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Anagni, documento congiunto del Consiglio: unanime no a TMB Castellaccio

ANAGNI - Arriva unanime la diffida a Giunta e Consiglio Regionale del Lazio da parte dell’intero Consiglio Comunale di Anagni contro l’impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti (TMB) nel sito dell’ex-area industriale di Castellaccio.
Questo, in sintesi, il documento sottoscritto tutti i consiglieri comunali, indirizzato alla Presidenza della Regione Lazio, alla Giunta Regionale e al Consiglio Comunale. Il Sindaco Carlo Noto è stato chiaro in merito, come ha detto nei giorni scorsi: «Siamo naturalmente determinati a contrastare tale ipotesi: difenderemo con determinazione il nostro territorio».
«Ci troviamo sicuramente di fronte ad una battaglia che va al di là dei meri schieramenti politici – è il commento del Presidente del Consiglio Comunale Marco Cesaritti  - in qualità di cittadini del Comune di Anagni prima, e della Valle del Sacco poi, non possiamo permettere che il nostro territorio, già fortemente compromesso negli anni sia di nuovo coinvolto in progetti che possano aggravarne ulteriormente le condizioni. Sono pienamente soddisfatto del lavoro sinergico e dell’impegno dimostrato da tutti i Consiglieri Comunali dell’Assise che mi onoro di presiedere i quali hanno dimostrato, tutti, nessuno escluso, grande sensibilità su una vicenda così importante».
«Sono contrario a questo piano e non esiteremo a portare avanti una battaglia decisa, come quelle che abbiamo già fatto in passato - ha detto il Consigliere Danilo Tuffi – stiamo subendo un declassamento troppo pesante, come territorio: speriamo che si ritorni indietro rispetto a questa decisione».  
Il Consigliere Antonio Olevano: «Come consigliere con delega alla Salute diffido in prima persona questa ipotesi, perché abbiamo già una “maglia nera” in fatto di inquinamento e non possiamo permettere che nel nostro territorio venga completamente meno il principio della Tutela della Vita: la Regione dovrebbe ben ponderare questa scellerata scelta che andrebbe a deturpare in maniera irreparabile l’intera Valle del Sacco. Invitiamo anche la Asl a prendere posizione in questo senso».
Il Consigliere Vincenzo Ciprani: «Il Comune di Anagni e il suo territorio hanno pagato un prezzo altissimo, nell’ultimo quarantennio, da un punto di vista ambientale, in nome di una pseudo industrializzazione poi rivelatasi solo mera illusione: il territorio non può pagare ancora un prezzo così alto, anzi, si invita la Regione a mettere in atto un’opera di disinquinamento da anni sbandierata».
Il Consigliere Emiliano Potenziani: «vorrei sottolineare un aspetto di questa vicenda, seppur secondariamente: esprimiamo piena soddisfazione verso questa unanime presa di responsabilità da parte del Consiglio Comunale e ci auguriamo che sorbisca l’effetto desiderato a salvaguardia degli interessi dell’intero territorio».
Anche il Consigliere Simone Pace è perentorio: «Assolutamente contrario a questa assurda eventualità: dobbiamo adoperarci perché il nostro territorio cresca e si migliori e contrastare con tutte le nostre forze decisioni di questo tipo».
«È scontato dire che non siamo assolutamente d’accordo su questa eventualità - ha detto il Consigliere Roberto Cicconi – né sull’ipotesi di inserire il Comune di Anagni all’interno dell’autorità d’ambito del distretto della provincia di Roma: senza voler sminuire minimamente l’argomento attinente all’impianto di trattamento rifiuti, viene da pensare che “Roma” si ricordi delle periferie solo quando fa comodo».
Il Consigliere Guglielmo Rosatella: «Un territorio saturo sotto il profilo ambientale non può certamente farsi carico di una situazione del genere, tra l’altro di così grande livello poiché si parla di un cospicuo numero di tonnellate di rifiuti provenienti dalla Capitale».  
Anche il Consigliere Roberto Romiti esprime: «… parere assolutamente negativo, come espresso nel documento. Quello che non va è il tentativo di venir a realizzare questo progetto qui, quando a Roma ci sono altri quattro impianti funzionanti al 50%: mi sembra, a questo punto, che il fine ultimo sia quello di venire a smaltire i rifiuti qui in zona! Per quanto riguarda Castellaccio, che è un sito dismesso, credo invece che dovrebbe essere recuperato in qualche altro modo».
