il giornalino di Acuto - Frosinone

Home ::> Politica ::> Elezioni nel Lazio, Polverini le vede nel 2013; Zingaretti incontra Monti

Elezioni nel Lazio, Polverini le vede nel 2013; Zingaretti incontra Monti

ROMA - Continuano le polemiche sull’individuazione della data del voto nel Lazio dopo le dimissioni della Presidente Renata Polverini all’indomani dello scandalo Fiorito. La governatrice ha il pallino del gioco in mano: lo statuto regionale attribuisce a lei la responsabilità di indicare la data utile per chiamare alle urne gli elettori del Lazio per il rinnovo del Consiglio e l’elezione del nuovo presidente. Ma le opposizioni incalzano, e oggi sarebbe previsto un incontro tra il candidato PD Nicola Zingaretti e il premier Mario Monti per analizzare l'ingorgo istituzionale che si è creato.
Nonostante i ripetuti inviti giunti ad accelerare le procedure da parte del ministro dell’interno Annamaria Cancellieri, Polverini continua a sostenere che il decreto che indice le elezioni potrebbe essere soggetto a ricorsi dal momento che la Regione Lazio non si è ancora adeguata alle nuove normative stabilite dal governo in merito alla riduzione del numero di consiglieri da eleggere per il futuro.
Tale incombenza andrebbe dunque portata a compimento prima di indire le nuove elezioni.
Il capogruppo del PD, Esterino Montino, va all’attacco dei principali esponenti del centrodestra, e in un comunicato dichiara: «Polverini, Ciocchetti e Abbruzzese stanno tentando, in tutti i modi, di imbrogliare i cittadini del Lazio negando il loro diritto al voto per rinnovare il Consiglio regionale.  L’Assemblea regionale, come sostenuto non solo da noi ma anche da esponenti del centrodestra, è sciolta e dunque non può procedere a modifiche di Statuto e legge elettorale. Lo stesso presidente Abbruzzese esclude che questo sia possibile. Da oggi, in ogni caso, la Giunta è sempre più isolata nel fortino della Colombo. Avverto Abbruzzese però di non perdersi in ulteriori inutili slalom solo per far saltare la data del 16 dicembre.
È un gioco tanto sporco quanto puerile e irresponsabile.  Parteciperemo ad eventuali convocazioni dei capigruppo solo quando sarà stata stabilita la data per le elezioni. Per quanto ci riguarda, le consultazioni sono finite. Dunque lasci stare. Polverini, il suo cerchio magico e anche il presidente Abbruzzese  stanno sfidando i circa sei milioni di cittadini del Lazio, solo per mantenere i loro privilegi il più a lungo possibile e avere tempo per elargire favori. Questa brutta pagina delle storia della Regione Lazio sta scivolando nel ridicolo e va chiusa al più presto. E’ iniziata con una emergenza democratica, sta diventando un caso nazionale. Il Consiglio è sciolto, se ne deve eleggere un altro che metterà in atto tutto ciò che prevede il decreto 174. Per questa Assemblea presieduta da Abbruzzese il tempo è finito».
A Montino risponde indirettamente lo stesso presidente Mario Abbruzzese, che invita ancora una volta a trovare una «mediazione politica». Il Presidente del Consiglio Regionale afferma: «L’esigenza di effettuare un giro di consultazioni con i capigruppo di maggioranza e minoranza scaturisce non solo dalla difficoltà di interpretare l’art.2 del decreto legge n.174 che riguarda la riduzione dei consiglieri da 70 a 50, ma anche dal portare a compimento tutta una serie di tagli ai costi della politica delle Regioni».
«Per quanto attiene la riduzione dei consiglieri, è escluso che si possa procedere in Aula alla modifica statutaria che, come espressamente scritto nel decreto, può essere approvata entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto stesso» – continua Abbruzzese, che conclude:
«In merito invece alla riduzione delle indennità di consiglieri e assessori, al divieto di cumulo di indennità ed emolumenti, alla riduzione dei contributi ai gruppi consiliari e, non meno importante, all’introduzione dei limiti ai vitalizi dei consiglieri che sarebbe immediatamente attuabile anche nei confronti degli uscenti, vorrei terminare questo giro di consultazioni entro un paio di giorni, per poi procedere, fatta salva la disponibilità assolutamente necessaria dei Gruppi, ad un eventuale convocazione della Conferenza dei Capigruppo nella quale decidere formalmente se convocare o meno il Consiglio per approvare i tagli previsti dal decreto del Governo. Ciò rientrerebbe in quella fattispecie di atti indifferibili e urgenti e per i quali lo Statuto consente all’Aula di riunirsi».

 

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Ottobre 2012 10:05

Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.

AVVERTENZA: questo sito consente l’invio di cookie di terze parti, per inviarti messaggi in linea con i tuoi interessi e a fini statistici. Proseguendo la navigazione l’utente presterà il consenso all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso,all'installazione di tutti o di alcuni cookies, si veda l'informativa sui coockies (cliccare qui).

Accetto i cookie da questo sito