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Lazio, dal Cal un «no» trasversale all’abrogazione delle Province

ROMA - Le Province non debbono essere abrogate. È quanto ha chiesto con veemenza il Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio (CAL), presieduto dal vicepresidente Giancarlo Righini, ha approvato, all'unanimità, una delibera con cui si chiede alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, d'impugnare davanti alla Corte costituzionale le norme relative alle Province contenute nel cosiddetto "decreto salva Italia". A consegnare la richiesta alla Presidente Polverini il Presidente della Provincia di Frosinone nonché Presidente dell’Upi Lazio, Antonello Iannarilli insieme a una delegazione di rappresentanti del Cal. «Considerato che i presidenti di altre Regioni - Piemonte e Veneto - si legge nella delibera - hanno annunciato di voler promuovere analoga questione di legittimità costituzionale avverso le norme statali in questione», il Cal delibera «di promuovere la questione di legittimità costituzionale delle disposizioni statali lesive del ruolo e delle prerogative delle Province, nonché della stessa Regione (...), richiedendo la sospensione delle norme impugnate, (...), poiché dalla loro esecuzione può derivare un 'irreparabile pregiudizio all'interesse pubblico e all'ordinamento giuridico della Repubblica' e un 'pregiudizio grave e irreparabile per i diritti dei cittadini’».
È parte integrante della delibera - proposta dal presidente dell'Unione province italiane, il presidente della provincia di Frosinone Antonello Iannarilli - il documento allegato che contesta, in maniera circostanziata, la legittimità costituzionale delle disposizioni contenute nei commi 14-21 del decreto legge 201/11, convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), il cosiddetto "decreto salva Italia".
Dopo aver ricordato che le Province sono le istituzioni «intorno alle quali è stata costruita 150 anni fa l'Italia Unita», riconosciute tra le autonomie locali dagli articoli 5 e 114 della Costituzione, nel documento approvato dal Cal si sottolinea, tra l'altro, che dal "decreto salva Italia" «la Provincia esce completamente trasformata e diventa un ente di secondo grado adibito alle funzioni di coordinamento delle attività dei Comuni» e che «le disposizioni approvate sono pertanto palesemente in contrasto con i principi e le disposizioni costituzionali che disciplinano i rapporti tra lo Stato e le autonomie territoriali».

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