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Tagli alla sanità nel Lazio, è scontro

Sample ImageROMA - Non si placano le polemiche esplose a seguito delle anticipazioni espresse ieri dal capogruppo PD Esterino Montino sul “Piano di rientro sanitario” predisposto dalla Presidente del Lazio, Renata Polverini. 
Montino ha presentato dati preoccupanti, con 17 strutture destinate alla chiusura, gran parte delle quali distribuite in provincia, tra cui l’Ospedale di Anagni. Nel dettaglio, il quadro provinciale vede in via di dismissione gli ospedali per acuti di Anagni (81 posti letto), Ceccano (49) e Pontecorvo (119): 249 posti-letto in meno per le emergenze. Verrebbero chiuse anche le strutture per la lungodegenza di Arpino (20 pl.) ed Atina (15) per 35 posti-letto in meno, e i presidi pubblici a Ceprano e Ferentino per un totale di 24 posti letto in meno dedicati alla riabilitazione. 
 Di «manovra disperata sulla sanità» parla Giulia Rodano, vicepresidente della Comissione Sanità in Consiglio Regionale ed esponente dell’IdV, che ha dichiarato: «Nell’ipotesi di riordino ospedaliero che circola oggi stupisce e preoccupa l’assenza di criteri di razionalizzazione, di efficienza, di appropriatezza.
È una manovra disperata, che farà pagare un prezzo salatissimo ai nostri cittadini e risponde invece a interessi forti (università, cliniche psichiatriche, destra romana). Sostanzialmente sono tagli sulla riabilitazione e sugli ospedali pubblici, e non c’è nessuna ambizione ad una riorganizzazione della rete di assistenza.
Il criterio delle quattro macro aree serve solo per accentrare ulteriormente su Roma l’offerta ospedaliera».

All’attacco anche l’esponente di FLI, la nuova formazione che fa capo a Gianfranco Fini, Fabio Desideri, che osserva: «Se i dati illustrati dall'opposizione corrispondessero alla realtà la presidente Polverini dovrebbe spiegare come mai l'assetto sanitario che lei immagina e che vuole dare alla Regione assomigli, sino a sovrapporsi, a quello disegnato dalla giunta Marrazzo. Questa sovrapposizione qualora corrispondesse al vero, cosa nella quale non voglio credere sarebbe a dir poco imbarazzante». 

E il consigliere PD Tonino D’Annibale sollecita Polverini a fare chiarezza: «Non capisco il nervosismo davanti ai numeri che abbiamo diffuso oggi. Sono dati falsi? Allora ci dica quelli veri. Non saranno 3000 i posti letto tagliati? Lo dica. Ponga fine alle polemiche con numeri alla mano».

D'altra parte, gli amministratori locali non sembrano rassicurati dalle smentite: i sindaci della Valle dell’Aniene hanno bloccato una uscita autostradale sull’A24, quello di Sezze ha occupato i binari della stazione ferroviaria.
 Il sindaco di Anagni, Carlo Noto, ha riferito di non avere alcuna notizia in merito, ma di essere pronto a fare opposizione a una simile decisione:«Bisognerà interessare tutti i referenti politici locali perché questa eventualità non si verifichi».
Francesco Scalia si indigna: «Non può ancora una volta pagare la provincia di Frosinone. E’ una follia. Con il taglio dei 17 ospedali complessivi si risparmieranno 30 milioni. Allora spieghi la Polverini perché ha appena concluso un accordo con il preside Frati con cui si impegna a dare 35 milioni di euro per pagare il costo del personale dipendente dei policlinici universitari, a differenza del centro sinistra che quei soldi per pagare i policlinici li aveva chiesti al Governo».
La Polverini dal canto suo ha smentito la fondatezza delle indiscrezioni sui tagli per oltre 3000 posti letto, accusando il PD di fare «terrorismo psicologico» ai danni dei cittadini e rivendicato il lavoro svolto «con serietà per fare quello che loro in cinque anni non sono stati capaci di fare o non hanno voluto fare perché collusi con tutti coloro che lavoravano in questa Regione» e preannunciato una denuncia contro ignoti per sapere da chi Montino abbia ottenuto le informazioni diffuse in conferenza stampa.
Domani la Polverini presenterà al governo il piano di rientro: «Andremo con le carte in regola, con un piano di riordino della rete ospedaliera che ridisegnerà il servizio sanitario regionale». Il ministro alla Sanità Ferruccio Fazio ha già dichiarato di apprezzare il «cambio di passo» dimostrato dalla Regione Lazio.

Non resta che attendere domani per conoscerne i dettagli, per quanto è sin troppo facile osservare come un piano di rientro finanziario debba per forza di cose basato per lo più di tagli: difficile pensare che possano esserci grosse sorprese.

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Dicembre 2010 20:09

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