ROMA - La nuova formazione che fa capo al presidente della Camera Gianfranco Fini, sta preparandosi ad organizzarsi sul territorio nella forma di un vero e proprio partito. Silvano Moffa, coordinatore dei gruppi parlamentari di Futuro e Libertà per l’Italia, pur titubante nella scissione definitiva dal PDL, sta organizzando il radicamento territoriale del movimento in provincia di Frosinone.Moffa al riguardo si dichiara molto ottimista: «Anche in provincia tanti si stringono attorno al presidente della Camera. L'ho potuto constatare con i miei occhi incontrando uomini coraggiosi, sinceri e fieri delle proprie idee che non hanno avuto paura di mettersi subito sulle barricate di prima linea.
Uomini che hanno deciso di abbracciare il progetto di Gianfranco Fini, armati del coraggio delle idee e partire per questa nuova avventura senza pensare a quanto avrebbero potuto perdere rimanendo sulle postazioni ricoperte. Uomini che a buon diritto dovranno guidare il nascituro movimento».
Nell’ambito del nuovo partito Moffa, pur respingendo la definizione di “colomba”, è di fatto tra i “pontieri” che vogliono mantenere aperto il dialogo col PdL e consentire al premier Silvio Berlusconi di portare a termine la legislatura realizzando il programma presentato agli elettori.
Citando la poetessa austriaca Ingeborg Bachmann, Moffa ha chiuso il suo discorso sulla fiducia al governo Berlusconi con queste parole: «in ogni testa c'è un mondo e ci sono delle aspirazioni che escludono altri mondi e altre aspirazioni eppure noi tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri se vogliamo che qualcosa vada a buon fine...». Moffa ha riconoscendo a Berlusconi di aver pronunciato «parole di responsabilità delle quali noi prendiamo atto, anche parole di equilibrio che in qualche modo superano il clima avvelenato dei giorni scorsi». Insomma, secondo Moffa la verifica conclusasi con la fiducia parlamentare sui 5 punti hanno dimostrto che in Parlamento la maggioranza c'è: «Quel che non c' è più è la golden share della Lega».
Quanto alla questione del federalismo, Moffa sostiene che non ci sia nessuna preclusione, «a patto che non divida il nord dal sud e che contribuisca far diventare competitiva l’Italia intera».
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