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Anagni, chiusura Ospedale: è braccio di ferro tra Sindaco e Partito Democratico

ANAGNI - E' un vero e proprio braccio di ferro quello tra il sindaco Carlo Noto e i vertici del Partito Democratico guidato dal segretario Vittorio Save Sardaro sulla questione della chiusura dell'Ospedale civico.

Proprio il Pd aveva criticato duramente Noto per "l'inconsistenza" del primo cittadino in occasione del convegno che ha lanicato da Anagni un coordinamento nazionale contro la chiusura dei piccoli ospedali. Non si è fatta attendere la risposta, breve ma piccata, di Noto che ha consegnato alla stampa le sue riflessioni tutte  tese a dimostrare "la strumentalizzzazione" con cui i democratici affronterebbero il tema della sanità e del nosocomio anagnino.

In un comunicato durissimo delle ultime ore però il circolo del PD torna all'attacco e spiega: "Ci interessa poco raccogliere le provocazioni brevemente esposte qualche giorno fa dal Sindaco conto terzi Carlo Noto sulla vicenda dell’ospedale di Anagni. Ci limitiamo a ricordare al nostro primo cittadino che il PD è il primo partito italiano, non ha bisogno della sua certificazione o del bollino di qualità da parte sua. Piuttosto ci chiediamo qual è il suo di partito, quali sono i partiti che lo sostengono, chi sono i suoi dirigenti locali, quali posizioni esprimono nella Città e quali sono le loro iniziative, a parte la presenza, si fa per dire, dei rappresentanti nelle istituzioni locali".
Il PD di Anagni - prosegue la nota - nonostante l’impegno fattivo profuso dai propri iscritti e dai propri esponenti politici ed istituzionali in difesa dell’ospedale di Anagni, impegno che è pubblico e, dunque, sotto gli occhi di tutti, non ha mai compiuto alcun atto concreto e formale per assumere la paternità dell’iniziativa posta in essere dai cittadini che si sono rivolti al TAR ed al Consiglio di Stato con un’iniziativa che, Il Sindaco conto terzi dovrebbe saperlo, ha contestato il commissario Polverini per aver stravolto un piano sanitario, quello del 2007, adottato dai suoi predecessori, Marrazzo prima e Guzzanti poi".


Noi continuiamo a chiedere a Carlo Noto cosa ha fatto lui, come Sindaco, come massima autorità sanitaria locale, in favore dell’ospedale di Anagni. Gli chiediamo di spiegare questo non tanto a noi, ma ai cittadini di Anagni, che comunque già conoscono il disimpegno dell’amministrazione comunale sul fronte della difesa dell’ospedale. Lo chiediamo a lui, che una settimana prima dell’esito del Consiglio di Stato accusava pubblicamente i rappresentanti del comitato “Salviamo l’Ospedale” di fare comizi; a lui, che prima dell’esito dell’iniziativa legale si vantava pubblicamente di trattare con la Regione per un pronto soccorso con dieci posti letto, perché, a suo avviso, era di questo che aveva bisogno il nostro territorio; a lui, che ha disatteso la volontà unanime del Consiglio Comunale che, su proposta dell’opposizione, lo sollecitava ad iniziative concrete a sostegno del ricorso dei quattordici concittadini assistiti dall’avv. Dal Pozzo ( e le giustificazioni apportate, francamente, ci sembrano del tutto risibili). E a lui infine chiediamo perché ha atteso che fossero i cittadini ad assumere un’iniziativa legale in difesa dell’ospedale: perché non ha promosso lui un ricorso al TAR, con il coinvolgimento del Consiglio Comunale? E cosa intende fare ora? Come intende reagire allo smantellamento subdolo e costante ancora in atto della nostra struttura ospedaliera? Lui, che è il Sindaco, che rappresenta non un partito, non un comitato, ma la Città di Anagni, che cosa ha fatto e cosa intende fare, a parte la squallida demagogia di questi giorni?"


Quindi i democratici concludono: "La verità è che il Sindaco conto terzi Carlo Noto ha inteso onorare la Pasqua con qualche frecciatina a noi per evitare la polemica, quando avrebbe fatto meglio a celebrare questa ricorrenza dimostrando maggiore coerenza ed onestà intellettuale: ma forse, per il Sindaco Noto, questa è una richiesta eccessiva".

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