«In qualità di Presidente, convocherò a breve un’apposita Commissione Consiliare, per discutere del caso e valutare le azioni da intraprendere – è la dichiarazione del Consigliere Alessio Fenicchia   - la nostra è, purtroppo, una zona già fortemente debilitata: se fino ad oggi non siamo riusciti a tutelare noi stessi, adesso dobbiamo impegnarci per i nostri figli e per il futuro del territorio. E’ ridicolo solo pensarla una cosa del genere».
Il Consigliere Aurelio Tagliaboschi ha così commentato: «Su questa eventualità negativa già nell’ottobre 2010 avevo espresso, proprio in Consiglio Comunale, tutto il mio timore e naturalmente disappunto. Purtroppo, nostro malgrado, oggi questa ipotesi pare aver preso piede: riteniamo che sia un ennesimo attacco al territorio, già fortemente penalizzato dal punto di vista ambientale. Insomma, è stato chiuso un ciclo di smaltimento rifiuti, nel quale era incluso anche il Comune di Anagni, che prevedeva tutte le fasi di un completo smaltimento: non vedo perché ora dovrebbero arrivare da Roma tonnellate di rifiuti che creerebbero una situazione insopportabile sotto tanti aspetti. Siamo soddisfatti che il Sindaco e il Presidente del Consiglio abbiano accolto la sollecitazione di diffidare formalmente la Giunta Regionale in merito a tale ipotesi».
Il Consigliere Paolo Frattale: «Ribadiamo assolutamente la nostra contrarietà, ed esprimiamo forte preoccupazione per un’ipotesi che si preannuncia, se realizzata, come un vero e proprio attentato ambientale nei confronti di tutto il territorio. Ci teniamo, inoltre, che vengano mantenuti gli attuali ambiti per lo smaltimento dei rifiuti suddivisi per provincia».
Anche il Consigliere Alessandro Cardinali ha ribadito: «Siamo assolutamente contro ogni azione che possa mettere a rischio il nostro territorio».
«E’ inammissibile solo pensarla una cosa del genere» è il commento del Consigliere Mario D’Angeli «soprattutto deteriorare ulteriormente un territorio già fortemente contaminato. Invece di pensare alla bonifica di tutta la Valle del Sacco che attualmente è l’unica azione necessaria per la ripresa dell’area Nord della Provincia».
Il Consigliere Alfredo Cicconi: «La nostra posizione è irremovibile: non possiamo permettere che venga realizzato un impianto per il trattamento dei rifiuti in località Castellaccio, rifiuti che peraltro vengono addirittura da Roma. Questa battaglia, qualora si proceda in tal senso, la faremo al fianco dei cittadini, delle associazioni, di tutti coloro che vogliono tutelare l’intero territorio».
Il Consigliere Egidio Proietti: «Un ulteriore schiaffo alla provincia di Frosinone: per fortuna sin da subito c’è stata sinergia da parte di tutte le forze politiche, sia nell’ambito comunale che provinciale e speriamo anche regionale. La nostra Provincia non può permettersi un ulteriore aggravio: spero vivamente che la Regione  tenga conto di questa sommossa popolare».
Anche il Consigliere Antonio Di Giulio ha detto: «Ribadisco la posizione contraria: farò tutto il possibile per impedire che accada, sia come Amministratore che come cittadino, perché non possiamo accettare che venga messo a rischio il futuro del nostro territorio, dei nostri figli».
Il Consigliere Piero Alonzi: «Sono ovviamente contrario ad una cosa del genere: questo territorio sta subendo delle trasformazioni negative, non si sta più tutelando la salvaguardia dell’ambiente, e non dimentichiamo, purtroppo, altre vicende come quella dell’Ospedale. Il nostro territorio deve essere invece rivalutato e recuperato: la politica ha delle grosse responsabilità in questo senso, che sia di destra o di sinistra, anche perché credo che il nostro abbia dato anche troppo come territorio».
Il Consigliere Paolo Cortina, ha aggiunto: «Siamo in prima linea se si tratta di salvaguardare l’incolumità e la salute pubblica: sono assolutamente contrario ad un’ipotesi del genere, che non apporterebbe alcun beneficio al nostro territorio ma ne determinerebbe un ulteriore sovraccarico».
Il Consigliere Giancarlo Savone: «La Valle del  Sacco è già inquinatissima: questo ulteriore contributo non serve a nessuno, né ai cittadini né al territorio. Avevano preannunciato delle misure per risanarla, e invece ora si vuole adottare un provvedimento che va a gravare ulteriormente su quella che è la realtà territoriale».

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