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Lazio, Consiglio: no a nucleare, Polverini battuta

Sample ImageROMA - La maggioranza di centro-destra è stata battuta nel corso di due votazioni in Consiglio Regionale del Lazio sulla realizzazione di un reattore nucleari a Montalto di Castro. Grazie alla significativa astensione dell’UdC è stata prima approvata una mozione dell’opposizione, contraria ad ospitare sul territorio regionale impianti nucleari, poi bocciata una mozione della maggioranza che si esprimeva sulla questione in termini favorevoli.
La mozione, approvata con 28 voti a favore, 16 contro e tre astenuti, dichiara «l'indisponibilità del territorio della Regione per l'insediamento di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonchè di depositi di materiali e rifiuti radioattivi, a partire dal sito di Montalto di Castro dove il Governo prevede la realizzazione della nuova centrale termonucleare».

Le reazioni
Esterino Montino, capogruppo PD in Consiglio Regionale, ha enfatizzato i risolti politici del voto: «Sul primo appuntamento vero, sul primo voto di sostanza di questo consiglio regionale la maggioranza si è spaccata. Sorprende l’assenza della Presidente Polverini su una questione così importante dal punto di vista politico».
Luigi Nieri e Filiberto Zaratti di SEL spiegano: «Il voto di oggi conferma che la scelta del governo Berlusconi di voler imboccare la pericolosa strada del ritorno all’atomo in questo paese è osteggiata da un ampio fronte politico e contrastata da un vasto movimento popolare».
Per Vincenzo Maruccio, dell’IdV, si tratta di uno «sfaldamento della maggioranza» causato dalla «netta contrarietà dei cittadini del Lazio al ritorno al nucleare» che richiede che «Renata Polverini venga in aula a riferire su questa crisi, e a spiegarci come intende uscire da questa situazione che sta paralizzando da mesi l'attività amministrativa».

Angelo Bonelli, rappresentante dei Verdi, evidenzia le ricadute nazionali del voto di oggi: «Ora il piano nucleare in Italia si ferma, perché il parere obbligatorio richiesto alle regioni dal DLGS 31/2010 nella Regione Lazio è negativo. Si tratta di un segnale forte a quei poteri economici che vorrebbero imporre l'opzione nucleare passando sopra la testa degli enti locali e dei cittadini - conclude Bonelli -. Il Governo ed Enel che avevano deciso per la realizzazione di due reattori nucleari, iniziando i lavori come abbiamo dimostrato ieri, ora dovranno rivedere i propri piani».
Renata Polverini ha replicato: «Diciamo che oggi la mozione che è passata risponde al mio programma elettorale», ha commentato Polverini. Il fatto è che, probabilmente, in Consiglio non si sono resi conto che c'è stata una sentenza che ha tolto alle Regioni la competenza in materia, di incidere in positivo o negativo sulle decisioni del Governo nazionale, quindi al di là del risultato dell'aula c'è una sentenza che dice con chiarezza che le Regioni non hanno competenza in materia».

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Novembre 2010 09:17

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