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Anagni, Noto e ‘Anagni Domani’ a difesa dell’Ospedale dopo caso Fenicchia: «Pronti a ricorrere in giudizio»

ANAGNI - «Dobbiamo ancora riconoscere, e ringraziare, l’efficienza e il tempismo del nostro Ospedale che per la seconda volta salva la vita ad un “mio” consigliere: siamo particolarmente sensibili a questo tema, che ci ha interessato da vicino in due vicende particolarmente delicate e di estrema gravità, per fortuna risolte positivamente».
Questa la dichiarazione del Sindaco di Anagni, dottor Carlo Noto, che annuncia un Consiglio Comunale aperto proprio sull’Ospedale cittadino, previsto nei prossimi giorni: «Non accetteremo che la nostra struttura venga ulteriormente depauperata: una struttura che continua a dimostrare di essere indispensabile, efficiente e funzionale, giorno dopo giorno, nonostante le difficoltà e le risorse limitate. Non dimentichiamo che c’è una sentenza del Consiglio di Stato che ne riconosce l’essenzialità: proprio per questo, e  ne abbiamo già argomentato in sede di Giunta, non esiteremo a ricorrere ad un giudizio di ottemperanza, qualora si tentino ulteriori azioni di depauperamento della struttura».

Deciso anche il Consigliere con delega alla Salute Antonio Olevano: «Basta numeri, basta chiacchiere, basta “subire” scelte dettate da fredde sottrazioni matematiche! Il nostro Ospedale, sempre affollato di pazienti, che pur tra mille difficoltà riesce a dare una buona risposta alla domanda di salute di utenti provenienti da tutto il comprensorio, deve continuare ad esserci! Non può subire scelte aprioristiche che manderebbero in tilt la sanità locale e metterebbero seriamente a rischio vite umane di tutto il territorio».

Anche i rappresentanti del Gruppo Consiliare ‘Anagni Domani’ intervengono sulla vicenda: «Ora più che mai dobbiamo far sentire la nostra voce e la nostra ferma opposizione alla chiusura del presidio ospedaliero», sintetizzano in una nota.
Il portavoce del gruppo, il consigliere Vincenzo Ciprani, dichiara: «Vogliamo rivolgere un pensiero di pronta guarigione all’amico Alessio Fenicchia, ma soprattutto vogliamo ribadire la nostra posizione, certi che, adesso più che mai, dobbiamo fare sentire la nostra voce e la nostra ferma opposizione alla chiusura del nostro presidio ospedaliero.
Roma è matrigna con le sue province; la Regione Lazio è “romacentrica”, ma noi più di altri dobbiamo difendere i nostri cittadini in nome del sacrosanto diritto alla salute, e fare in modo che possano fruire delle stesse strutture sanitarie degli abitanti romani. I presidi ospedalieri sono il salvavita di molti utenti, soprattutto il nostro di ospedale che ha dimostrato di esserlo non solo negli ultimi tempi, ma da sempre: e noi, in nome di tutte quelle persone che ogni giorno hanno bisogno di assistenza sanitaria, non possiamo e non dobbiamo permettere che le fredde logiche romanocentriche possano continuare a creare più danno di quello che hanno fino ad ora arrecato ai nostri concittadini e al nostro territorio. L’ospedale di Anagni non solo deve vivere, ma deve essere potenziato e rivalutato: se vi è una sola ragione per cui vale la pena lottare, caro amico Alessio, questa lo è, e noi ci stiamo. I problemi del territorio e più in generale delle nostre province, non potranno mai avere soluzione se non si procede al riassetto e alla modifica istituzionale attraverso la creazione di un distretto metropolitano di Roma – Capitale, a sé stante, che consenta di gestire autonomamente il territorio romano e di creare, altresì, una Regione ad hoc all’interno della quale siano compresi il territorio e le province di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti».

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Giugno 2012 12:50

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