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Regione, Polverini riduce la Giunta e si dimette. Birindelli se ne va. PD: "Si può votare subito".

ROMA - Dunque è ufficiale, Renata Polverini ha formalizzato le sue dimissioni dalla Presidenza della Regione Lazio.

Non prima però di aver ritirato le deleghe a tutti gli assessori (o quasi) riconducibili all'area ex Forza Italia, come Zappalà, Mattei, Lollobrigida, Sentinelli.

Una riduzione dell'esecutivo regionale che sa di "vendetta" contro la componente che, a suo modo di vedere, è tra gli artefici della catastrofe del centrodestra alla Regione Lazio. "La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, con proprio decreto - si legge in una nota stamnpa - ha determinato oggi (ieri ndr) la riduzione a 10 del numero degli assessori della Giunta regionale, riservando in capo alla presidenza le competenze in materia di salute.

Il decreto modifica dunque la composizione della Giunta come segue: Fabiana Santini: Cultura, Sport, Politiche Giovanili e Turismo; Maria Zezza: Politiche per il lavoro e formazione professionale, Istruzione e diritto allo studio Fabio Armeni: Risorse Umane, Demanio e Patrimonio; Teodoro Buontempo: Politiche per la Casa, Terzo Settore, Servizio Civile e Tutela dei Consumatori; Giuseppe Emanuele Cangemi: Enti Locali e Sicurezza, Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Politiche dei rifiuti; Stefano Cetica: Risorse strategiche (Programmazione, Bilancio, Informatizzazione); Luciano Ciocchetti: Politiche del Territorio e dell’Urbanistica; Pietro Di Paolantonio: Sviluppo economico e Agricoltura; Aldo Forte: Politiche Sociali e della Famiglia; Luca Malcotti: Infrastrutture e Lavori Pubblici, Politiche della mobilità e Trasporti. Il provvedimento nomina infine Vicepresidente l’assessore Luciano Ciocchetti".

Intanto con una propria nota ha rimesso la delega all'Agricoltura Angela Birindelli che in un comunicato ha spiegato le sue ragioni e soprattutto la sua vicenda giudiziaria: “Non mi dimetto oggi per il procedimento a mio carico, vecchio di mesi e di cui sarò in grado di dimostrare la mia estraneità, ma perché purtroppo nonostante ciò che è avvenuto in Consiglio Regionale, la macchina del fango avviata contro di me in questi mesi continua a muovere gli interessi di alcuni traffichini di Palazzo e non certo gli interessi dei cittadini.

Ho sempre vissuto la politica con passione - conclude l'esponente della corrente forzista  che fa capo ad Antonio Tajani - e con impegno civile e, al contrario di chi la fa per mestiere difendendo con ogni mezzo la propria posizione, da domani tornerò a fare l’ingegnere come ho sempre fatto nella mia vita”.

Quindi da ieri sera le dimissioni della Polverini sono ufficiali. La lettera è stata trasmessa all'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale che ne dovrà prendere atto. Si chiude una legislatura faticosa e difficile, non solo per gli scandali sull'uso dei fondi del PdL che ha portato all'inchiesta su Franco Fiorito ma anche per le difficili e controverse scelte compiute dalla Polverini e dalla sua Giunta in materia di sanità e rifiuti. Due questioni intricate e scottanti che restano aperte sul tavolo del prossimo Presidente e Consiglio regionale.

Intanto ieri il Gruppo regionale del PD aveva reso noto la sua idea rispetto alle elezioni regionali con una proposta che diceva così: “Dopo la decisione dei Presidenti delle Regioni di chiedere al Governo l’emanazione di un decreto legge per ridurre i consiglieri regionali da 70 a 50, il percorso per arrivare subito alle elezioni è tracciato.

Appena emanato il decreto,  il Consiglio regionale deve essere convocato per modificare la legge regionale, senza la necessità di procedere alla modifica dello Statuto che prevede una doppia lettura. Nella stessa seduta - proponeva i democratici - si può procedere ai necessari e marginali ritocchi alla legge elettorale.  Per fare tutto questo occorrono poche ore di lavoro, non mesi.

Così si potrebbe andare  al voto tra la fine di novembre e i primi 10 giorni di dicembre”. L'altra possbilità resta invece quella di accorpare queste elezioni alle amministrative e alle politiche della Primavera 2013. La parola passa al Governo.

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