il giornalino di Acuto - Frosinone

Home ::> Politica ::> Polverini, tra gli ultimi atti il «No» ai tagli alle province previsto dalla spending review del Governo

Polverini, tra gli ultimi atti il «No» ai tagli alle province previsto dalla spending review del Governo

ROMA - Non solo nomina di dirigenti e rimpasti alla giunta regionale: tra gli ultimi atti di Renata Polverini in qualità di Presidente della Regione Lazio, nell’attesa che le dimissioni mediatiche divengano anche un atto amministrativamente concreto, vi è il via libera al ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto per lo «Spending review» varato dal Governo Monti per ridurre i costi della politica anche attraverso il taglio delle province.
L’atto varato dalla Giunta Polverini recepisce la decisione del CAL (Consiglio delle Autonomie Locali), che lo scorso 17 settembre si è espresso all’unanimità contro  il riordino delle province previsto dal decreto legge 95/2012: la «Spending review», appunto. Il decreto prevede che il CAL avrebbe dovuto formulare una proposta di riordino delle provincie del Lazio (in base ai requisiti previsti dal decreto, sarebbe stato necessario accorpare le province di Rieti e Viterbo a nord di Roma, mentre quella di Latina avrebbe dovuto fondersi con Frosinone, l’unica ad avere i requisiti di estensione e popolazione per evitare l’abrogazione).
Ma gli amministratori locali presenti (sindaci, assessori, consiglieri comunali e provinciali) hanno denunciato la violazione da parte del Governo dell'articolo 133 della Costituzione che regola le modifiche alle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell'ambito d'una Regione, invitando la Giunta regionale a presentare ricorso alla Corte Costituzionale.
In occasione di quella  riunione Renata Polverini assicurò il rispetto della decisione dei rappresentanti degli enti locali: «Senza di voi non possiamo e non vogliamo procedere; se confermerete la volontà di ricorrere alla corte noi ricorreremo».
Un ricorso dettato dalla volontà di difendere una serie di uffici locali che costituiscono un punto di riferimento e una ricchezza per i territori, ma che rischiano di vanificare gli sforzi del governo per razionalizzare la spesa per il mantenimento di troppi enti locali: dai municipi ai comuni alle comunità montane alle province alle regioni.
Anche in questo caso, è difficile che i tagli possano essere effettuati con il consenso delle persone che li dovrebbero subire, politicamente ed economicamente.
Anche così si spiega l’unanimità del voto e la particolare attenzione posta dalla giunta regionale nel portare avanti questa iniziativa, tra gli ultimi atti (?) prima dell’ufficializzazione delle dimissioni della governatrice Polverini. Un atto forse politicamente dovuto, vista la pronuncia del CAL, ma altrettanto politicamente inopportuno, data la sempre maggior evidente necessità, e l’assoluta urgenza, di dare concretezza alla riduzione dei costi della politica e dello stato.

Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.

AVVERTENZA: questo sito consente l’invio di cookie di terze parti, per inviarti messaggi in linea con i tuoi interessi e a fini statistici. Proseguendo la navigazione l’utente presterà il consenso all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso,all'installazione di tutti o di alcuni cookies, si veda l'informativa sui coockies (cliccare qui).

Accetto i cookie da questo sito