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Consiglio regionale, due risoluzioni su crisi e occupazione. Abbruzzese: "grande occasione". Montino: "Come il Titanic"

ROMA - Il Consiglio regionale del Lazio, nella seduta di ieri dedicata alla crisi economica e occupazionale nel Lazio, presieduto dal vicepresidente dell'assemblea  Bruno Astorre, ha approvato a maggioranza due risoluzioni.

La prima presentata dal consigliere Mario Mei, la seconda sottoscritta da tutti i gruppi di maggioranza, primo firmatario Carlo De Romanis. Respinte invece ben tre risoluzioni presentate dai gruppi di minoranza.
La votazione si è svolta al termine di un lungo e articolato dibattito, durato quasi sette ore, in cui sono state affrontate le questioni e le criticità che avevano spinto la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ad accettare all'unanimità e ad accorpare due richieste di sedute straordinarie: una, primo firmatario Francesco Saponaro, sulla crisi delle imprese; l'altra, primo firmatario Luigi Nieri, sull'emergenza occupazionale.

 

Con la risoluzione del consigliere Mei, approvata con 36 voti a favore e 2 astensioni, il Consiglio impegna la Presidente Polverini e la Giunta "ad intraprendere idonee ed urgenti iniziative volte a favorire: la crescita, il rigore, l'equità e l'occupazione", attraverso una serie di azioni, tra cui la semplificazione normativa per le piccole e medie imprese; l'attuazione della legge sullo Small business act; la valorizzazione del sistema dei Confidi; l'accelerazione della spesa dei fondi europei; il sostegno all'internazionalizzazione; un'efficiente spending review; la lotta all'usura e la compensazione tra crediti delle imprese verso la Pa e debiti tributari.
Con la seconda risoluzione, approvata a maggioranza, il Consiglio impegna Presidente e Giunta regionale a perseguire 5 obiettivi: 1) attivarsi presso la Conferenza Stato-Regioni per rivedere i livelli di indebitamento che le Regioni possono assumere al fine di sbloccare i fondi per le grandi opere; 2) stipulare con l'Abi e gli istituti di credito regionali delle convenzioni per favorire l'accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese; 3) attivare immediatamente lo Small business act e tutte quelle azioni tese a semplificare le norme relative alle micro, piccole e medie imprese; 4) dare attuazione alla Direttiva 2011/7 dell'Unione europea contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali; 5) proseguire la fase di concertazione tra le parti sociali e sindacali e il mondo delle imprese, dell'industria e delle professioni, per il rilancio dell'occupazione e dell'economia laziale.

 

Soddisfatto il commento del presidente del Consiglio (ieri assente in aula) Mario Abbruzzese: "Il Consiglio straordinario convocato oggi (ieri ndr)  è stata un’occasione preziosa per una ricognizione delle situazioni di crisi sul nostro territorio e per stabilire nuove misure da affiancare a quelle già intraprese in Aula a livello legislativo".

A stigmatizzare invece l'atteggiamento evasivo di presidente e maggioranza ci ha pensato il capogruppo del PD Esterino Montino che ha spiegato: “Sembrerebbe che la crisi non c’è. Almeno secondo la Giunta, gli assessori competenti  e la Presidente Polverini. A sentire il centrodestra, a Roma e nel Lazio, non esiste neppure la gravissima difficoltà denunciata dalle Piccole e Medie Imprese del nostro territorio”.

Quindi Montino in aula è partito all'attacco:  “Una Giunta Titanic sta andando a tutta forza verso l’iceberg della crisi. Eppure vorrà dire qualcosa se stasera al Pantheon non manifestano pericolosi rivoluzionari. Ci saranno tutti i sindacati e anche l’Ugl che forse ha qualche legame con la presidente e buon parte del suo cerchio magico, le associazioni di ogni colore politico, le imprese. L’antipolitica purtroppo prospera proprio dove c’è una politica che non riesce a rispondere in una fase drammatica e serissima. Siamo di fronte alla disperazione di famiglie e imprese e abbiamo l’obbligo civile e morale di tentare di risolvere i loro problemi.

Qualche giorno fa mi sono rivolto ai rappresentanti istituzionali del Lazio, alla Polverini, ad Abbruzzese, perché il confronto di oggi fosse aperto a sindacati e associazioni produttive. Sfumata quest’occasione chiedo che se non qui, almeno nell’aula accanto, entro 10 giorni, possa esserci un confronto in Consiglio regionale, con la Giunta, con gli assessori competenti".

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Aprile 2012 15:27

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