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Piano rifiuti approvato dal Consiglio regionale del Lazio

ROMA - Il Consiglio regionale del Lazio ha dato oggi il via libera a maggioranza (40 favorevoli e 23 contrari) al nuovo Piano di gestione dei rifiuti. “Per la prima volta dopo troppi anni - ha affermato la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini - questa Giunta e il Consiglio regionale consegnano al Lazio una gestione più moderna con un ciclo integrato dei rifiuti.

Un piano che entra nel merito delle questioni, parte dalla raccolta differenziata ed arriva alla chiusura integrata del ciclo dei rifiuti, e ci porterà in Europa con uno strumento che ci consente di evitare la procedura d'infrazione”. Il nuovo Piano recepisce tutte le innovazioni di legge intervenute dalla precedente pianificazione del 2002, fino all’ultima modifica apportata al Testo unico ambientale (D.Lgs. 205/2010). Con il definitivo via libera vengono creati i presupposti per scongiurare gli effetti della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che, a partire dal 14 giugno 2007, aveva condannato l’Italia per l’insufficiente programmazione sui rifiuti da parte del Lazio. “L’approvazione del Piano – ha spiegato dal canto suo l’assessore regionale alle Attività produttive e alle Politiche dei rifiuti, Pietro Di Paolo – è un passo decisivo che permetterà alla Regione Lazio di riconquistare il terreno perduto negli anni passati. Al nostro territorio vogliamo assicurare soluzioni responsabili, rispettose dell’ambiente, tecnologicamente efficienti ed economicamente sostenibili” Il Piano è strutturato in due sezioni: la prima dedicata ai rifiuti urbani e la seconda ai rifiuti speciali. L’orizzonte temporale di programmazione si estende fino al termine del 2017. Gli elementi d’innovazione principali contenuti nel Piano riguardano la raccolta differenziata, la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, l’utilizzo residuale delle discariche e la definizione dei confini amministrativi di gestione dei rifiuti (Ambiti territoriali ottimali, Ato). Nello specifico, il Piano mira all’incremento quantitativo, ma soprattutto qualitativo, della raccolta differenziata, elementi entrambi imprescindibili per garantire una gestione ottimale della filiera del riciclo. È prevista, inoltre, l’attivazione di politiche di prevenzione, recupero e riuso dei rifiuti, per cercare di ridurne la produzione, rispetto alla crescita inerziale stimata, fino a un 10% su scala regionale. Nelle discariche, che saranno di ridotte dimensioni e utilizzate in maniera marginale, confluiranno, così come impone la normativa europea, solo rifiuti trattati o i residui della raccolta differenziata. Per quanto riguarda la definizione dei confini amministrativi per la gestione dei rifiuti, il Piano individua cinque Ambiti territoriali ottimali (Ato), entro i quali organizzare i servizi di raccolta e smaltimento e garantire l’autosufficienza degli impianti di Trattamento meccanico-biologico (Tmb) dei rifiuti urbani indifferenziati. I suddetti Ato corrispondono, con alcune piccole distinzioni, ai territori delle cinque Province. Sono temporaneamente fatte salve le situazioni di accertata carenza impiantistica, per le quali si sopperirà provvisoriamente in Ato limitrofi, secondo il “principio di prossimità”. Il Piano, infine, prevede azioni di monitoraggio sul raggiungimento degli obiettivi fissati, in modo da poter approntare un tempestivo intervento in caso di criticità.
