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Regione, Piano casa nel caos

Sample ImageIl Piano casa varato dal Consiglio regionale del Lazio rischia di naufragare dopo l'appunto del Ministro dei beni culturali Giancarlo Galan circa l'impraticabilità dello strumento varato sotto alcuni punti di vista paesaggistici. La Regione sembra disposta ad affrontare il Governo in un braccio di ferro, sperando di trovare disponibili al confronto altri Ministri dell'Esecutivo Berlusconi.

Chiare le parole di qualche giorno fa del vice coordinatore del Popolo delle libertà del Lazio Alfredo Pallone: “Francamente non comprendo la posizione di netta contrarietà assunta dal ministro Galan, di cui ho la massima stima, in relazione al Piano Casa approvato dal Consiglio regionale del Lazio. È, con ogni evidenza, uno strumento legislativo, fortemente voluto dal Presidente Berlusconi, che risponde in modo efficace alle reali esigenze dei cittadini e, nel contempo,rivolge grande attenzione alla tutela del patrimonio paesaggistico ed allasalvaguardia dell'ambiente. In relazione alle critiche mosse dal dicastero circa un presunto esubero di richieste di infrastrutture portuali – continua -vorrei sottolineare ancora una volta che il sistema dei porti del Lazio è sottodimensionato. La nostra è tra le regioni che presentano, in assoluto, meno scali portuali. Certamente, riprende Pallone – nel complesso si tratta di una legge, in gradodi dare risposte certe all'emergenza abitativa ed occupazionale della nostra regione. Una legge che è un fiore all'occhiello del governo Polverini e che non può essere smantellata”. Dura era stata la critica dell'opposizione per bocca del capogruppo del Partito Democratico Esterino Montino: “Il Piano casa varato dal centrodestra è incostituzionale, viola profondamente leggi urbanistiche e piani regolatori dando il via a una deregulation che ferisce profondamente il territorio regionale. Il ministro Galan, gli uffici del Ministero per i Beni culturali hanno messo in luce che le norme approvate in assestamento di bilancio non servono ai cittadini per la stanza in più, ma a costruire porti, piste da sci, immobili e cubature in aree di altissimo pregio che rischiano di essere deturpate dal cemento. L’opposizione in  Consiglio regionale ha già fatto ricorso contro un’indegna speculazione ai danni di terreni agricoli e beni architettonici e culturali del Lazio. Mi auguro che dopo i rilievi mossi dai Beni Culturali il Consiglio dei Ministri non aspetti oltre per impugnare la legge. Siamo ancora in tempo per fermare lo scempio ordito ai danni del Lazio”  Intanto oggi sempre dal PD invitano la Polverini e la sua maggioranza ad usare ragionevolezza i consiglieri regionali Carlo Ponzo e Bruno Astorre che scrivono: “Crediamo non sia saggio e tantomeno utile avviare un braccio di ferro con il Ministero dei beni culturali in merito alle contestate norme urbanistiche contenute nel piano casa.  Invitiamo pertanto la Presidenza della Giunta regionale a riportare in Consiglio la legge per la revoca di tutte le norme urbanistiche contestate, comprese quelle contenute nell’assestamento di bilancio.  In questo modo pensiamo si possa salvare la parte del piano che interessa i cittadini e ovviare al proposito del Ministero di impugnare la legge presso la Corte costituzionale.  Tutto questo può essere fatto in una sola seduta. Da parte nostra c’è la disponibilità a mettere in campo un atteggiamento costruttivo e propositivo che corregga il testo varato ed eviti uno stop che vedrebbe come vittime principali  Comuni e cittadini. Questo percorso è preferibile alle prove di forza, per altro del tutto inutili visto che a questo punto il ricorso alla Corte Costituzionale rischierebbe solo di essere rimandato”. Insomma tutti in pista per salvare un Piano casa che, rischi speculazioni a parte, potrebbe fare da traino per l'economia regionale in questo periodo difficile.

Ultimo aggiornamento Domenica 30 Ottobre 2011 10:22

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