FROSINONE - Si riparte da Fossanova, dove a maggio si era ipotizzata un clamoroso “giuramento secessionista” delle Provincie del Lazio in rotta con una Roma accentratrice, a discutere dell’ipotesi di "Federalismo, Roma capitale e il riordino istituzionale del Lazio". Tornano a rilanciarlo i presidenti delle provincie di Latina e Frosinone, Armando Cusani e Antonello Iannarilli, con la partecipazione di un numero consistente di sindaci e amministratori locali.È previsto infatti che alla relazione introduttiva di Giuseppe Paliotta (assessore al riordino istituzionale della provincia di Frosinone) seguano gli interventi di Dario Galli (presidente della provincia di Varese), Fabio Melilli (presidente della provincia di Rieti), Michele Marini (sindaco di Frosinone), Alessio Chiavetta (sindaco di Nettuno - per la provincia di Roma), Michele Forte (Formia), Carlo Noto (Anagni), Salvatore De Meo (Fondi), Costantino Magliocca (Alatri), Giovanni Agresti (Itri), Piergiorgio Fiorletta (Ferentino), Roberto Zannella (Campodimele), Fabrizio Marini (Fiuggi), Roberto Migliori (delegato della provincia di Latina al nuovo assetto istituzionale regionale), Marcello Meroi (presidente della provincia di Viterbo), Giacomo Troja (sindaco di Arcinazzo Romano - per la provincia di Roma) e Laura Materiale (sindaco di Castrocielo).
Sono previsti anche contributi di Antonello Merolla (sindaco di Cisterna), Cesidio Casinelli (sindaco di Sora), Maurizio Lucci (sindaco di Sabaudia), Giuseppina Giovannoli (sindaco di Sermoneta), Gesualdo Mirabella (sindaco di Monte San Biagio), Gino Cesare Gasbarroni (sindaco di Sonnino).
A tirare le conclusioni dell’incontro i due presidenti delle provincie di Latina e Frosinone.
La discussione si svilupperà per l'intera giornata di sabato 30 ottobre dalle 9:30 in poi, sviluppandosi a partire dal primo comma dell’art. 132 della Costizione, che recita: «Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum della maggioranza delle popolazioni stesse».
A maggio l’iniziativa era arrivata con particolare enfasi proprio da Antonello Iannarilli, che non aveva mandato giù l’esclusione della provincia di Frosinone dalla Giunta Regionale del Lazio. Cercarono di smussare i contrasti sia Renata Polverini (che aveva smentito qualsiasi ipotesi secessionista), sia il sindaco di Roma Gianni Alemanno (che aveva commentato questa ipotesi con un lapidario: «sarebbe un suicidio»).
A cercare di inquadrare meglio il tema in discussione il senatore PdL Claudio Fazzone, secondo il quale: «Il tema del riequilibrio territoriale nel Lazio, sentito e condiviso da tutti, dovrà trovare una soluzione condivisa che consideri una risorsa il territorio di Roma e il territorio di ogni singola provincia. Una soluzione che dovrà scaturire da un confronto tra le forze politiche in Parlamento, a cominciare dalla stesura dei decreti attuativi del federalismo fiscale».
Bisognerà vedere quali potranno essere le ricadute di questo dibattito nell’attuale fase politica, assai differente da quella immediatamente successiva alle elezioni regionali della scorsa primavera, quando il PdL era reduce da una convincente affermazione elettorale e sembrava avesse di fronte a sé diversi anni di legislatura da affrontare a livello provinciale, regionale e nazionale.
Oggi le elezioni politiche sono di fatto all’ordine del giorno, e il dibattito sulla riorganizzazione federale rispecchia anche differenti sensibilità politiche presenti sul territorio.
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