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No all'accorpamento scuole Acuto-Serrone

Sample ImageACUTO - È un coro unanime di contrarietà quello che si è alzato ad Acuto da parte del Sindaco e del corpo docenti della sezione staccata "S. Maria de Mattias" (finora annessa all'istituto scolastico di Fiuggi) all'indomani del Piano di Ridimensionamento della Rete Scolastica della Provincia per l'Anno Scolastico 2012-2013 presentato dall'Assessore Provinciale Gianluca Quadrini. La scuola di Acuto sarebbe infatti destinata a passare sotto la dirigenza dell'Istituto comprensivo di Serrone.

«Esprimiamo la nostra contrarietà e di tutto il corpo docente della scuola dell'infanzia e della scuola secondaria di primo grado e delle famiglie di tutti gli alunni di Acuto -si legge in una nota della scuola acutina inviata a Quadrini- a tale proposta. Le nostre ragioni sono motivate dalla distanza che intercorre tra Acuto e Serrone, che non sono confinanti, ciò potrebbe generare problemi di viabilità nel periodo invernale, inoltre la mancanza di relazioni di qualsiasi tipo con questa località, alla quale storicamente, culturalmente e per tradizioni non ci lega alcuna affinità, essendo da sempre i nostri orizzonti orientati in altre direzioni. Da che esistono le scuole ad Acuto, Fiuggi è stata sempre la nostra sede di riferimento».

Non risparmia critiche neanche il Sindaco di Acuto Augusto Agostini. «Come già  espresso negli incontri avuti con l'Assessore Quadrini confermo il mio parere contrario -si legge nella lettera inviata dal Sindaco all'Amministrazione Provinciale- a questa proposta di piano, che creerebbe grandi disagi alla struttura scolastica di Acuto. La nostra proposta al contrario, è di essere ricompresi nell'Istituto Comprensivo di Fiuggi, pomello siamo da sempre stati dal quale Acuto dista solo 6 km. L'estrema vicinanza a Fiuggi, è da sempre motivo di profondi legami sociali e culturali, che sfibbiano in collaborazioni sul piano amministrativo nella gestione di importanti servizi comunali. Inoltre la nostra proposta trova peraltro percorrribilità nell'atto d'indirizzo della Regione Lazio -continua Agostini- che stabilisce il numero minimo di alunni che ogni istituto comprensivo deve avere e non pone particolari vincoli per numeri superiori, ma trova anche una legittimazione ulteriore nella posizione dell'Assessore Regionale che, nell'assemblea dello scorso 11 novembre, ha invitato a scelte non drastiche e traumatiche, quale questa sarebbe per Acuto, ma ragionate ed eventualmente graduali nel tempo. Peraltro -conclude Agostini- l'essere stati accorpati a Serrone, Comune non confinante con Acuto, aumenta il disagio e la traumaticità della proposta di che trattasi».

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Gennaio 2012 22:16

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