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Frosinone, servizio idrico: s'infiamma la polemica Scalia-Iannarilli sui rimborsi per gli oneri di depurazione

FROSINONE - Se non fosse un puro controsenso potremmo dire che, in Ciociaria ciò che "scotta" davvero è... l'acqua.

Ebbene sì. Ciò che arroventa la politica provinciale, in questa estate, è proprio il servizio idrico e in special modo i rimborsi dovuti ai cittadini per gli oneri di depurazione.

Ad aprire la polemica il consigliere regionale PD Francesco Scalia. L'ex presidente della Provincia aveva accusato la Giunta provinciale guidata da Antonello Iannarilli di "inadempienze" sulla vicenda.

 Manco a dirlo, la replica di Iannarilli non s'è fatta attendere: "Sto assistendo da qualche giorno alle manovre e alle azioni del centrosinistra sulle vicende, molto complesse e arcinote dei rapporti con il gestore idrico. Essi parlano di un approccio diverso nei confronti di Acea Spa - ha scritto Iannarilli - per risolvere i problemi idrici. Ebbene se l’approccio “diverso” è quello che hanno attuato loro, cioè favorire il gestore in ogni modo, ogni volta che è stato possibile, in barba agli interessi dei cittadini, allora non sarò mai d’ accordo.

Sono lieto di una cosa, i Sindaci del Centrosinistra, dopo avere di fatto protetto all’inverosimile, in tutte le occasioni fino ad ora presentate, la gestione di Acea Spa, nonostante l’evidenza di quanto problematica e portatrice di disagi per i cittadini fosse, finalmente hanno preso qualche iniziativa che ravvisa delle inefficienze, seppure si tratti di iniziative molto timide e deboli. In questo contesto si inseriscono le dichiarazioni profferite dal sindaco di Alatri, Giuseppe Morini, che davvero risultano sconcertanti. Egli sostiene che io avrei dovuto gestire meglio i rapporti con Acea e, ora, le cose andrebbero meglio. Bene, il Sindaco Morini è evidentemente confuso. Io ho fatto in modo di non riconoscere aumenti spropositati che l’Assemblea dei Sindaci (con la maggioranza di centrosinistra, allora come ora) aveva bellamente riconosciuto al gestore; questo a fronte di una gestione che prima non era più efficiente di oggi. Il tutto in barba ai cittadini e alle loro tasche. L’Assemblea dei Sindaci è sovrana, io non ho diritto di voto. Le proposte votate, o non votate dai sindaci che hanno fatto a gara a far saltare le sedute (ricordo che la maggioranza è sempre del centrosinistra di Morini, Scalia, Migliorelli ecc.) sono quel che contano. Sono loro che non hanno approvato la proposta di inizio dell’iter per la rescissione del contratto, sempre loro che non hanno approvato la proposta di tariffa che oggi avrebbe fatto pagare meno l’acqua ai cittadini, nonostante fosse stata istituita una commissione di tecnici con rappresentanti nominati anche dal centrosinistra!

Dunque Morini, se vuole partecipare con serietà al dibattito e, meglio, agire con efficacia nei confronti dei cittadini, almeno si legga i contratti, i regolamenti e si ricordi i fatti senza parlare a vanvera. Al consigliere regionale Scalia, invece, che ha presentato una interrogazione alla Polverini per la nomina del Commissario ad Acta per la restituzione dei canoni versati dai cittadini e non dovuti per la depurazione, non posso che dire: perché quando era lui il Presidente dell’Ato non si era mai accorto che esisteva il problema della depurazione? Tutto andava liscio caro Scalia? Il problema ora è evidente (questo ed altri sempre sulla gestione idrica) perché la nostra amministrazione li ha trovati e evidenziati, sotto una coltre di silenzio che, chissà perché, avevate apposto su tutta questa enorme problematica".

Controreplica di Scalia, affidata ad una nota: "Sulla questione dei mancati rimborsi per gli oneri della depurazione, Iannarilli invece di assumersi le proprie responsabilità di amministratore pensa solo a scaricare le sue colpe”,accusa Scalia.

 

“Dopo la sentenza n.355 del 2008 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità della norma che prevedeva a carico degli utenti la tariffa del servizio di depurazione anche in assenza o inattività degli impianti, è intervenuto il decreto ministeriale del 30 settembre 2009, che individuava criteri e parametri per la restituzione delle quote già versate.

A quell’epoca non ero presidente della provincia e quindi dell’autorità d’ambito, da più di sei mesi, mentre lo era già l’on. Iannarilli. L’Autorità d’ambito dell’Ato5 di Frosinone avrebbe dovuto esercitare i poteri sostitutivi nei confronti del gestore, cosa che però non è avvenuta. In seguito a questa mancanza, la Regione Lazio avrebbe dovuto nominare un commissario ad acta per la restituzione delle quote versate, ma nemmeno questo provvedimento è stato adottato”. 

"Provincia e Regione - accusa Scalia - non hanno fatto nulla e i cittadini ancora attendono i rimborsi! Di fronte all’evidenza dei fatti, Iannarilli si nasconde dietro la Conferenza dei Sindaci, ma ovviamente se ne ricorda solo per scaricare le proprie colpe! Quando invece si tratta di fare il bello e il cattivo tempo, disastrando il servizio idrico e assegnando consulenze milionarie, la Conferenza dei Sindaci per Iannarilli non esiste più. E’ Iannarilli che deve convocare la conferenza e formulare l’ordine del giorno e nel caso particolare, non ha mai proposto alla conferenza stessa di deliberare in ordine alla restituzione delle quote relative alle depurazioni. Invece di fare pura demagogia – conclude Scalia – Iannarilli pensi ad amministrare, evitando questa assurda politica fatta di chiacchiere, che sta solamente disastrando il nostro territorio”.

Intanto le vere emergenze sono sul tappeto, come quella idrca che in Provincia di Frosinone sembra essere sempre più pesante per tanti Comuni.

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