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Laziogate, contraccolpi a sinistra. Renzi: «Consiglieri PD non siano ricandidati», Montino: «È inquisizione»

ROMA - Nel suo intervento pubblico a Palestrina, il candidato alle primarie Matteo Renzi getta la bomba: «Neanche i nostri consiglieri uscenti vanno ricandidati. Anche noi dobbiamo dire chiaramente che chi è stato in consiglio regionale nel Lazio non si deve ripresentare».
A stretto giro di posta arriva «la replica del capogruppo PD in Consiglio regionale Esterino Montino, durissimo con il giovane candidato alle primarie: «La dichiarazione  rilasciata oggi a Palestrina da Renzi spiega bene, in modo definitivo, i motivi per non votarlo. Non è il futuro del Pd, è la negazione del Pd perché esprime una cultura da processo sommario, da Tribunale dell'Inquisizione  e questo elemento di inciviltà non è nel dna di nessun partito che si definisca  democratico». Montino va avanti e spiega le ragioni politiche del successo democratico nella Regione Lazio: «Il Gruppo Pd che ho diretto ha sconfitto la Polverini e l'ha costretta alle dimissioni.  Questo era il mandato ricevuto dagli elettori e lo abbiamo rispettato appieno e prima del tempo. Il Gruppo di consiglieri di cui sono ancora presidente ha usato i fondi in modo trasparente e rigorosamente dentro  le coordinate di legge, come tutti i partiti di opposizione. Non vedo cosa più nobile che mandare a casa la Giunta Polverini, la sua squinternata maggioranza e un Pdl che esprimeva un capogruppo truffaldino. È un risultato di cui io e i 13 consiglieri del Pd siamo molto orgogliosi. Tanto abbiamo fatto politica che anche  presunti grandi editorialisti dei grandi giornali ci accusano di aver fatto troppi manifesti. Vorrebbe essere un’accusa, ma è un complimento. Se si dovesse fare quello che dice Renzi, non si dovrebbe ricandidare nessuno degli attuali parlamentari perché si sono accorti solo dopo lo scandalo Belsito che i rimborsi ai partiti erano eccessivi. Io in 30 anni di politica non sono stato nemmeno sfiorato da  alcuna inchiesta, lui mi pare parta già azzoppato.  Questi consiglieri non sono stati nominati, ma democraticamente eletti. Saranno gli elettori e il partito a decidere cosa è meglio fare per vincere le elezioni regionali, non un Renzi impegnato a occuparsi del proprio ombelico».

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