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Consiglio Regionale, la maggioranza diserta

ROMA - Sample ImageE' saltata per ben due volte, nella giornata di ieri, la seduta del Consiglio regionale del Lazio. A far mancare il numero legale la maggioranza di centrodestra stessa. Non è la prima volta per la massima Assise regionale guidata da Mario Abbruzzese, che sembra essere diventata "l'arena politica" in cui la coalizione guidata da Renata Polverini, proprio non vuole  scendere a "combattere". E sì, di questo sembra trattarsi, di una battaglia. Non però tra opposte fazioni e idee, quanto tra correnti dello stesso centrodestra e del Popolo delle Libertà in particolare, che sta svolgendo il suo tesseramento con le correnti interne che si danno battaglia, anche nel Lazio, a chi conta di più. Semmai ce ne fosse stato ancora bisogno dunque la crisi politica del centrodestra laziale ( e non solo) è sotto gli occhi di tutti. E chissà cosa ci riserverà ancora. Con dieci assessori PdL dimissionari, un congresso di partito da gestire e una Regione che si trova a fare i conti con i noti, drammatici, problemi lì sul tavolo.
In una nota durissima Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà, Federazione della sinistra, Radicali, Verdi, Socialisti, Alleanza per l'Italia e Liste civiche attaccano il centrodestra e tentano l'analisi del momento politico: «È dal mese di agosto che il Consiglio regionale non produce atti,  con l'eccezione della mozione sulle carceri, eppure- scrivono dall'opposizione - siamo in un momento in cui sia il Paese che la Regione avrebbero un estremo bisogno di scongiurare le emergenze. Siamo nell’emergenza sanitaria, andare in un Pronto Soccorso è una via crucis, siamo vicini al crac rifiuti, il sistema del trasporto pubblico è a rischio implosione. Di fronte a tutto questo la maggioranza regionale non si presenta in Aula perché alle prese con le sue divisioni interne. Basta un nonnulla perchè salti il banco. Oggi (ieri ndr) il corto circuito è stato provocato dalla nostra richiesta di votare una norma di legge obbligatoria - continua- e cioè l’incompatibilità dell’incarico di consigliere regionale dell’attuale sindaco di Latina Di Giorgi.  Nel frattempo, tanto per acuire lo stato di paralisi a tutto campo che distingue questa Giunta e questa maggioranza, la Regione Lazio ha dichiarato guerra al mondo delle imprese, ai lavoratori, a Roma capitale, a tutti i Comuni, al mondo dello sport e perfino allo stesso Governo. Una conflittualità permanente e totale che è parte non marginale della crisi e ne amplifica gli effetti già di per se devastanti. Per l’ennesima volta,  la maggioranza ha fatto mancare il numero legale sia la mattina che il pomeriggio. Siamo di fronte ad una condizione di irresponsabilità allo stato puro e intollerabile, tira aria fritta e il nulla. Così non si può andare avanti: se questa maggioranza non è più in grado di esprimere alcuna capacità propositiva e di governo, ne tragga le conseguenze. I cittadini del Lazio sono stanchi di essere trattati alla stregua di ostaggi».

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Novembre 2011 20:25

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