In attesa che venga pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio (Burl), è lo stesso presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese a dichiarare al termine della seduta odierna: “Accolgo con soddisfazione l’approvazione a maggioranza da parte dell’aula consiliare del Piano Rifiuti.  Un piano che è uno strumento legislativo esaustivo estremamente strutturato, che va a contrapporre all’incremento quantitativo nella mole di rifiuti prodotti, un decisivo aumento qualitativo della raccolta differenziata, un sensibile miglioramento dell'impiantistica di trattamento e l’attivazione di una vasta gamma di iniziative di prevenzione, recupero e riuso dei rifiuti. Un Piano che  – ha sottolineato ancora Abbruzzese –  è il punto di arrivo di un lungo lavoro sinergico coordinato dalla Presidente Polverini e  dall’Assessorato alle Attività Produttive guidato da Di Paolo, il cui testo è passato al vaglio delle Commissioni competenti, arricchendosi anche dei contributi arrivati dall’opposizione. Esso servirà a rispondere ad una situazione di indubbia urgenza certificata anche dalla pronuncia di oggi da parte del Consiglio di Stato, il quale ha respinto il ricorso presentato dal Consorzio Colari  teso a porre nel nulla la dichiarazione dello stato di emergenza in relazione alla prossima chiusura della discarica di Malagrotta. Un’urgenza che è certamente scaturita anche dall’aumento nella produzione di rifiuti urbani registrata a partire dal 2000 nella nostra regione (+18,5% in dieci anni, ovvero fino al 2009), dovuta prevalentemente ad una notevole crescita demografica della popolazione del Lazio. Sono convinto – ha concluso il Presidente di origini ciociare - che abbiamo raggiunto un traguardo decisivo che, senza alcun dubbio, contribuirà a garantire al cittadino la continuità, la rapidità e l’efficienza del servizio di raccolta e smaltimento su tutto il territorio regionale”.
"Oggi abbiamo la possibilità di far fare un salto in avanti al nostro territorio, fornendo un documento che aggiorna finalmente un Piano del 2002, ormai troppo arretrato rispetto ai cambiamenti morfologici e demografici che si sono verificati in 10 anni nel Lazio, ma soprattutto per i significativi progressi tecnologici che si sono ottenuti anche nel campo della gestione dei rifiuti" ha dichiarato in occasione del voto il presidente della commissione Ambiente, Roberto Carlino (Udc), ricordando che questo atto allinea il Lazio alle richieste della Ue.
E' intervenuto a dichiarare il voto favorevole del Pdl il consigliere Andrea Bernaudo, che ha ricordato come il piano rappresenti una risposta appropriata all'Europa, ma anche a quelli che, da parte sua, ha definito i fallimenti delle amministrazioni di centrosinistra a Roma e al commissariamento Marrazzo per il Lazio. "E' un piano rifiuti - ha sottolineato - che vuole arrivare alla chiusura del ciclo della gestione dei rifiuti, che ha come priorità la prevenzione e soprattutto la raccolta differenziata".
Ad esprimere la sua soddisfazione anche il vicecoordinatore regionale del Popolo delle Libertà Alfredo Pallone che sottolinea: «Con l’approvazione del Piano rifiuti, finalmente il Lazio approda in Europa, si dota di uno strumento improntato alla modernità ed alla sostenibilità ambientale e scongiura il rischio di una procedura di infrazione delle normative comunitarie. Un provvedimento che testimonia la concretezza con la quale la giunta Polverini sta operando nell’interesse dei cittadini del Lazio. Il nuovo Piano, approvato oggi, offrirà la possibilità concreta di gestire il ciclo dei rifiuti attraverso pratiche moderne ed innovative, tese alla sostenibilità ambientale, all’equilibrio economico ed allo sviluppo sociale del territorio. Uno strumento che va nella direzione di un utilizzo residuale delle discariche, dove confluiranno solo rifiuti trattati, puntando ad un incremento consistente ed esponenziale della raccolta differenziata». Secondo Pallone, «sono incomprensibili le critiche al Piano da parte di un’opposizione che, durante la Giunta Marrazzo, si è limitata ad aumentare la cubatura delle discariche. Oggi – conclude – il Consiglio regionale ha dato il via ad una complessa opera di risanamento ambientale, ponendo le basi per una regione finalmente all’avanguardia sul tema dei rifiuti».

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Gennaio 2012 17:49

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