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Frosinone, scandalo Fiorito: PD chiede le dimissioni del Direttore Generale della ASL Carlo Mirabella

FROSINONE - Il PD di Frosinone chiede le immediate dimissioni del Direttore Generale della ASL, Dott. Carlo Mirabella. La richiesta è affidata ad un comunicato congiunto del Circolo e della Federazione di Frosinone, nel quale i dirigenti del partito affermano: «Dopo aver conosciuto i gravi fatti che hanno coinvolto il PDL al Governo del Lazio e l’utilizzo improprio delle risorse pubbliche,si è scoperchiato il vaso di Pandora. Stanno venendo fuori abusi,sperperi, fatti di grave rilevanza penale ed episodi di clientelismo intollerabili. Non bastava essere citati sulla stampa e TV nazionali grazie alle attività del Consigliere Regionale Fiorito, ora si parla di Frosinone per un altro triste primato,il clientelismo politico nella Sanità.

Secondo le fonti di autorevoli quotidiani il Dr. Carlo Mirabella, nominato Direttore Generale della ASL di Frosinone in quota ”Fiorito” per ragione  squisitamente politiche, avrebbe sponsorizzato nella passata campagna elettorale  regionale la candidatura di quest’ultimo  nel corso di una mega cena in un ristorante del luogo dove ad abbuffarsi c’erano,a detta dei giornali, svariate centinaia di persone che a vario titolo operavano nella sanità. Fermo restando il rifiuto di certa politica che cerca consensi a tavola (con quale denaro e se documentato nelle spese elettorali e fatturato sarebbe bene sapere), sono le conseguenze che hanno un risvolto grave. Servono a nulla, le smentite e le precisazioni del Direttore Generale circa la collocazione temporale dei fatti rispetto al suo incarico alla ASL e la sua fede politica che legittimerebbero il suo operato.

Esiste un preciso nesso di causalità tra  il precedente incarico di Manager della stessa ASL, la campagna elettorale,il nuovo incarico allo stesso Dr. Mirabella ai vertici della Azienda Sanitaria di Frosinone e il conferimento di una serie di incarichi dirigenziali che getta più che un’ombra di sospetto sul criterio clientelare e di colonizzazione politica del servizio pubblico sanitario nella nostra Provincia. Il Partito Democratico della Federazione di Frosinone e di Frosinone città chiede al Dottor Carlo Mirabella di azzerare tutti gli incarichi dirigenziali delle figure amministrative e sanitarie assegnati con sua discrezionalità sospetta e senza concorso pubblico. Chiede inoltre al Dr. Mirabella di dimettersi dal suo incarico favorendo la nomina di  un commissario straordinario della ASL di Frosinone scelto con esclusivo criterio meritocratico sganciato da ogni logica di clientelismo politico.
Chiede al gruppo consiliare di Frosinone, in accordo con gli altri gruppi di minoranza al consiglio comunale, di invitare il sindaco (quale autorità sanitaria) ed al presidente del consiglio di convocare un consiglio straordinario avente come tema la situazione sanitaria della provincia di Frosinone».

Posizione analoga quella di Francesco Scalia: il consigliere regionale scrive in una nota: «Lo scorso marzo presentai invano alla Polverini un’interrogazione urgente per capire le modalità con cui il Direttore della Asl di Frosinone, il dott. Carlo Mirabella, aveva proceduto all’attribuzione di una ventina di incarichi dirigenziali ex art. 18 del CCNL. Oggi abbiamo le risposte che per mesi abbiamo atteso, e la conferma che i sospetti circa le ragioni per cui la direzione della Asl di Frosinone stava adottando procedure illegittime, erano più che fondati«.
Sullo scandalo delle nomine Asl Scalia aggiunge: «Era del tutto evidente, infatti che la Asl di Frosinone non stava rispettando le normative vigenti, che escludono che l'incarico dirigenziale ex art. 18 abbia carattere fiduciario. Nell’interrogazione chiarivo, infatti, che nel momento in cui la norma impone una valutazione comparata dei curricula e limita la nomina a soggetti in possesso di precisi requisiti, la scelta non può avere natura fiduciaria, come invece -ed oggi si comprende il perchè!- sosteneva strumentalmente la direzione ASL».
«Come Gruppo PD – conclude – abbiamo avvertito l’esigenza di adottare ulteriori misure di trasparenza e meritocrazia sul sistema delle nomine dei direttori generali, amministrativi e sanitari delle Asl, e nello stesso mese di marzo presentammo una proposta di legge, rimasta inascoltata dalla maggioranza di centrodestra, che le nomine – come si è visto – preferisce farle in altro modo, violando anche le regole esistenti.  Questa proposta di legge, se approvata, avrebbe potuto rivoluzionare il sistema di selezione dei dirigenti delle Asl, premiando capacità e professionalità. Nel testo – conclude - si proponeva la modifica del meccanismo dello spoil system per i direttori generali, adeguando la normativa regionale alla sentenza n. 104 del 2007 della Corte Costituzionale; e l’istituzione di un elenco regionale degli aspiranti alla nomina a direttore, tenuto ed aggiornato da una commissione di garanzia, a cui affidare il lavoro di vigilanza e controllo».

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