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Regione Lazio, politica divisa su solidità finanze

Sample ImageROMA - Le agenzie di rating internazionale scuotono anche il dibattito politico interno alla Regione Lazio. In questi giorni di gravi timori internazionali per la crisi economica e finanziaria che sta colpendo l’Europa e il mondo con enormi ripercussioni sui mercati, si segue con attenzione e preoccupazione l’evolversi dei giudizi assegnati alla sostenibilità finanziaria di società quotate e del debito sovrano di stati, ma anche degli enti locali come Regioni e Comuni.
Due di queste, Fitch e Moody’s, si sono espresse con giudizi diversificati proprio in questi giorni: la prima ha confermato l’affidabilità della Regione al livello A-, mentre la seconda l’ha drasticamente ridotto da A2 a BAAA2: ben tre gradini in meno nella scala di valutazione interna.
Sample ImageSoddisfatto per il giudizio di Fitch il vice coordinatore regionale del Pdl, Alfredo Pallone, che considera la conferma del rating A- «l’ennesimo riconoscimento da parte di una prestigiosa agenzia internazionale del buon operato dell’attuale amministrazione e l’ulteriore riprova che il lavoro svolto in questa prima parte di legislatura inizia a dare i suoi frutti».
Pallone aggiunge: «La presidente Polverini e l’intera Giunta stanno evidentemente lavorando nella giusta direzione sia nel porre le basi per una seria riorganizzazione di un sistema sanitario regionale che sappia rispondere in modo efficace ed efficiente alle esigenze della collettività, sia nel far fronte all’enorme disavanzo prodotto dalla precedente Giunta Marrazzo.
La recente diminuzione dell’aliquota Irap – conclude Pallone - è solo l’ultima conferma che è stato avviato un percorso virtuoso verso il risanamento dei conti pubblici. Un percorso di concretezza e buon governo».  
Sample ImageNon si fa attendere la replica del capogruppo PD al Consiglio Regionale, Esterino Montino, che contestualizza e ridimensiona la portata della valutazione di Fitch: «Il Pd è sempre contento quando appare qualche segno positivo per il Lazio. Lo è anche per il giudizio espresso dall'agenzia di rating Ficht che però non promuove i conti della Regione, li congela. 
Però il Pd sui conti preferisce leggere i documenti, tutti i documenti e non solo quelli che fanno piu o meno comodo e non solo nelle parti che fanno comodo, per non indulgere nella propaganda.
A  conferma che la salute di questa Regione è malferma assai, il Pd conosce pure il giudizio della terza agenzia di rating e cioè Moody's che invece la boccia clamorosamente. 
Nel rapporto pubblicato lo scorso 14 novembre, l’agenzia infatti declassa il debito della Regione Lazio da A2 a portandolo a Baaa2, con una caduta di tre gradini,  solo due sopra la soglia dei titoli speculativi. Ne danno conto diffusamente le agenzie di stampa e oggi  il settimanale romano del Sole 24 Ore. Ma la maggioranza tace. Si sgola per Ficht.
Lo fa anche Francesco Storace che con i conti ha dimostrato di non avere grande frequentazione:quando era presidente , dichiarava che il deficit della sanità era di 400 milioni, un anno dopo si è scoperto che erano 10 miliardi. Infine due note importanti: tutti i report delle Agenzie di rating dicono che il debito della regione è di 11 miliardi, e non di 25 come affermato a più riprese dagli esponenti di questa maggioranza, e che nella sanità ci sono stati tagli ma non risparmi, il disavanzo è diminuito solo perché sono aumentate le entrate.  E questa non è per niente una bella notizia».

Dalla finanza all’economia


Diversi e contrapposti anche i giudizi sulla situazione economica della Regione, che risente della difficile contingenza finanziaria. Per Montino è prioritario sbloccare i pagamenti che gli enti pubblici debbono alle aziende, per restituire loro un po’ di liquidità in una fase estremamente dura: «Ho partecipato all’iniziativa indetta dalla CNA in Piazza Farnese a Roma. Per far fronte alla crisi che sta investendo in maniera drammatica il sistema economico regionale occorre che i pagamenti erogati dalla Regione Lazio e dagli Enti locali alle Piccole e Medie Imprese del Lazio abbiano una procedura rapida, con tempi prefissati. Oggi invece proprio la Regione Lazio rischia di essere complice della crisi in atto costringendo imprese e fornitori a drammatici blocchi nei pagamenti.  Una mozione firmata da tutti i componenti del Gruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio fissa la strada per reindirizzare il ciclo economico verso un quadro programmatico di crescita sul territorio.
Occorre accelerare i pagamenti alle imprese da parte degli enti locali, impegnare entro il 31 dicembre 2011 i circa 200 milioni finanziati per le infrastrutture per il triennio 2011-2013, concludere accordi con Cassa Depositi e Prestiti o con altri Istituti per la cessione dei crediti attraverso una procedura di evidenza pubblica individuando il miglior tasso d’interesse e senza oneri aggiuntivi. Sono queste le principali misure contenute nel testo presentato che darebbero nuova linfa all’economia del Lazio. In Consiglio regionale non si perda altro tempo, si approvi subito questa mozione. Solo così si riuscirà a far ripartire opere e cantieri nella nostra regione e risollevare le tante imprese creditrici degli enti pubblici ormai allo stremo», dichiara in una nota l’esponente PD.
Gli replica indirettamente ancora Pallone, che in veste di parlamentare europeo evidenzia la solidità dell’industria finanziaria italiana: «Come dimostra il dato sull’aumento dei mutui, diffuso stamane dal direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, in Italia l’industria finanziaria continua a dimostrarsi solida: non ha contribuito né alle cause né al propagarsi della crisi ed ha rappresentato un fattore di stabilità e di tutela». Intervenendo al convegno organizzato dall’Abi, “Credito al credito 2011”, Pallone ha affermato: «Bisogna evitare che una regolamentazione eccessiva penalizzi indiscriminatamente anche istituzioni virtuose, come quelle italiane, impedendo loro di continuare a svolgere efficacemente il loro ruolo.
La regolamentazione – ha concluso l’europarlamentare – deve quindi, da un lato tutelare i cittadini, i consumatori, le famiglie, le imprese e dall’altro evitare di generare effetti indesiderati quali la contrazione del credito, il rallentamento della ripresa economica, la perdita di competitività».

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Novembre 2011 14:13

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