicurezza. “Ancora una volta – prosegue De Angelis – si utilizza la tattica delle decisioni provvisorie che poi però diventano definitive.

Con questa scusa i reparti vengono chiusi e poi non riaprono: si è cominciato con la chiusura del reparto di ortopedia, anche questa teoricamente solo temporanea, per arrivare, pochi giorni fa, alla disattivazione dell’Utic e alla riduzione dei posti letto. Adesso si colpisce anche il Pronto soccorso, ridimensionato ad unità di primo intervento, che non assicura gli stessi standard di assistenza. Il quadro complessivo è desolante: mancano medici e infermieri, diversi reparti sono in grande difficoltà e, in alcuni casi, funzionano ormai a scartamento ridotto. Servizi dimezzati e spesso nella farmacia non si trovano neanche i necessari medicinali.

E’ chiaro che si prosegue con un disegno ben preciso: si continuano a togliere servizi ed attività perché c’è la volontà di svuotare il nosocomio, per poi chiuderlo in maniera definitiva per carenze di servizi ed utenti e tentare di aggirare la sentenza del Consiglio di Stato. Noi come PD ci opponiamo con forza a questo disegno e chiediamo a tutte le forze politiche di scendere in campo a difesa dell’Ospedale anagnino”.alt

altAll'attacco anche dall'associazione DAS e dal Comitato Salviamo l'ospedale di Anagni, da anni impegnati nella battaglia per la salvezza del presidio della città dei Papi. Così come critiche le parole del consigliere comunale del PD Aurelio Tagliaboschi (foto a dx) che chiede al sindaco Carlo Noto , informato ieri direttamente dalla Asl delle decisioni su pronto soccorso e reparti prese con delibera del 31 ottobre scorso, di venire in Consiglio comunale a illustyrare la situazioone a e non nascondersi più, per avviare una comune azione di tutela dell'ospedale.


Insomma, pagina nera per la sanità ciociara e per un comprensorio, quello dell'area nord della provincia di Frosinone, che stretto tra crisi economica ed occupazionale e tra delicati problemai ambientali e sociali, ora perde anche questo riferimento sanitario importante, quello dell'Ospedale anagnino. Uno schiaffo ulteriore ad un territorio maltrattato e impoverito.


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