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Fiuggi, sentenza imbottigliamento, la maggioranza promette: "Andremo fino in fondo per ridare alla città la miniera"

FIUGGI - In una nota breve ma chiara nei contenuti, la maggioranza che sostiene il sindaco Fabrizio Martini ha commentato la recente decisione del Tribunale di riassegnare l'imbottigliamento dell'Acqua di Fiuggi al  Comune, ponendo fine alla gestione Sangemini durata un decennio circa. "La Fiuggi Unita - scrive in una nota stampa la Lista civica di maggioranza - ha centrato l’obiettivo strategico del suo programma elettorale, restituendo alla città il suo bene fondamentale: l’imbottigliamento e il controllo della "miniera". A tale traguardo di portata storica ha lavorato senza cedimenti  il Sindaco Martini sostenuto dalla maggioranza confidando nelle inconfutabili ragioni della collettività fiuggina.

La chiarezza del percorso aderente agli impegni programmatici ha portato all’ordinanza senza i rischi e le vacuità di soluzioni differenti, pretese o immaginate nel temp,o in cui era necessaria l’unità e la determinazione considerata l’importanza del traguardo.

La Fiuggi Unita ha marciato nel solco degli impegni assunti -recita ancora la nota - nonostante le turbative, le minacce e le posizioni sconsiderate assunte anche da qualche forza politica che di fatto davano sostegno all’azienda controparte. È stata e continua ad essere una battaglia durissima perché pregiudicata dalle concessioni scellerate dell’ex sindaco Bonanni che, per dieci anni, anziché incassare il dovuto ha riconosciuto alla Sangemini un credito di 21 milioni di Euro, consentendole di ricattare il Comune di Fiuggi e di non rispettare i contratti che continuamente venivano modificati in favore della società privata.

Siamo consapevoli delle difficoltà legate alle pendenze legali di un contenzioso che prosegue e nel quale faremo valere, con uguale determinazione, le ragioni riguardo ai danni subiti dal marchio e dall’attività aziendale, causati dalla chiusura strumentale dell’imbottigliamento e dalle altre scelte illogiche assunte dall’ex gestore.

Sicuramente raccogliamo un’eredità molto pesante perché sarà necessario un lungo lavoro per ricostruire e riorganizzare un’azienda competitiva e solida, in grado di dare alla Città le risorse che la storia della miniera ha consentito di produrre.

Gli errori già commessi da gestioni pubbliche improntate al nepotismo - conclude la nota della Fiugi Unita - sono monito per evitare che possano ripetersi, e le scelte adottate saranno caratterizzate dalla capacità e dalla meritocrazia.

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