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Trevi, il sindaco chiede dimissioni di Sibilia, che replica: «Non cedo a prepotenze»

TREVI NEL LAZIO - Lo scorso dicembre la maggioranza del Comune di Trevi Nel Lazio, dopo la decisione del Sindaco Pierfilippo Schina di revocare le deleghe al consigliere comunale Maria Rita Sibilia, subì una forte lacerazione interna, considerando la sorpresa e l'assenza di motivazione di tale gesto. Alla fine del mese di gennaio, si è svolta la verifica politica con il Sindaco e la maggioranza, verifica tanto attesa da tutti, da cui si auspicava un chiarimento interno con la conferma del raffinamento delle deleghe a Sibilia, ma in realtà più che una verifica è stato un vero processo  a Maria Rita Sibilia. «La sentenza di questo processo -ha commentato il consigliere Sibilia- è che la sottoscritta è rea di aver presentato la mostra ”Tesori ritrovati. L’alta valle dell’Aniene in mostra” e aver chiarito il personale e onesto contribuito alla realizzazione come consigliere con delega alla cultura, con un articolo su “Ciociaria Oggi”. Il processo è durato 4 ore, ho cercato di illustrare tutte le contraddizioni che sin dall’inizio si sono venute a creare e a ingigantire, fino ad esplodere con l’atto di revoca, scelta politica e non bega personale come sosteneva qualcuno. In questi due anni, si è concretizzata l’attenuazione progressiva del diritto di informazione, di azione, di rispetto dei tempi, del servizio dato, di rispetto della persona e dei ruoli. La sottoscritta però, pensando di recuperare il recuperabile, in buona fede ha continuato a fare il proprio dovere mentre chi avrebbe dovuto garantire questi diritti non l’ha fatto  (si fa riferimento al Sindaco Schina) ma ha tacitamente avallato prepotenze e ingiustizie. Il rapporto di fiducia e di stima è venuto meno, prerogativa indispensabile per lavorare in armonia; la relativa presa di coscienza è stata, per me, la cosa peggiore. Diverse volte avevo messo in evidenza certi atteggiamenti al Sindaco che mi aveva sempre rassicurato, dicendomi che era un sospetto infondato, fino alla soluzione finale del ritiro delle deleghe. Ora il Sindaco, difendendo se stesso e la sua decisione, invece di ricostruire il gruppo di maggioranza, contrastando chi da sfogo al proprio ego all'interno dell'amministrazione, ha caldamente richiesto le mie dimissioni da consigliere, con il sostegno della maggioranza, esito scontato in anticipo. Infine, hanno pensato addirittura un eventuale modifica dello Statuto, visto che la mia decisione di non dimettermi, ha disatteso la loro conclamata aspettativa di dimettermi. Alla luce di questa situazione la sottoscritta tiene a precisare che quando è entrata a far parte di questo gruppo, attuale maggioranza, ha creduto e crede ancora nel programma politico del “Progetto Comune”. Essendo stata eletta dai cittadini, -conclude Sibilia- senza vincolo di mandato (Statuto comunale art. 22 comma 1), nel rispetto dell'impegno affidatomi, continuerò, anche in questa situazione, ad adoperarmi per il bene del paese per quanto sarà possibile, pertanto rimango consigliere di maggioranza rappresentando i miei elettori e la comunità trebana».

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