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Frosinone, il segretario di SEL Pilozzi: «Sel e Pd offrono un’alternativa seria e credibile al paese»

FROSINONE - Il segretario provinciale di SEL, Nazzareno Pilozzi, «riapre» al PD dopo l’accordo nazionale verso cui stanno convergendo Bersani e Vendola in una prospettiva di governo «delle sinistre». In una nota diffusa ieri, Pilozzi afferma: «La carta d’intenti proposta da Bersani e il contributo di idee e programmi presentato da Vendola rappresentano l’atto di nascita di un nuovo centrosinistra. Con questa iniziativa SeL e PD iniziano a prospettare un’alternativa seria e credibile al paese, che finalmente chiuda la travagliata e discussa epoca dell’emergenza, mandando definitivamente in soffitta le politiche dell’austerity e del liberismo. Una prospettiva che non ci fa rassegnare ad essere i custodi fallimentari di un paese alla deriva, ma ad essere coloro che aiutano questo paese a mettere in campo le energie migliori, in sintonia con le più avanzate esperienze di governo in Europa, Francoise Hollande su tutte. Una proposta pensata come momento partecipato della vita pubblica e non come fatto privato riservato a pochi, una proposta che vede nelle primarie per la scelta del premier l’atto finale di un vero percorso di inclusione. Questo nuovo scenario impone a tutti noi uno scatto di reni che ci consenta di trovare i modi e le forme di una nuova collaborazione.
La crisi devastante che sta distruggendo le fondamenta economiche, sociali e democratiche del nostro paese in provincia di Frosinone assume connotati e forme ancor più distruttive. Il centrosinistra oggi dice noi non ci rassegniamo, noi vogliamo guardarla in faccia questa crisi e chiederci che cos’è? Da dove viene? Da quale pianeta? Chi l’ha prodotta? Chi sono gli speculatori? Quali i loro nomi e cognomi? Come si comportano le banche? Tutto ciò finora è stato confinato in zone di penombra, con ragionamenti ipereconomicistici che tendevano a far dimenticare le responsabilità della finanza in danno di una presunta responsabilità dei costi delle politiche sociali.
Questo è il nuovo centrosinistra che dovrà essere largo, aperto e plurale, in cui emergano le potenzialità e la ricchezza dei colori che hanno contribuito a segnare le più belle vittorie amministrative (Milano, Genova Napoli ecc.) e referendarie di questi ultimi anni.
Anche nella nostra provincia dobbiamo da subito costruire un luogo di discussione per questa ampia e costruttiva platea, un luogo dove le forze politiche possano incontrare le più avanzate esperienze amministrative presenti sul territorio, il mondo dell’associazionismo, i rappresentanti del mondo del lavoro, i comitati di cittadini e tutte quelle realtà vive che ogni giorno contribuiscono a rendere meno ostile la crisi che sta devastando il nostro territorio. Dobbiamo metterci da subito al lavoro per costruire proposte di rilancio della nostra provincia, isolando tutte quelle pulsioni populiste che alla fine fanno sempre il gioco abietto delle destre. Dobbiamo essere in grado di costruire un decalogo di cose da fare per il nostro territorio, da presentare al nuovo governo come mappa di intervento necessaria per la sopravvivenza stessa della nostra realtà sociale ed economica. Dobbiamo trovare una posizione chiara sulla gestione del servizio idrico integrato, che in questi anni ha trasformato le criticità presenti sin dalla nascita dell’ato in un disservizio assurdo pagato dai cittadini, vittime della demagogia e del populismo di Iannarilli.
Dobbiamo ripensare al ciclo dei rifiuti realizzato 15 anni fa e ormai inadeguato rispetto alle conoscenze e sensibilità nuove maturate in questi anni. Dobbiamo avere chiare le proposte sulla necessità di salvaguardare i livelli di offerta sanitaria della nostra provincia, della necessità della salvaguardia del tribunale di Cassino e del recupero ambientale della Valle del Sacco. Ma la vera sfida l’abbiamo di fronte alla proposta di rilancio economico complessivo del nostro territorio, che impegni dentro una vera prospettiva europea il governo nazionale ad investire seriamente sulla provincia di Frosinone. Ora tocca a noi riuscire a coinvolgere le energie migliori e proporre una proposta seria di governo, non possiamo fallire altrimenti rischieremmo di tornare ad esperienze gravide di demagogia, populismo e immensi conflitti di interesse che tanti danni hanno recato».

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