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Frosinone, PdL: congelato il congresso, non le polemiche

FROSINONE - Si è concluso con un nulla di fatto il congresso provinciale del Popolo delle Libertà. Era stato convocato per sabato e domenica scorsi ma prima una lettera al segretario Alfano da parte del coordinatore regionale Vincenzo Piso, poi la diatriba interna delle "anime" del PdL ciociaro hanno di fatto congelato l'assise per rimandarla a momenti migliori. Intanto tra i "big" che avevano più o meno lasciato trapelare la propria candidatura, traspare amarezza. Oltre al solito lancio di accuse incrociate cominciato già nella giornata di sabato.

Nel Lazio il PdL (che governa comune di Roma e Regione) vive una diatriba infinita sul caos tesseramento, per cui nella Capitale stessa non si riesce a definire nemmeno una data per celebrare il congresso. In altre città del Lazio, compresi i capoluoghi Rieti e Frosinone, tutto è rinviato. Ufficialmente per dedicarsi serenamente ai prossimi appuntamenti elettorali. Di fatto per non lasciare che le divisioni interne lacerino il PdL. Mentre fonti interne al PdL profilerebbero all'orizzonte  un non meglio identificato scostamento tra le tessere dichiarate quattro mesi fa nel Lazio e quelle effettive. Sulla questione si incontreranno con Alfano, lo stesso Piso, Alemanno e Polverini nelle prossime ore.
Così mentre in provincia Franco Fiorito, Antonello Iannarilli, Gabriele Picano (unico vero candidato a venire allo scoperto), Annalisa D'Aguanno e lo stesso Mario Abbruzzese dovranno rimandare una resa dei conti che si paventava davvero temibile per gli equilibri del partito, città importanti come Frosinone e Ceccano vanno al voto, con il partito di Berlusconi deciso a strappare la poltrona di primo cittadino ai rispettivi rappresentanti del centrosinistra che da decenni governano.
Il capogruppo PdL presso il Consiglio Provinciale di Frosinone, Giuseppe Patrizi, ha puntualizzato in una nota le motivazioni politiche che starebbero alla base della decisione: «Chi non comprende l’importanza di procrastinare a dopo la consultazioni  comunali il congresso del Pdl non comprende molte cose, delle quali, alcune, elementari. La scelta compiuta da Pallone, Iannarilli e Fiorito di avviare il confronto congressuale a bocce ferme, terminato l’agone elettorale, non solo è
saggia ma è da manuale. In primo luogo perché l’appuntamento elettorale non consente di coagulare energie altrove, né di confrontarsi con la dovuta
franchezza stante la necessità di remare con la maggior voga possibile nella direzione del possibile successo alle Comunali, in secondo luogo perché proprio
alla vigilia delle elezioni non  consigliabile una guida nuova, investita delle responsabilità di un percorso che non ha gestito. Ritengo dunque prive di
qualsiasi significato, oltre che un po’ sprovvedute, le dichiarazioni di coloro che si meravigliano della scelta dei leader del Pdl provinciale».
L'impressione complessiva è che il congresso rimandato non rimanderà però la resa dei conti sul campo tra i vari big del PdL, e che anzi proprio questi dissidi siano una delle principali cause del nuovo rinvio. Una resa dei conti (la storia politica dell'amministrazione provinciale insegna) che spesso nel centrodestra arriva ad elezioni vinte. Ma che arriva e fa gran danno.

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Marzo 2012 09:06

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