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Regione Lazio, il ministro Ornaghi chiede l’impugnazione del Piano Casa: «Pericolo cementificazione»

ROMA - Ancora non è conclusa la vicenda dello scandalo Fiorito sul finanziamento ai consiglieri regionali del PdL, con le inchieste in corso e una corposa documentazione al vaglio degli inquirenti, che una nuova tegola rischia di abbattersi sulla giunta regionale guidata da Renata Polverini. Il ministro ai Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, ha chiesto di impugnare la nuova formulazione del Piano Casa della Regione Lazio, ritenendo che essa non solo non risolva il contenzioso già sollevato in relazione alla prima stesura, ma lo aggravi, creando le condizioni per una preoccupante cementificazione del territorio. In particolare il Ministero appare preoccupato per la cancellazione di fatto della pianificazione comune del territorio attuata dividendo le competenze tra Regione e Soprintendenze, semplificando eccessivamente le procedure autorizzative e consentendo interventi edilizi di carattere speculativo.
In un appunto i funzionari dei Beni culturali parlano di un eccesso di infrastrutture marine sulla costa (un porto ogni 6 km), impianti sciistici anche in zone protette, cambiamenti di destinazione d'uso di capannoni industriali che impatterebbero negativamente sull’uso del territorio.
Con queste considerazioni in testa Ornaghi, che già lo scorso mese di luglio aveva smentito di aver raggiunto un accordo Ministero-Regione sul Piano Casa, ha formalmente richiesto al Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio l’impugnazione della legge regionale del 6 agosto di fronte alla Corte costituzionale. Una seconda impugnazione, dopo quella presentata dai ministri Prestigiacomo e Galan del governo Berlusconi, che non potrà non avere un forte impatto politico.
E già il capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, Luigi Nieri, ha voluto evidenziarlo in una nota in cui ha dichiarato: «Abbiamo da sempre denunciato i rischi per l’ambiente e per il territorio legati a questo provvedimento. La presa di posizione del Ministro conferma le ragioni alla base della nostra dura opposizione.»
E il PD Esterino Montino ha rincarato la dose, anticipando: «Il Consiglio dei Ministri oggi ha bocciato il Piano casa».
Più prudente il Ministero degli affari Regionali, che in una nota precisa lo stato del confronto: «a seguito dei rilievi pervenuti dall'Ufficio legislativo del Ministero per i Beni e le attività culturali, ha, come di consueto, avviato il contraddittorio con la suddetta Regione. Appena perverranno le argomentazioni regionali, lo stesso Dipartimento sottoporrà, previa valutazione con i Ministeri interessati, una proposta di delibera al prossimo Consiglio dei Ministri».
Ma è chiaro che l’impugnazione appare al momento la prospettiva più probabile.

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