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Elezioni comunali di Frosinone, Severo Lutrario analizza il voto: «Servono idee nuove e pulizia»

FROSINONE - Da Severo Lutrario riceviamo e pubblichiamo: «Come persona interessata ma non schierata nella competizione elettorale ( qualunque sia il sindaco che reggerà il Comune di Frosinone, è sui fatti concreti che ne ricercheremo l’interlocuzione e  ne valuteremo il segno sia sul piano sociale che su quello di un bene comune come l’acqua), vorrei giocare a fare il politologo andando ad analizzare i risultati interlocutori delle elezioni amministrative  del 5 e 6 maggio a Frosinone, andando un po’ al di là dei giudizi sommari o interessati che ho sentito a caldo. In primo luogo mi sembra assolutamente incontrovertibile come l’avvocato Ottaviani non si sia rivelato un valore aggiunto per il centro-destra. Infatti Ottaviani è l’unico candidato a Sindaco che abbia raccolto sul proprio nome un numero di voti inferiore sia in assoluto che in percentuale alla somma dei voti raccolti dalle liste che lo appoggiavano. Ottaviani, infatti, ha ottenuto 434 voti in meno rispetto alle proprie liste che, in termini percentuali, ha rappresentato un 3,18% in meno (ci sono stati 1073 elettori che hanno votato solo il sindaco).
Se il candidato del centro destra avesse rappresentato, al contrario, un valore aggiunto di analogo peso, oggi avremmo dovuto commentare la sua vittoria al primo turno. Ora, invece, bisogna rilevare come il centro destra abbia fatto al primo turno il pieno dei voti possibili (dimostrandosi peraltro minoranza in città) e come appaia quantomeno complicato immaginare, senza il supporto delle liste e dell’esercito dei canditati pesantemente in campo sino a lunedì sera, che Ottaviani possa, non dico incrementare il risultato attenuto al primo turno, ma quantomeno conservarlo nella sua pienezza.
Se Sparta piange, Atene…
Durante il lungo ed estenuante spoglio ha destato clamore l’affermazione di Domenico Marzi come candidato a sindaco, a lungo rimasto in bilico con Michele Marini per il posto al ballottaggio. Dati alla mano mi corre l’obbligo rilevare come il risultato elettorale indichi un dato diametralmente opposto. Elettoralmente forte si è rilevato lo schieramento, non il candidato.
Sulla base dei voti raccolti dalle liste collegate al candidato a sindaco Marzi, se la sua candidatura avesse effettivamente rappresentato un valore aggiunto, sarebbe stato Domenico Marzi, appunto, a contendere al ballottaggio la poltrona di Sindaco ad Ottaviani.
Infatti la somma dei voti delle liste collegate a Marzi supera di 28 voti la somma dei voti raccolti dalle liste a sostegno di Michele Marini. È proprio sul voto personale al candidato che Domenico Marzi ha perso la partita con Michele Marini.
Marzi, infatti, ha portato in dote ai partiti che lo sostenevano solo 156 voti che in termini  percentuali ha significato un regresso dello 0,33% (sempre per quei 1073 voti in più per i soli sindaci).
Michele Marini, al contrario, con 564 voti personali, pari ad un incremento percentuale dell’1,10%, ha fatto la differenza assicurandosi l’accesso al ballottaggio. Sicuramente poco per un sindaco uscente, ma certamente sufficiente.
Ma anche sicuramente forte ed agguerrita la seconda anima del centro sinistra che ne ha messo in dubbio la riconferma.
Sul resto, l’affermazione di Marina Koveri, che per i voti raccolti sul suo nome, avrebbe guadagnato un posto in consiglio comunale (il dodicesimo seggio destinato all’opposizione) viene vanificata dalla pochezza delle liste che la sostenevano che, per 33 voti, hanno mancato il raggiungimento complessivo di quel 3%  fissato dalla legge come limite minimo per partecipare alla ripartizione dei seggi.
Apprezzabile il risultato di Giuseppina Bonaviri che contro tutto e tutti raccoglie 665 voti in un’elezione da clienti e famiglie numerose.
Una citazione a parte per la Segneri e il Movimento Cinque Stelle. I cosiddetti Grillini vengono tacciati d’essere l’antipolitica... se la politica sono i candidati ottuagenari che asfaltano le strade private e distribuiscono soldi dinanzi ai seggi elettorali, c’è da sperare che il risultato non brillantissimo (rispetto ad altre territori) in terra di Ciociaria non li scoraggi: c’è bisogno di idee nuove, della loro freschezza e della loro pulizia».

Severo Lutrario, responsabile provinciale U.S.B. Lavoro Privato.

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