ROMA - Attende l'OK del governo al Piano di rientro sulla Sanità Renata Polverini, che per ora ha rifiutato di ricevere gli amministratori locali che le hanno trasversalmente e a più riprese chiesto delle audizioni prima di chiudere il provvedimento. Gli amministratori di centro-sinistra sono partiti con durezza all'attacco sui tagli di posti letto e sulla chiusura di diversi presidi, in particolare nelle province esterne a Roma, mentre quelli di centro-destra si attestano prevalentemente su posizioni prudentemente critiche, consapevoli della necessità di salvaguardare la compattezza della propria coalizione ma al tempo stesso l'esigenza di difendere di fronte alla cittadinanza che li ha eletti le strutture sanitarie presenti sul territorio.Uno dei meno prudenti, da questo punto di vista, è proprio l'ex-presidente Francesco Storace, che ha solidarizzato con la Polverini rispetto agli attacchi dei sindaci, parlando nei confronti dei dimostranti istituzionali di «teppismo in fascia tricolore che è vergognoso e impedisce il dialogo. Si sta soffiando irresponsabilmente sul fuoco e costoro si augurino che qualche malintenzionato non segua il loro pessimo esempio».
Opposto il giudizio del consigliere regionale del PD Francesco Scalia che polemizza con chi «snobba i sindaci giunti alla sua porta e rimanda il confronto a quando i giochi saranno ormai fatti» e accusa esplicitamente la Polverini di conservare 337 posti letto come merce di scambio politico.
In effetti, le manifestazioni svolte sul piano istituzionale sono state fino a questo momento abbastanza unitarie, con l'esigenza di rimodulare il piano per evitare i tagli ai servizi considerati essenziali: lo stesso presidente della provincia di Frosinone, Antonello Iannarilli, ha cavalcato la tigre della protesta promettendo di mantenere un atteggiamento “bellicoso e feroce” come recita il motto della Provincia di Frosinone, pur spiegando che «a livello economico il piano deve essere approvato. Poi discuteremo sulle modifiche da apportare. La provincia di Frosinone non può venire penalizzata in questo modo».
I consiglieri della Federazione della Sinistra Ivano Peduzzi e Fabio Nobile chiedono invece il ritiro del Piano, stilato con «sfrontato autoritarismo e totale mancanza di rispetto dei rapporti interistituzionali. È grave - spiegano i rappresentanti FdS - che il piano di riorganizzazione del sistema sanitario non sia mai stato presentato né in Consiglio regionale né in Commissione sanità, spogliando di fatto questi organismi di ogni responsabilità. È ancora più grave che oggi sia stato presentato al Governo nonostante la bocciatura unanime da parte di amministratori locali, cittadini, associazioni e sindacati».
Polemica sulle procedure anche la consigliera dell'Italia del Valori Giulia Rodano, che ha chiesto lo scioglimento della Commissione Sanità «che non si riunisce e non si interessa ai problemi dei propri territori. Ormai sono risorse pubbliche spese inutilmente».
Una esigenza, quella di dilazionare il confronto politico, che Renata Polverini spiega con l'esigenza di «far passare il piano» per disporre poi dei «trasferimenti delle risorse, i fondi Fas per la copertura del debito di 10 miliardi lasciato dalla precedente amministrazione». E senza il via libera del governo, i fondi non potrebbero sbloccarsi.
La Polverini, che ha anticipato a ieri l'incontro presso il Ministero dell'Economia, ha aperto un tavolo tecnico, chiedendo di tenerlo aperto per avere la possibilità «di sentire i sindaci ed eventualmente raccogliere qualche indicazione dal territorio». Al riguardo, ha già convocato per il prossimo 18 ottobre il Presidente della Provincia Iannarilli e il Sindaco di Frosinone Michele Marini, che saranno accompagnti da una delegazione di sindaci del territorio.
Fa quadrato intorno al piano della Polverini Donato Robilotta del PdL, che osserva: «Se il disavanzo sanitario del 2010 si attesterà tra 1,3 e 1,6 mld, così come annunciato oggi da Esterino Montino e Luigi Nieri, io ci metterei subito la firma: sarebbe la prova dell'inefficacia del loro piano di rientro e della necessità di sostenere il piano di riorganizzazione sulla rete ospedaliera presentatala Polverini.
Il disavanzo del 2009 si è attestato intorno a 1,640 mld di euro, con una scopertura di circa 330 mln di euro che probabilmente verranno coperti dai fondi Fas, evitando così un ulteriore aumento delle tasse, se come credo il governo darà il via libera al piano della Polverini.
Ma i dati del 2010 sono preoccupanti perché a fronte di una copertura pari a circa 900 mln, prevista dal vecchio aumento delle tasse, il resto è senza copertura perché non c'è più il fondo dello Stato. Oltretutto con il decreto sul federalismo fiscale nel passaggio dalla spesa storica a quella sui costi standard, a regime, la nostra Regione avrà almeno 1 mld in meno di finanziamento. Dunque se non vogliamo portare alle stelle la pressione fiscale dovremmo tagliare la spesa. Per questo ritengo ragionevole che l'opposizione che ha gestito per cinque anni la sanità del Lazio la smetta di opporsi al piano in maniera irresponsabile ed entri nel merito dando il suo contributo ai tagli smettendo di difendere la chiusura o la riconversione dei piccoli ospedali».
| < Prec. | Succ. > |
|---|




