il giornalino di Acuto - Frosinone

Home ::> Politica ::> Frosinone, il Consiglio approva OdG contro l’abolizione delle Province

Frosinone, il Consiglio approva OdG contro l’abolizione delle Province

FROSINONE - Le Province non ci stanno a passare per enti "spreconi" per definizione, e approvano in tutta Italia un'ordine del giorno comune, proposto dall'Unione delle Province Italiane (UPI) contro il decreto che ne prevede il prossimo scioglimento. Anche a Frosinone il Consiglio Provinciale aperto svoltosi oggi ha approvato a larga maggioranza l'OdG.
«Noi non intendiamo praticare una difesa d’ufficio delle Province, indichiamo la strada per una vera e sostenibile riduzione della spesa pubblica che passi attraverso una proposta unitaria di riordino complessivo delle istituzioni territoriali che sia elaborata celermente e condivisa da Stato, Regioni, Province e Comuni e non imposta per decreto legge». Così il Presidente dell’Upi Lazio, On. Antonello Iannarilli, nel corso del Consiglio provinciale aperto che si è tenuto questa mattina a Frosinone come in tutte le Province d’Italia. «Nel Dossier realizzato dall’Upi che oggi presentiamo – ha detto Iannarilli - sono elencati dei dati inconfutabili e che descrivono chiaramente la verità circa i costi delle Province e le esigenze di riforma generale, invece, della Amministrazione pubblica. Si vede bene come le Province rappresentino solo 1,35% della stesa pubblica complessiva del paese.
Si ricorda come il personale politico delle Province ammontava a circa 4.000 unità e come sia stato ridotto, con il decreto legge 2 dello stesso anno del 20%, Inoltre è stato ridotto ulteriormente con il decreto legge 138 del 2011 (convertito in legge n.148/11) con una riduzione ancora del 50% sul numero dei consiglieri e degli assessori provinciali. Tanto che il prossimo Consiglio provinciale di Frosinone si vedrebbe formato solo da 12 consiglieri e la giunta avrebbe solo 4 assessori. Si vede benissimo come il cosiddetto costo della politica, per le Province risultava già minimo prima delle riforme appena elencate ed ora sarebbe veramente risibile: ammontava a 111 milioni di euro per tutta Italia rispetto alla spesa complessiva per le Province di 11,5 miliardi, vale a dire lo 0,9%! Il costo ora sarebbe di soli 34 milioni di euro, vale a dire pressappoco lo 0,3% della spesa totale.
A questo fatto va aggiunto l’enorme aggravio di costi che esisterebbe con l’ assorbimento di tutto il personale delle province presso le Regioni (la massima parte) e solo una minima presso i Comuni, privi di risorse. Un aggravio di costi, questo sì enorme, di circa il 25%».
Lo scopo è stato sensibilizzare le istituzioni e le cittadinanze sui gravi problemi che causerebbe lo svuotamento delle Province fino alla loro abolizione.
Il Decreto Monti, infatti, ha stabilito la fine delle Province ma non si occupa dei tanti buchi neri che l’assenza di queste istituzioni, esistenti da oltre un secolo, lascerebbero. Inoltre, come dimostrato nel dossier presentato dall’Unione delle Province Italiane e redatto dalla Bocconi di Milano, l’abolizione delle Province non solo non sarebbe un risparmio per le casse dello Stato ma  genererebbe un gravissimo aggravio di costi.
A spiegare nel dettaglio tutti i parametri espressi nel documento dell’UPI è stato l’Assessore al Riordino Istituzionale, Giuseppe Paliotta che ha anche rimarcato come «tutti i territori italiani, in assenza della rappresentanza del popolo, resterebbero mere periferie dei Capoluoghi di regione. Nel caso del Lazio, e quindi della Provincia di Frosinone, il problema si presenta con maggiore gravità, perché saremmo periferia addirittura di una Capitale».
Tra le varie cose Paliotta ha ricordato un fatto fondamentale quale l’assenza di  risparmio concreto con l’abolizione delle Province. «Il costo del personale che oggi è in carico alle Province – ha detto - sarebbe maggiore, una volta assorbito dalle Regioni, del 25-30%!».
Ad aggiungere motivazioni ulteriori alla già nutrita serie di dati oggettivi ed enormi interrogativi che l’abolizione delle Province causerebbe, è stato il Consigliere Eligio Ruggeri. Egli ha infatti incentrato l’attenzione su questioni molto pratiche. «L’aggravio di costi per lo Stato sarebbe davvero enorme, oltre a quanto già espresso, se si pensa che tutti gli indebitamenti adesso in atto nelle Province d’Italia sarebbero di botto trasferiti alle Regioni o allo Stato. E poi si scenda del concreto, e si pensi a come potrebbero essere gestite, per esempio, le strade intercomunali dove tutte le competenze devono essere ridefinite, si pensi a quelle per l’ambiente e al trasferimento di tutte le scuole superiori italiane, dislocate negli angoli anche più remoti della Penisola, gestite da un governo centrale che dista centinaia di chilometri dai problemi quotidiani e continui. Non si comprende – ha concluso Ruggeri – perché per alleggerire davvero i costi non si sia messo mano agli oltre 7500 enti, consorzi, società partecipate, comitati, autorità che sono il vero costo della politica e i cui organi non sono eletti dal popolo».
Il Consiglio Provinciale ha votato l’Ordine del Giorno proposto dall’UPI con i soli voti contrari dei due consiglieri dell’Udc presenti.

Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.

AVVERTENZA: questo sito consente l’invio di cookie di terze parti, per inviarti messaggi in linea con i tuoi interessi e a fini statistici. Proseguendo la navigazione l’utente presterà il consenso all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso,all'installazione di tutti o di alcuni cookies, si veda l'informativa sui coockies (cliccare qui).

Accetto i cookie da questo sito