ROMA - La presidente del Lazio, Renata Polverini, in qualità di commissario per la sanità, ha consegnato al governo il Piano Sanitario, che ha già ricevuto il plauso del Ministro Ferruccio Fazio: «i piani di rientro sono difficili e complicati ma la Polverini sta cercando di rimodulare la sanità regionale mettendoci la faccia personalmente, e questo i cittadini lo hanno capito. L'impressione - ha sottolineato il ministro - è che nel Lazio ci sia stato un importante cambio di passo».Sono 2.500 i posti letto “riconvertiti”, secondo la terminologia usata da Polverini. 24 piccoli ospedali diventeranno “Ospedali di territorio” per garantire la copertura dalle emergenze (pronto soccorso; continuità assistenziale; guardia medica).
La governatrice del Lazio rivendica: «Non vengono tagliati posti letto, cambiano solo funzione quelli attualmente in esubero» afferma prima di rilanciare la realizzazione di alcune strutture tra cui Anagni e Frosinone, realizzate ricorrendo al project financing.
Polverini, fino a pochi mesi fa leader sindacale dell'UGL, rassicura anche sul fronte occupazionale: «Della mobilità del personale tratteremo con le organizzazioni sindacali. Non ci saranno esuberi grazie alle norme di salvaguardia».
Sulle strategie e sugli obiettivi del piano la Polverini è chiara: «Il Patto della salute ci impone di rispettare alcuni parametri, pena il blocco dei fondi Fas, il blocco degli investimenti, il blocco del turnover e l'aumento delle tasse. Stiamo riconducendo la rete verso i criteri imposti del ministero».
Il sub-commissario Mario Morlacco ha dichiarato che i posti letto “riconvertiti” erano già stati chiusi, di fatto, dai cittadini: si tratta di strutture con una «occupazione dei posti letto inferiore all'80%, tassi di ricoveri inappropriati superiori al 25%, tassidi rifiuto superiori al 30% e indici di fuga superiori al 50%».
Le reazioni politiche: insoddisfazione diffusa
Ma le opposizioni, e in primis il PD che nei giorni scorsi aveva anticipato per bocca del capogruppo Esterino Montino alcune preoccupanti indiscrezioni, contesta le indicazioni date dalla presidente e parla di veri e propri “tagli” che coinvolgerebbero ben 17 ospedali con il taglio di oltre 3.000 posti letto, la metà dei quali in strutture di riabilitazione e lungodegenza. Tra quelle “a rischio” si segnalavano, solo nel nostro comprensorio, gli ospedali di Subiaco, Ceccano, Arpino, Ceprano, Anagni e Ferentino.
«La Polverini e il Pdl, per trarre in inganno i cittadini, definiscono le chiusure riconversioni in ospedali di distretto. Sono ipocrisie che non ingannano nessuno: tutti i 22 ospedali diventano presidi territoriali di prossimità», afferma Montino, che conclude: «Oggi è più chiaro perché Fazio fosse contento della Polverini, hanno trovato la presidente capace di eseguire pedissequamente i voleri del governo, di Sacconi, di Berlusconi e della Lega. E' un disastro rispetto al quale occorre reagire subito».
Analoghe le osservazioni dell'Europarlamentare PD Francesco De Angelis, che parla di «mannaia che demolisce la sanità in provincia di Frosinone».
E che non si tratti di esagerazioni strumentali sollevate dall'opposizione sembra dimostrarlo la posizione assunta da Franco Fiorito, capogruppo PdL in Regione, che lamenta da un lato l'inadeguata informazione su un tema tanto delicato da parte del Commissario Polverini, dall'altro parla di «scelte incomprensibili e penalizzanti» rispetto a cui si riserva di dare un giudizio definitivo dopo i dovuti approfondimenti. «Non si può prescindere da un leale e trasparente rapporto con chi i territori li vive e li rappresenta. Per questo come gruppo chiederemo al presidente un chiarimento immediato. Una soluzione che possa essere condivisa su alcune scelte che,attualmente, non troverebbe consenso diffuso», scrive Fiorito.
E sul fatto che nemmeno i Presidenti delle Province fossero stati informati è esplicito Antonello Iannarilli: «on risponde al vero che i Presidenti delle Province del Lazio conoscevano il Piano Sanitario. Essi non sono dei bugiardi come, di fatto, afferma la Polverini. E’ vero invece che la Presidente Polverini si era impegnata esplicitamente a parlarne con essi prima della firma. E non lo ha fatto. Evidentemente il Governatore del Lazio considera le Province enti sotto-ordinati, mentre così non è. Lo dice la Costituzione della Repubblica italiana».
Duro su questo fronte il comento dell'ex-presidente della provincia di Frosinone Francesco Scalia, che rileva: «I consiglieri regionali di centrodestra eletti in provincia ed il Presidente Iannarilli hanno dimostrato tutta la loro irrilevanza politica ed incapacità di difesa degli interessi del nostro territorio. Crea sconcerto pensare che non fossero neanche a conoscenza di quanto il loro Presidente di Regione stesse preparando per la sanità della nostra provincia».
È rottura con le Province del Lazio
La trasversalità dell'opposizione al Piano nei contenuti e nei modi presentati dalla Polverini è tale che i che presidenti delle cinque Province del Lazio, di diverso orientamento politico, hanno disertato un incontro con la Presidente del Lazio e diffuso un comunicato congiunto del seguente tenore: «Con la presente siamo a comunicarti che, nostro malgrado, non siamo nella condizione migliore per partecipare alla tavola rotonda da te convocata per domani sul tema della casa e del lavoro, che pure a noi sta particolarmente a cuore. La ragione va ascritta al mancato passaggio della previa convocazione dei Presidenti delle Province sul decreto sulla sanità. Tu ricorderai certamente che avevi assunto l’impegno di una preventiva consultazione su un tema così delicato -quello della salute- che interessa i cittadini delle province e su cui vi è una comprensibile, diffusa ed elevata sensibilità nei nostri territori. Il tavolo di confronto interistituzionale tra Regione e Province può dare i suoi frutti se insieme si individuano percorsi condivisi, nel rispetto della pari dignità delle istituzioni che rappresentiamo, che per dettato costituzionale sono, come è noto, equiordinate tra di loro. Non possono apparire quasi contemporaneamente sulla stampa i Presidenti delle Province del Lazio che discutono serenamente sul pur importante Piano Casa ed il tuo provvedimento commissariale sulla sanità che è stato varato in assenza di una preventiva informazione oltretutto formalmente promessa. Con l’augurio che possano, a breve, essere individuati percorsi comuni e condivisi, porgiamo distinti saluti.
Firmato:
I PRESIDENTI DELLE PROVINCE DEL LAZIO
Nicola Zingaretti
Armando Cusani
Antonello Iannarilli
Marcello Meroi
Fabio Melilli
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