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Ferentino, Berretta sollecita Regione Lazio a dar seguito all’Ordinanza TAR su Dimensionamento Scolastico

FERENTINO - L’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Ferentino, Maurizio Berretta, interviene con forza sulla vicenda della Scuola Secondaria denunciando l’inerzia delle istituzioni regionali dopo l'ordinanza del TAR che ha dato ragione al Comune. In una nota diramata nella serata di ieri, spiega: «Il TAR del Lazio Sez. Latina in data 24/05/2012, con Ordinanza n.162, ripristina la legalità in ambito scolastico nella città di Ferentino, accogliendo il ricorso presentato dal Comune di Ferentino e motivando lo stesso nel merito, di fatto, le Istituzioni, in primis la Regione Lazio competente in materia, e gli Uffici Scolastici temporeggiano ad adeguarsi alle decisioni del Giudice Amministrativo Regionale.

Non siamo soddisfatti e di fatto, condanniamo il comportamento procedurale delle Istituzioni coinvolte, la Regione Lazio, in particolare l’assessorato competente alla Pubblica Istruzione, invece di dar seguito all’Ordinanza del Tar dalla sua promulgazione (24/05/2012), si è completamente disinteressata, fino ai giorni attuali, e ciò a discapito dell’utenza scolastica coinvolta, del personale docente e non e degli enti minori competenti.
In questi 2 mesi, il Comune di Ferentino, ha sollecitato più volte il rispetto delle decisioni, in particolare, con le diffide ad adempiere inviate il 21 Giugno,  il 5 Luglio in indirizzo all’Usp, Usr, e Assessorato Regionale alla P.I. e portando a conoscenza la Procura della Repubblica di tutte le inadempienze procedurali.
Questa perdurante loro inerzia, potrebbe determinare interruzione di pubblico servizio, con conseguenti loro responsabilità, e disagi gravi all’utenza scolastica, in questo momento i genitori dei ragazzi sono interessati da  sconcerto e grave turbamento.
In ultimo, questa settimana, abbiamo provveduto «a promuovere il procedimento di esecuzione ai sensi dell’art.59 del decreto Leg.vo 104, innanzi allo stesso Tar, per l’emissione delle opportune misure attuative».
Maurizio Berretta illustra il suo punto di vista: «Se da un lato c’è la mia massima e peculiare attenzione alla risoluzione di questo scellerato piano di dimensionamento scolastico, dall’altro c’è tanta amarezza e sfiducia nei confronti di alcune Istituzioni, il sottoscritto e tutta l’amministrazione comunale, ha da subito, condannato in ogni sede ed atto deliberativo, questa legge nazionale, ma, pur non condividendo le scelte imposte, è stato sempre rispettoso di tutte le norme che regolamentano il riassetto scolastico.
Condanno fermamente questo atteggiamento anti-istituzionale ed in contrasto con le decisioni della giustizia italiana, faccio appello ai nostri amministratori regionali, riuniti in conclave in questi giorni nella Commissione Scuola unitamente all’Assessore competente, per far si che si adeguino alle Ordinanze dei Giudici Amministrativi, e dare pertanto immediate risposte alle 40 famiglie che hanno i figli iscritti ad una scuola sospesa dal Tar, in attesa di spostamento da quasi 2 mesi, alla scuola media esistente, visti se non altro i tempi ristretti di inizio del nuovo anno scolastico.
Se dopo consideriamo anche i nostri amministratori provinciali, che paventano l’intenzione di promuovere un ricorso, tocchiamo il fondo, ricordo a costoro, che le scuole materne, elementari e medie, sono di competenza comunale, e che, chi legifera in materia, è la Regione Lazio, vedi la sentenza ultima della corte costituzionale, questi signori hanno molte altre competenze su cui focalizzare l’attenzione, magari partendo dalle scuole superiori dove direttamente competenti e dove molte sono le carenze.
Ferma sarà la mia difesa e di tutta l’amministrazione comunale nei confronti del settore scuola, dei nostri ragazzi, del personale e delle famiglie, non permetteremo di smantellare l’ottimo lavoro di questi 4 anni, sarò pronto a  far valere le sane scelte ed il rispetto della legge in qualsiasi sede, anche al di fuori delle appartenenze politiche, e sia ben chiaro la scuola pubblica è di tutti, e come qualcuno ripete spesso, nessuno escluso».

 

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