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Servizio idrico, sui depuratori Iannarilli torna a criticare Acea Ato5

FROSINONE - Sul servizio idrico e la spinosa faccenda dei depuratori è ormai muro contro muro tra il presidente dell'Amministrazione provinciale Antonello Iannarilli e il suo predecessore, il consigliere regionale del PD Francesco Scalia.

La critica verso l'attuale amministrazione è stata illustrata nei giorni addietro dallo stesso Scalia: ovvero l'aver "perso i soldi dell'accordo di programma" che dovevano essere destinati "al rifacimento delle infrastrutture idriche dell'Ato5".

 

 

Iannarilli non ci sta. E in una nota spiega che i soldi si stanno spendendo e che i ritardi sono, semmai, di Acea ovvero il gestore del servizio: "Scalia, come al solito, racconta fatti artefatti alla gente e, magari, pretende anche che qualcuno ci creda.

Il Consigliere regionale Scalia, ex Presidente della Provincia di Frosinone, sostiene di aver trovato, ai suoi tempi, cento milioni di euro per l’ adeguamento delle infrastrutture del servizio idrico, tra cui gli impianti di depurazione della nostra provincia. Scalia fa espresso riferimento all’accordo di programma stipulato con la Regione nel 2008. Le risorse in questione, cui fa riferimento Scalia in modo pressappochistico, ammontano a 73.057.720 euro e non sono il frutto di una eroica conquista da parte dell’ex Presidente della Provincia ma della ripartizione dei fondi che operò la Regione Lazio per dare attuazione alla L.R. 6/96 “Attivazione, implementazione ed adeguamento dei depuratori nel sistema idrico integrato”.

Queste risorse, inoltre, non sono svanite nel nulla ne’ il sottoscritto, come asserito da Scalia, “se le è fatte soffiare dalla Polverini”. Una buona parte delle opere previste nel Protocollo d’intesa cui fa riferimento Scalia, sono infatti in stato di avanzamento e si tratta, si badi bene, di quelle opere che sono state affidate ai Comuni per la realizzazione delle opere.

Quindi affonda il colpo: "Tutte le opere che, invece, secondo il medesimo accordo, doveva effettuare Acea Ato5, risultano allo stato ancora in fase di progettazione. I fondi relativi a questi progetti e che ancora non sono stati utilizzati, ammontano a poco più di dieci milioni di euro e, come tutti sanno e il Consigliere regionale Scalia non può non sapere, sono stati “sospesi” dalla Regione Lazio che ha dovuto impiegarli per la ben nota emergenza finanziaria della Sanità.

Scalia saprà anche che, trattandosi di fondi F.A.S. (Fondo Aree Sottoutilizzate) non possono essere revocati dalle Regioni, perché sono risorse erogate con una finalità precisa e non modificabile. Dunque si tratta di fondi che la Regione Lazio dovrà rimettere a disposizione della loro destinazione originaria. Come al solito, chiunque voglia approfondire l’argomento e accertarsi di persona dello stato delle cose, non avrà difficoltà presso i nostri uffici a consultare atti e documenti.

Se continua così Scalia mi costringerà a scrivere un libro sulla sua gestione, davvero singolare”.

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Agosto 2012 13:13

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