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Iannarilli: «Bene la proposta della giunta Polverini su abolizione delle Comunità Montane»

FROSINONE - Interviene sul tema delle riforme istituzionali in materia di governo del territorio il Presidente della Provincia di Frosinone e di UPI Lazio, Antonello Iannarilli, che in una nota afferma: «Ritengo che si stia  andando nella direzione giusta con  la proposta della Giunta Polverini per l’abolizione delle  22 Comunità montane del Lazio, annunciata dall’Assessore agli Enti Locali Giuseppe Cangemi. La proposta di legge regionale, però, mi auguro sia solo il preambolo di una rivisitazione globale della pubblica amministrazione, e degli enti la cui rappresentanza non è eletta dal popolo,  presenti nel nostro territorio. È questo il solo percorso che porta a un reale risparmio per le casse pubbliche senza creare enormi disfunzioni a tutto danno della cittadinanza. La lotta alla razionalizzazione intrapresa dalla Polverini, infatti, ci trova certamente favorevoli se inserita in un processo organico e a tutto tondo. Essa deve essere coniugata con il riordino degli Uffici periferici dello Stato e, come si sta iniziando a fare con la proposta Cangemi, alla cancellazione degli enti strumentali (società, agenzie, consorzi e varie altre entità).
A tal proposito voglio ricordare come l’Unione delle Province Italiane, di cui presiedo l’organizzazione del Lazio, sta preparando una proposta di legge cheprevede un risparmio effettivo di almeno 5 milioni di euro su scala nazionale ecostituisce una vera e positiva riforma costituzionale che non presenti glisfracelli di quella, solo dannosa, che narra dello svuotamento e dell’abolizione delle Province, contenuta nel decreto Salva Italia. La proposta del Governo, infatti,  non porterebbe alcun  risparmio e, anzi, aumenterebbe la spesa pubblica gettando i territori in un lungo periodo di caos.
La proposta delle istituzioni delle città metropolitane, tarate sulle effettive necessità dei territori, sulle loro conformazioni e diversità, che l’Upi sta promuovendo, è fortemente innovativa e comporta una sostanziosa riduzione del numero delle Province e del numero degli uffici dello Stato.
Soprattutto, cancella tutti gli entri strumentali, le agenzie, le spa, che sono il vero costo della politica. Con la nostra proposta 2,5 miliardi di risparmi effettivi verranno dalla riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato, 1,5 miliardi dalla cancellazione delle società e degli enti strumentali, 1 miliardo dalla riduzione e dall’efficientamento delle Province. Ciò come prima parte di un’azione che, necessariamente, in seguito dovrà vedere una riforma e una  razionalizzazione delle Regioni e  dei Comuni. Un’iniziativa seria questa
che non solo porterà ad effettivi risparmi per le casse regionali e statali, ma manterrà una gestione dei territori funzionale e migliore. Inoltre è la dimostrazione della piena volontà delle Province di sostenere concretamente un percorso di riforma del Paese».

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