ROMA - L'imprenditore fascista Giuseppe Ciarrapico è l'uomo del giorno, in questo infuocato avvio di campagna elettorale. Sebbene il fascismo sia caduto da oltre 65 anni, a leggere certi editoriali di "Ciociaria Oggi" veniva quasi da pensare che qualcuno in redazione non volesse proprio farsene una ragione. Manie personali, certo: ma quello che sembrava fino a ieri un vezzo strapaesano è stato catapultato in queste sulle prime pagine delle testate nazionali, giornalistiche e televisive. Un fatto sintomatico di una nazione che continua a guardare indietro, piuttosto che in avanti.
Voci dal sen fuggite mormorano che Ciarrapico sarebbe stato candidato perché editore di importanti testate giornalistiche locali (destinatarie di plurimi contributi pubblici), il cui appoggio sarebbe imprescindibile per arginare la straripante strapotere della stampa di sinistra. Nell'improbabile ipotesi che l'argine non dovesse reggere, e la "sinistra" dovesse inopinatamente tornare al governo, oltre alla riforma elettorale e alla legge sul conflitto di interessi, potrebbe essere forse la volta buona per inserire nella sua agenda l'abrogazione proprio di una delle leggi "fascistissime" introdotte a metà degli anni Venti per assicurare al Regime il controllo sulla stampa: quella che introdusse l'Ordine dei Giornalisti e la figura del Direttore responsabile.
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