ROMA - È il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, a difendere l'operato di Renata Polverini relativamente alla stesura del Piano Sanitario per il rientro dal deficit. Abbruzzese enfatizza la necessità di riportare sotto controllo le spese sanitarie senza gravare eccessivamente sui cittadini, assumendosi la responsabilità di scelte non facili ma necessarie. Rivolgendosi anche agli amministratori di centro-destra, Abbruzzese scrive: «In questi ultimi giorni ho potuto constatare quanto malumore abbiano creato sul territorio regionale i più recenti decreti commissariali sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, inserita nel più ampio piano sanitario. Ma la protesta fine a se stessa è solo un danno per tutti.Sono il primo a capire certi malumori, soprattutto da parte di tanti consiglieri regionali, provinciali e comunali che si confrontano ogni giorno con il territorio e ai quali la comunità chiede di tutelare i propri bisogni. Ma credo anche che ci troviamo di fronte ad un bivio che ci impone scelte dolorose e decidere di seguire ancora una volta la strada dei particolarismi potrebbe rivelarsi fatale.
E’ necessario piuttosto aprire un dialogo nelle sedi opportune per verificare come poter dar miglior attuazione a questo piano sanitario per garantire un futuro più sereno alla popolazione. Nessuno ha infatti valutato che se questo piano venisse approvato, non solo continuerà ad essere garantita l’offerta, ma i cittadini non saranno sottoposti ad ulteriori imposizioni fiscali.
Non è un caso che il ministro Fazio abbia accolto positivamente l’azione intrapresa dall’attuale Commissario Polverini che coraggiosamente, insieme a tutto il Governo regionale, si è rimboccata le maniche. E non certo per tagliare con l’accetta e in modo sconsiderato servizi sanitari e strutture ospedaliere che fino ad oggi sono esistite sul territorio, ma perché è necessario, e lo sappiamo tutti, che la sanità ritorni ad essere un bene dei e per i cittadini e non qualcosa ad uso e consumo della politica.
Non dimentichiamoci inoltre che queste scelte vanno articolate all’interno di un ormai prossimo sistema federale che impone alle Regioni di ragionare in termini di costi standard e non più di costi storici.
Pur di non perdere in termini di impopolarità politica, c’è da dire infatti, che nessuno si è mai voluto realmente cimentare in un progetto di riforma che mettesse a freno una volta per tutte sperperi e disservizi, preferendo soluzioni di vero e proprio ‘maquillage politico’, che hanno solo contribuito a nascondere la polvere sotto al tappeto, mentre c’era un deficit che mano mano aumentava.
Mi sento allora di dire due cose: la prima è che i cittadini non devono farsi strumentalizzare dalla politica, ma sperimentare la nuova offerta sanitaria che questo Governo propone loro e sul quale verrà poi giudicato nelle prossime elezioni. La seconda è quella di richiamare tutta la classe politica, senza distinzioni di colore, ad una maggiore responsabilità, perché è davvero inutile oltre che controproducente addossarsi colpe l’uno con l’altro. Piuttosto le istituzioni devono essere unite e collaborative con tutti gli enti locali, affinché da una parte si possa raggiungere una vera ‘pace sociale’ e dall’altra si riesca ad ottenere il necessario equilibrio di bilancio che ci impongono anche gli standard dell’Unione Europea».
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