ROMA - Il governo ha dato nel pomeriggio di ieri il via libera al Piano Sanitario presentato dalla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini. La notizia non desta sorpresa dal momento che il piano prende sostanzialmente atto delle richieste di tagli alle spese necessarie al rientro dal deficit strutturale che si è accumulato negli anni, ed era già stato salutato positivamente al momento della sua presentazione non solo dai tecnici del Ministero dell'Economia, ma anche dal Ministro alla Salute, Ferruccio Fazio. La Polverini si è detta estremamente soddisfatta per la decisione del governo, che consente di «sbloccare i fondi Fas, il turn-over e i 2 miliardi fermi dal 2007, di cui 1,2 arriveranno immediatamente», scongiurando la maggiorazione strutturale delle addizionali Irap ed Irpef. Spiega la governatrice: «la maggiorazione è scattata solo per il 2010 a causa delle inadempienze relative al 2009, e riguarda solo saldo e acconto di quest’ano». Dal 2011, però, inizieranno a scendere, ha annunciato Polverini, e progressivamente «torneranno al livello delle Regioni virtuose. Il Lazio entro il 2012 – ha aggiunto – rientrerà nella soglia dei 500 milioni e potrà uscire dall’emergenza e dal commissariamento».
La Polverini ha denunciato un buco aggiuntivo di 1,6 miliardi di euro emerso in queste settimane: «È per questo motivo che il tavolo di rientro col governocontinuava a slittare. Oltre ai 10 miliardi di debito consolidato e al miliardo e quattro di disavanzo, è emerso dalle nostre verifiche un ulteriore buco da 1,6 miliardi con cui abbiamo dovuto fare i conti e a cui siamo riusciti a trovare una copertura».
Soddisfazione viene espressa anche dalla maggioranza che sostiene la governatrice del Lazio: Alfredo Pallone (PdL) ritiene «che il piano rappresenti un valido strumento di riordino della sanità sul territorio laziale. Il Piano risponde all’esigenza di rendere la spesa sanitaria più efficiente e restituire sostenibilità economico-finanziaria al sistema sanitario. In tal senso – conclude Pallone - l’incremento degli strumenti di controllo e di ispezione inseriti in uno dei decreti, così come le altre misure previste nel piano di riordino della rete ospedaliera, permetteranno di ridurre gli sprechi e rendere finalmente virtuoso l’intero sistema sanitario laziale».Sulla stessa lunghezza d'onda il Presidente del Consiglio Regionale Mario Abbruzzese, che rende alla Polverini «il merito del successo che questo governo regionale ha ottenuto oggi con il parere favorevole al tavolo interministeriale di verifica al Piano di rientro dal deficit sanitario. In soli sei mesi lei è riuscita dove altri hanno fallito. È ora possibile lavorare ad un riordino del sistema sanitario regionale che risponda alle esigenze dei cittadini attraverso quella razionalizzazione degli investimenti e delle strutture ospedaliere attese da lungo tempo».

Molto critiche le opposizioni, che chiedono a gran voce che del Piano si arrivi finalmente a discutere in sede di Consiglio Regionale. «Il piano miracoloso di Renata Polverini si traduce per i cittadini e le imprese del Lazio in più tasse, più tagli ai servizi sanitari, più ingiustizia verso la popolazione delle province», affermano il segretario regionale IdV Vincenzo Maruccio e Giulia Rodano, vicepresidente della commissione Sanità della Regione Lazio. «Nonostante la cortina fumogena alzata dalla Polverini - spiegano in una nota - Irpef e Irap sono già aumentate nel 2010, come denunciamo da mesi, mentre si chiudono ospedali nelle province, si riducono i servizi per la riabilitazione e per i disabili».
Il capogruppo PD Esterino Montino il piano Polverini rappresenta un «massacro della sanità, che lascia senza servizi minimi 500 mila cittadini. Il tavolo – afferma poi – sembra aver bocciato i i protocolli di intesa con le università, e sembra non aver concesso alcuna deroga al turn-over. La Polverini venga in Aula a illustrare il suo piano voce per voce – conclude Montino – Noi non abbiamo scheletri nell’armadio, il tentativo di scaricare responsabilità sulla vecchia giunta è patetico. Noi abbiamo affrontato ben altri buchi, veri e documentati».
Montino smentisce il buco
In serata, Esterino Montino ha diramato una ulteriore nota in cui smentisce che Polverini abbia individuato nuovi buchi nel settore sanitario: «Sul presunto nuovo buco nei conti della sanità del Lazio, la Polverini bara. Il miliardo e 600 milioni di cui parla è una cifra già ampiamente documentata nella relazione data alla Polverini al momento del passaggio delle consegne. Tutto è scritto a pagina 20. Copia della relazione, per altro, è stata inviata anche alla Corte dei Conti. Tutto è scritto nero su bianco ed è a disposizione delle istituzioni interessate. Tutto questo è noto a tutti i livelli istituzionali. Polverini scopre dunque l’acqua calda, parla del nuovo buco per fare demagogia e scaricare le sue responsabilità. Il copyright delle nuove tasse è solo suo come pure quello di aver chiuso 24 ospedali e lasciato senza sanità 500mila cittadini». Rincara la dose il consigliere PD Francesco Scalia, che parla di «ultima beffa», argomentando: «la Regione, oltre ad operare tagli che hanno messo in ginocchio la sanità del nostro territorio lasciando i nostri cittadini privi degli standard minimi di assistenza, metterà le mani nelle loro tasche e in quelle delle imprese, compiendo uno scippo se possibile peggiore di quello temuto. Una debacle della Polverini su tutti i fronti – conclude Scalia –, a cui il centrodestra ha ancora il coraggio di dare l’aria della conquista».
Anche il capogruppo di SeL, Luigi Nieri, nega l'appropriatezza dei toni trionfalistici usati dalla Polverini: «siamo di fronte a un vero fallimento che avrà, da subito, conseguenze pesantissime per i cittadini e le imprese laziali. Di fatto il tavolo di verifica sancisce l'aumento di Irpef e Irap. Un fatto che riteniamo insostenibile per l'economia laziale e i suoi cittadini. Con l'utilizzo di tutti i fondi Fas e dell'ex art. 20 non ci saranno più risorse per le imprese e per costruire e risanare le strutture ospedaliere del Lazio. Con quali risorse - conclude Nieri - affronterà la difesa del suolo, le reti idriche, la questione rifiuti? Con quali soldi affronterà la ristrutturazione della nuova rete ospedaliera? È assurdo pensare di poter risanare le casse della Regione sottraendo tutti i servizi ai cittadini, aumentando allo stesso tempo le imposte».
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