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Trevi nel Lazio, l'amministrazione traccia un bilancio positivo

Panorama di Trevi nel LazioTREVI - Non ci sta a che l'assemblea convocata per presentare i risultati dell'attività amministrativa degeneri a un battibecco inconcludente, e il sindaco Pierfilippo Schina seda sul nascere le polemiche sul caso dell'ex-assessore Maria Rita Sibilia.
«La questione resta aperta e la chiariremo al più presto nell'ambito della maggioranza» spiega Schina, fortemente intenzionato a non inseguire le polemiche dei giornali «montate ad arte per essere utilizzate come un piede di porco contro questa maggioranza». Anche perché le polemiche non servono né a Trevi né ai suoi cittadini, alle prese con la difficile congiuntura economica, per affrontare la quale serve una amministrazione che sappia dare risposte concrete.


E sciorina invece una mole di dati sulle opere pubbliche in dirittura di arrivo e sulle procedure di finanziamento che nel corso di questi mesi sono state perfezionate e completate con tutta la documentazione necessaria ad attivare effettivamente i cantieri, anche grazie al lavoro di squadra che giunta e maggioranza stanno portando avanti.
Per quanto riguarda l'edilizia privata, gli sforzi si concentrano sull'approvazione del Piano Regolatore, che richiede il superamento di numerose criticità, a cominciare dalla pesante situazione legata alle degli oltre 400 abusi che hanno interessato il territorio.
«Il 30% in questo momento risulta insanabile, e quindi da abbattere; tuttavia la giustizia ha i suoi tempi e deve fare il suo corso: solo al termine si potrà decidere come intervenire. Noi faremo rispettare la legge, ma nel frattempo intendiamo andare avanti con l'approvazione del piano per dare certezze ai cittadini e  rilanciare l'economia edilizia sul territorio utilizzando tutte le opportunità, comprese le disposizioni previste dal Piano Casa della Regione Lazio».
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, il sindaco ha ricordato come la raccolta differenziata sia ormai un obbligo di legge da affrontare con consapevolezza e attenzione, puntando sulla collaborazione con gli enti locali limitrofi. L'ipotesi sul tavolo è quella di uscire da Gaia e per realizzare una Unione di Comuni con Filettino e Piglio, da realizzarsi a Trevi con il sistema "porta a porta" nel centro storico e invece centralizzata agli Altipiani.
La maggioranza ha rivendicato quindi l'attenzione al territorio e al rilancio turistico, anche questa una delle poche attività economiche che realisticamente possono svilupparsi e creare occupazione. L'inaugurazione della mostra archeologica, che ha già attratto centinaia di visitatori, è il primo tassello di una collaborazione di lungo periodo con la Sovrintendenza, ma ci si muove anche su altri piani per attrarre nuove presenze. Il 20 gennaio prossimo il Comune di Trevi sarà premiato per il suo impegno in campo ambientale nell'ambito del concorso «Un bosco per Kyoto» presso il Campidoglio a Roma, e si sta lavorando per ottenere la bandiera arancione: un biglietto da visita che potrebbe attrarre importanti flussi turistici in particolare dal nord Europa.
Nello stesso solco si collocherebbe l'affidamento della struttura delle Molette, con un piano di sviluppo che prevede ricadute economiche, occupazionali e nuovi investimenti sul territorio con diverse attività di turismo sostenibile e certo non una iniziativa imprenditoriale di carattere speculativo.
Qualche sassolino dalla scarpa il sindaco se lo toglie soprattuto sul piano della gestione economica dell'ente, laddove l'amministrazione Grazioli, che aveva ereditato un saldo attivo di 900.000 euro, nell'arco di tre anni è riuscita a raggiungere il pareggio solo grazie al taglio di boschi per 270.000 euro.
L'attuale amministrazione può vantare un nuovo saldo positivo di 250.000 €.
Scalpore continua a destare l'evolzione della vicenda dei 124.000 euro che il Comune avrebbe dovuto incassare dalla Regione a seguito di una vertenza giudiziaria, e che invece erano rimasti nella disponibilità dell'avvocato incaricato della riscossione: una "dimenticanza" grave ed inspiegabile. Tantopiù perché l'ex-sindaco ha disconosciuto la propria firma sulla delega all'avvocato stesso, senza peraltro procedere legalmente come sarebbe stato logico.
Messe nuovamente da parte le polemiche, la riunione si è conclusa mostrando il risultato positivo ottenuto sull'impatto visivo del serbatoio idrico ACEA agli Altipiani, dove il gigantesco muro di mattoni rossi previsto in origine sarà sostituito da un terrazzamento con rivestimento in pietra che maschererà efficacemente con barriere e coperture di vegetazione sempreverde l'opera alla vista.
Resta comunque aperta la questione di un chiarimento interno alla maggioranza, che nelle prossime settimane sarà comunque un appuntamento ineludibile.

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Gennaio 2012 19:49

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