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Alatri, sindaci Distretto socio-assistenziale A preoccupati da tagli a servizi sociali decisi da Regione Lazio

ALATRI - I Sindaci del Distretto socio Assistenziale “A” tornano ad esprimere la loro preoccupazione per gli effetti dei tagli decisi dalla Regione Lazio in merito agli interventi di sostegno pianificati dai servizi sociali, tagli che colpiranno tutti ma che avranno particolare impatto sui piccoli comuni. Pubblichiamo di seguito il comunicato relativo all’Assemblea dei Sindaci il giorno 22 maggio scorso:  
«L’Assemblea si è svolta per discutere e approvare la nuova riprogrammazione del sistema integrato dei servizi sociali per le annualità 2012-2014 non solo in termini di programmazione dei servizi stessi ma anche in termini economico finanziari, secondo le recenti disposizioni della Regione Lazio. I sindaci e gli assessori come di consueto sempre molto presenti alle decisioni da assumersi in sede di Distretto, soprattutto in questa occasione non hanno fatto mancare la loro presenza e concreta partecipazione ad una Assemblea dove si sarebbe dovuto ridisegnare la rete dei servizi sul territorio del Distretto con una evidente ricaduta su ogni singolo territorio comunale.
I Sindaci e Assessori hanno voluto ricordare con un minuto di raccoglimento la ricorrenza del 23 maggio la strage del Giudice Falcone di sua moglie e della scorta, ma hanno voluto anche rendere onore alla morte prematura ed ingiustificata della giovane Melissa nell’attentato della scuola di Brindisi del 19 maggio.
I lavori della Assemblea che si sono protratti fino a tardo pomeriggio, hanno evidenziato con grande preoccupazione e criticità i considerevoli tagli operati sui servizi sociali dalla Regione Lazio in questi ultimi tempi, come l’annullamento del fondo distrettuale per la non autosufficienza che in questi anni ha consentito al Distretto di poter garantire ai Comuni del territorio maggiori interventi domiciliari proprio in favore delle persone con disabilità.
La riduzione di più della metà dei finanziamenti in favore dei piccoli Comuni (al di sotto dei 2.000 abitanti) determinerà inoltre una sofferenza per gli interventi di assistenza domiciliare, e soprattutto non consentirà più di garantire i servizi di trasporto, particolarmente necessari viste le notevoli difficoltà di collegamento e la carenza di una efficace rete di comunicazione con i maggiori servizi sociali e socio sanitari.
I piccoli Comuni saranno infine esclusi dal finanziamento erogato dalla regione sulla base della popolazione e della estensione del territorio.
Tale forma di finanziamento regionale sarà erogato solo ai Comuni con popolazione compresa tra i 2000 e 150.000 abitanti da cui però i Comuni dovranno destinare il 7% in favore dei centri sociali anziani.
Ma anche i grandi centri hanno avuto forti ridimensionamenti, infatti solo i Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti potranno richiedere finanziamenti per emergenze socio assistenziali e nello specifico per interventi obbligatori sottoposti a provvedimenti autorità giudiziaria che riguardano prevalentemente minori inseriti in case famiglia.
Le misure poste in essere recentemente dalla Regione Lazio, che richiedono di garantire nella nuova programmazione del piano di zona 2012 e nei successivi del 2013 e 2014 solo servizi essenziali, comporteranno la necessità di operare scelte significative, escludendo servizi ed interventi in favore di minori, di adolescenti , ma anche delle nuove povertà , di inserimento lavorativo e degli stranieri.
Progetti questi che nel Distretto da anni sono stabili e che hanno garantito risposte concrete e di aiuto tangibile a tutte le fasce di popolazione fragile, e che se interrotti in un periodo di forte crisi economica comportano anche una riduzione significativa di posti di lavoro per molti lavoratori e lavoratrici delle Cooperative.
Forte disappunto e contrarietà è stato espresso dai Sindaci e Assessori del Distretto per tale considerevole ridimensionamento operato sul sociale, che ha penalizzato peraltro un Distretto che da anni si è distinto per la realizzazione di progetti innovativi, per non aver mai interrotto i servizi, per aver osservato con puntualità i pagamenti, per aver saputo offrire una vasta rete di servizi sempre più rispondente e vicina ai numerosi bisogni della popolazione e alle esigenze dei Comuni.
E proprio per salvaguardare da una parte tutto questo sistema di rete dei servizi fino ad ora erogato e garantito dal Distretto su tutto il territorio, ma anche per tutelare i lavoratori e le lavoratrici delle Cooperative e degli enti gestori, con grande senso di responsabilità e di reciproca sussidiarietà, al di là delle diverse logiche politiche ed ideologiche, i Sindaci e Assessori del Distretto hanno deciso, di comune accordo, di mantenere tutti i servizi inseriti in questi anni nei piani di zona attraverso l’aumento delle loro rispettive quote di cofinanziamento, nonostante il difficile momento in cui si trovano anche le amministrazioni locali.
Una grande lezione quindi di gestione civile e responsabile della Politica nella Pubblica Amministrazione da prendere d’esempio e di cui forse si avrebbe maggiore bisogno proprio ai giorni nostri».

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