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Piano Sanità Frosinone: commenti positivi a vescovo

Sample ImageFROSINONE - Il mondo politico converge intorno alle posizioni assunte dal Vescovo di Frosinone, Ambrogio Spreafico, in merito alle implicazioni del Piano Sanitario della Regione Lazio sulla Provincia di Frosinone. Il Vescovo di Frosinone, senza entrare nel merito del giudizio su nessuna amministrazione, ha rilevato ieri come sia «meglio avere un ospedale grande e che funzioni, piuttosto che dieci piccoli che non funzionano». Ma soprattutto Spreafico ha sollevato il problema degli anziani e dell’assistenza domiciliare. Un tema su cui la Regione, direttamente nella persona della Presidente Renata Polverini, con cui Spreafico ha avuto un colloquio nelle scorse settimane: «Vedremo di incontrare la Commissione quando verrà nel Frusinate, come è stato preannunciato. Chiederemo un aumento dei posti-letto per la riabilitazione nel pubblico».

Spreafico ha illustrato ieri in una conferenza stampa il punto di vista della Chiesa: «Siamo preoccupati per il fatto che nel Piano non si tenesse conto del problema degli anziani. Ci siamo accorti che nel Frusinate ci sono 273 posti-letto per ricovero in lungodegenza e 33 “day hospital”, di per sé già insufficienti. Ma diventeranno rispettivamente 132 e 14, dei quali solo 16 in una struttura pubblica non convenzionata, ovvero il nuovo ospedale di Frosinone. Questo apre un problema: dove andranno gli anziani, soprattutto quelli soli, quelli che muoiono di solitudine anche negli istituti?

Abbiamo invitato anche a incentivare l’assistenza domiciliare integrata per gli anziani. Iniziative simili condotte in alcuni quartieri di Roma hanno già dato risultati positivi. È un metodo che sarebbe opportuno introdurre anche nel nostro territorio, anche perché potrebbe consentire importanti economie gestionali». Per queste ragioni Spreafico non si appella solo alla Regione, ma si rivolge anche alla Provincia e ai singoli Comuni.
In un comunicato diffuso sul sito della Provincia di Frosinone il presidente Antonello Iannarilli si dichiara «in perfetta sintonia con monsignor Spreafico», pronto a testare la disponibilità della Regione a mediare tra le esigenze dei cittadini e la necessità di una dieta dimagrante delle risorse disponibili anche in campo sanitario.
«L’assistenza per chi ha più bisogno, di qualsiasi tipo sia questo bisogno, deve essere una priorità anche nella sede tecnica di confronto che avremo tra qualche giorno», afferma Iannarilli, per concludere: «Miriamo a ottenere equità nella ristrettezza e oculatezza nelle scelte».
Non dissimili le dichiarazioni del consigliere regionale PD Francesco Scalia, che dichiara di condividere «profondamente le dichiarazioni del vescovo Spreafico sulle sorti dei servizi di riabilitazione e lungodegenza, quelli cioè che più da vicino riguardano la fascia più debole del tessuto sociale, ovvero gli anziani».
Scalia parla di un «prezzo sociale troppo alto da pagare» anche in considerazione delle ricadute occupazionali del ridimensionamento del sistema ospedaliero.

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Ottobre 2010 16:59

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