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Anagni, "terremoto" PD: «Non faremo le primarie regionali, basta dividersi»

ANAGNI - Un piccolo terremoto politico che dalla città dei Papi rischia di propagarsi in tutta la provincia di Frosinone. È quello innescato dalla decisione di venerdì notte del direttivo del Partito Democratico anagnino: non istituire il seggio per le Primarie, di cittadini ed elettori, per l'elezione del segretario regionale e dell'assemblea del partito. Una decisione sofferta che trascinerà con sé anche altri circoli del PD nell'area nord e non solo. «La decisione - si legge nella nota diffusa dalla segreteria cittadina guidata da Vittorio Save Sardaro (foto a sx)  - è stata assunta alla luce dei recenti eventi metereologici, che si sono abbattuti con particolare violenza nel nostro territorio provinciale e cittadino. Il PD di Anagni, nei giorni scorsi, ha invitato i quadri dirigenti ad assumere in via definitiva il risultato delle assemblee degli iscritti svoltesi nel gennaio scorso, che a larghissima maggioranza hanno dato indicazione chiara ed inequivocabile sul candidato che dovrà ricoprire il ruolo di Segretario Regionale (ndr Enrico Gasabarra con oltre il 70% delle prefrenza). Questa scelta avrebbe corrisposto ad un’esigenza degli iscritti e di tutti i cittadini del Lazio: quella di avere un partito con una dirigenza nella pienezza del proprio ruolo, in grado di rispondere meglio alle necessità del territorio, valorizzando maggiormente anche l’impegno dei circoli e delle rappresentanze politiche ed istituzionali del partito che pure c’è stato sulle passate e recenti questioni. Sarebbe stato opportuno - scrivono i democratici - almeno un ulteriore rinvio delle elezioni primarie: ma così non è stato. Con questa scelta, inoltre, il PD di Anagni ha anche voluto indirizzare un chiaro segnale ai vertici regionali del partito, esprimendo forti dubbi e perplessità sul regolamento stesso che sovrintende alle elezioni primarie del partito. Non si condivide il fatto che agli iscritti non venga riconosciuto un ruolo adeguato: infatti nel corso dei congressi svolti nel gennaio scorso, è stato consentito soltanto il voto per i candidati segretari; al contrario, solo in questa seconda fase delle primarie viene data la possibilità di esprimere il proprio voto anche per le liste dei candidati delegati all’assemblea regionale, presentate a sostegno dei candidati segretari, peraltro senza poter esprimere la preferenza essendo le stesse liste bloccate.
Con questi sentimenti il PD di Anagni ha intrapreso questo percorso politico: infatti per salvaguardare il ruolo ed il valore delle primarie, opportunità irrinunciabile di partecipazione popolare, è necessario che a questo strumento il partito faccia ricorso alla fine di un percorso di confronto tra la gente sui principi, valori e proposte del partito, non semplicemente  per rivolgersi ai cittadini per risolvere questioni interne che il partito non è in grado, autonomamente di dirimere. Nell’assumere questa decisione - si legge ancora nella nota -  il PD di Anagni, inoltre, vuole anche rivendicare la propria autonomia ed il proprio ruolo nel territorio, prioritario rispetto alla dialettica interna tra le componenti del partito. Ogni iniziativa che i livelli superiori del partito o i singoli candidati assumeranno ad Anagni, non saranno condivise né sostenute dal Circolo Cittadino del PD. Per onestà intellettuale e per correttezza, però, il PD di Anagni informa che i concittadini che vorranno comunque partecipare alla consultazione regionale del partito, potranno farlo recandosi nel più vicino Circolo PD di Acuto».
Una rivendicazione di autonomia ma anche un voler riportare i dirigenti regionali "coi piedi per terra". Si può chiedere il voto alla gente in un momento di emergenza, e di crisi economica, come questo in cui la politica dovrebbe saper fare un passo indietro e mettersi a disposizione? Si può usare lo strumento delle Primarie per dividersi o peggio ancora per contarsi in un partito che mira ad essere partito di governo a tutti i livelli? Questi i dubbi e le domande che hanno portato i l direttivo anagnino a scegliere la strada dello stop. Una scelta che fa il paio con quella di chi, mesi fa in alcuni circoli del Lazio, per gli stessi motivi (emergenza neve a parte!) suonò il campanello d'allarme per i democratici, non rinnovando addirittura il tesseramento per l'anno corrente.
Terremoti salutari? O terremoti distruttivi? Lo scopriremo solo vivendo.

Ultimo aggiornamento Sabato 18 Febbraio 2012 17:15

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