ACUTO - Il Piano Regolatore Generale torna al centro del dibattito politico acutino dopo la diffusione, sabato scorso, di un volantino della lista "Progetto Acuto". Tre i punti centrali su cui si è concentrata la critica dal gruppo di opposizione in Consiglio Comunale: la scarsa o nulla partecipazione della cittadinanza nel processo decisionale che ha portato alla redazione del Piano presentato in Regione, la mancanza di obiettivi chiari (con conseguente contraddittorietà di diverse soluzioni individuate nel Piano), e infine la scarsa conciliabilità tra il Piano e il Piano Territoriale e Paesistico presentato proprio in questi giorni dalla Regione Lazio.Secondo i consiglieri Agostini, Casale, Piras e Serafini il piano non si pone in alcun modo la prospettiva di migliorare la vivibilità del paese attraverso la previsione di strutture adeguate per dimensioni e localizzazione: parcheggi, aree verdi, aree attrezzate sarebbero poste ai margini estremi dell'abitato. Poco convincente, sempre a loro parere, anche la scelta di delocalizzare le aree commerciali e artigianali-industriali suddividendole su tre aree nella zona della campagna: questa scelta comporta un grande impatto sul piano paesistico e nel contempo un grande dispendio di risorse per realizzare le infrastrutture necessarie con interventi dispersivi e non concentrati in un'unica area.
Impropria, infine, sarebbe la previsione di crescita demografica del 30% in 10 anni, ipotesi del tutto inverosimile, ma sulla base della quale è stata dimensionata la progettazione urbanistica del paese.
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