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PD di Frosinone, i circoli di Filettino, Trevi, Acuto, Trivigliano, Torre, Collepardo: «Troppe incertezze su tagli provincie»

FROSINONE - Sembra che il decreto legge sul riordino delle Province delle Regioni a Statuto ordinario approderà in Consiglio dei Ministri per il mese di novembre. Non saranno previste deroghe quindi saranno accorpate tra loro tutte quelle Province che hanno una popolazione inferiore a 350 mila abitanti ed un’estensione territoriale al di sotto dei 2.500 chilometri quadrati. Alcuni dei circoli del PD dell’alta Ciociaria -  Filettino, Trevi nel Lazio   Acuto, Trivigliano, Torre Cajetani, Collepardo -  esprimono la loro preoccupazione per l’ipotizzato - che ormai pare più certo - accorpamento delle Province di Frosinone e Latina poiché sostengono «sarebbe un’iniziativa problematica dal punto di vista territoriale,economico e sociale soprattutto per quei Comuni che già pagano lo scotto a causa di una posizione geografica non proprio agevole, e che si vedranno (oltre il danno la beffa) presto togliere  anche le comunità montane, se la Regione non provvederà a trasformarle  sic et sempliciter  in Unione dei Comuni Montani, che per anni anno rappresentato un supporto importante per questi territori».
«A nostro avviso - si legge nella nota dei Circoli interessati -  si creeranno inevitabili danni anche per un paventato ‘allontanamento’ di  alcuni servizi  con il conseguente  aumento dei costi che si scaricheranno, come sempre, sui cittadini. Tra le funzioni delle Province vi sono quelle riguardanti «vaste aree intercomunali o l’intero territorio provinciale», nei settori della difesa del suolo, della  prevenzione delle calamità, della difesa dell’ambiente, dei trasporti, dello smaltimento dei rifiuti, del mercato del lavoro (pensiamo ai centri per l’impiego), dell’istruzione secondaria di secondo grado, dei servizi sanitari attribuiti dalla legislazione statale e regionale. Alla Provincia fanno poi capo rilevanti funzioni di programmazione, in particolare il piano territoriale di coordinamento che determina gli indirizzi generali di assetto del territorio.  E’ ragionevole e condivisibile  condurre una razionalizzazione della struttura organizzativa degli enti e delle amministrazioni,  ma non si possono accettare  tagli lineari  più che volti ad una effettiva  diminuzione delle spese superficiali, che si rende oltremodo necessaria  ed auspicata. Ci chiediamo: non diverrà ancor più farraginoso organizzare e gestire le attività ed i servizi di due Province del calibro di Frosinone e Latina? Sicuramente alcune funzioni oggi svolte dalle Province potranno trovare più efficiente allocazione nei Comuni ma altre come il trasporto, la scuola, lo sviluppo economico, il collocamento lavorativo trovano migliore allocazione in un ente intermedio. Ci chiediamo: quale sarà la sede politica e quindi il capoluogo  di questa nuova Provincia? E gli uffici? Resteranno tutti oppure no. Ed i dipendenti? Quelli che non troveranno accoglienza presso i comuni,  rischiano il trasferimento oppure no?
Troppe ci sembrano le domande che rimangono tali e poche le certezze riguardo un’effettiva diminuzione di spesa a parità di servizi. Come sostenuto dall’articolo del Sole 24 Ore del 24 gennaio scorso – “…L’attuazione del decreto si tradurrebbe in una grandiosa operazione di nuovo accentramento. Scontato che la costituzione di forme associative o di collaborazione dei Comuni, in grado di ereditare le funzioni provinciali, richiederebbe tempi lunghi e porrebbe grandi difficoltà, è facile prevedere che le funzioni oggi svolte dalle Province finirebbero nella mani della Regione, con conseguenze assai dubbie in termini di efficienza, esiti di allontanamento delle Amministrazioni dai cittadini e perfino incremento dei costi”».

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