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Regione, è giallo su dimissioni Polverini. Montino (PD): «Ci prende in giro»; Bonelli: «Nominati nuovi direttori»

ROMA - Renata Polverini non si è ancora dimessa. Lo denuncia il capogruppo del PD al Consiglio regionale del Lazio Esterino Montino che critica la Presidente (tutt'ora in carica) con una durissima nota: «La Presidente della Regione Lazio ancora non si è dimessa.

La maestrina sta dando vita ad una colossale presa in giro dei cittadini del Lazio e di tutto il Paese. Alle 12 e 44 di oggi, e cioè a 40 ore esatte dalla messa in scena della solita commedia senza stile, scrivono dal PD regionale - la Polverini non ha presentato alla Presidenza del Consiglio regionale l’atto con le sue dimissioni.

Sono due giorni che va raccontando in tutte le salse ed in tutte le televisioni un fatto che non è ancora accaduto. Siamo all’avanspettacolo».

La replica della Polverini non si è fatta attendere: «Un giorno in più cosa cambia?» ha attaccato la governatrice, precisando poi: «Ne stiamo ragionando col ministro Cancellieri. Ci sono delle procedure da seguire». Ma la Polverini starebbe lavorando alla
nomina di una nuova giunta prima di ufficializzare le proprie dimissioni.
L'ennesimo capitolo della faida interna al centro destra nata già al momento della mancata presentazione della lista PdL nella provincia di Roma. Probabilmente ci sarà una riduzione degli assessori ed a pagare saranno i nemici interni del governatore uscente, che dichiara: «Ho lavorato all'accorpamento delle deleghe, poi le riassegnerò e allora potrò dimettermi». Tra gli assessori destinati all'estromissione quelli legati all'europarlamentare Antonio Tajani, tra cui l'assessore all'agricoltura Angela Birindelli, già destinataria di un avviso di garanzia per per corruzione e turbativa d'asta in concorso in relazione alla manifestazione Vinitaly.

Ma altrettanto veloce è arrivata la replica delle opposizioni. Il segretario nazionale dei Verdi e consigliere regionale Angelo Bonelli chiede spiegazioni: «Polverini ha appena convocato la giunta e nominato due direttori generali. Ma non si era dimessa? Ma che film stiamo vedendo? Com’è possibile che oggi ha fatto nomina conferimento incarichi compresi quelli che erano già stati annullati dal Tar, ovvero quello all’avvocato Giuliano Bologna (di cui non sono indicati nell’organigramma regionale né il curriculum, né la retribuzione), e quello di Raffaele Marra (155.294,23 euro l’anno). Per quale ragione non ha trasmesso le sue dimissioni al presidente del Consiglio: cosa sta accadendo?»

Torna ad incalzare il capogruppo PD Esterino Montino: «Di cialtronesco, in questa storia, c’è solo la sceneggiata messa in atto da 15 giorni dalla Presidente.  Presenti le dimissioni e non la tiri per le lunghe. Oggi sta procedendo ancora alle nomine di dirigenti esterni di provenienza Ugl come il dottor Marra che dovrà occuparsi di personale. Questa nomina è illegittima perché annullata due volte dal Tar.  È una vergogna. Una presidente dimissionaria non può fare nomine e rinnovare contratti esterni solo per garantire uno stipendio ai suoi amici.
Presenti le dimissioni e subito. Non provi a fare melina per rinviare il voto: questa Regione non può essere condannata  ad altri sei mesi di paralisi. Ci sono tutti i tempi per votare a  novembre o entro il 15 dicembre. Se c’è da modificare  la legge per portare il numero dei consiglieri da 70 a 50  c’è tutto il tempo di farlo e velocemente. Si convochi il Consiglio e si voti la modifica.  Questa Regione non può restare ostaggio di una Presidente stizzosa  e del suo cerchietto magico: sanità , trasporti, disoccupazione, rifiuti sono questioni aperte che rischiano di esplodere a breve.
Ponga fine a questo spettacolo indegno ed eviti di fare altri danni».

Election Day: si o no? - Intanto Governo e parti politiche intanto studiano l’impatto che la data elettorale potrà avere sui futuri assetti regionali e nazionali. Tecnicamente, infatti, sarebbe possibile arrivare ad un voto unico in primavera, unificando le votazioni per il Comune di Roma (Gianni Alemanno sarebbe pronto ad uno scioglimento anticipato di qualche mese del Consiglio di Roma), la Regione Lazio e le politiche nazionali: ma solo se Renata Polverini ritardasse ancora le dimissioni, contando poi su qualche ulteriore dilazione procedurale ad opera del Presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese.
Se invece si volesse anticipare il voto all’autunno, se anche le dimissioni venissero formalizzate immediatamente, si andrebbe comunque al voto non prime della fine di novembre.


Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Settembre 2012 09:06

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