-
22 Settembre 2010
-
Redazione
ROMA - L'ex-Consigliere Regionale
Enzo Di Stefano si appella alle ragioni della politica per rivedere le norme che regolano l'elezione del Consiglio del Lazio. In una nota il capogruppo della lista Polverini illustra il proprio punto di vista sulla vicenda: «La sentenza del Tar che ha ridotto da 73 a 70 il numero dei componenti del Consiglio regionale del Lazio impone una riflessione allargata che richiama l’attenzione di ciascun rappresentante, indipendentemente dall’appartenenza politica. Oggi può apparire una questione personale, domani potrebbe interessare altri ma essere la manifestazione del medesimo problema.
In realtà, ora come in futuro, si tratta di tutelare non persone specifiche o dati schieramenti, ma la rappresentatività degli elettori e dei territori. L’esclusione del sottoscritto e del consigliere regionale della provincia di Viterbo ha ridotto numericamente non solo il totale dei componenti dell’assise regionale – come richiesto dai ricorrenti - ma, in primis, ha diminuito il numero dei rappresentanti che ciascuna provincia deve esprimere per essere equamente tutelata, in conformità, peraltro, con quanto stabilito dall’apposita normativa in materia. Pertanto, ribadisco che, accanto a un aspetto prettamente giuridico - che toccherà ora al Consiglio di Stato affrontare e che per altri versi, per una medesima situazione verificatasi in Puglia, sarà oggetto di trattazione anche presso la Corte Costituzionale, chiamata a esprimersi su un evidente conflitto normativo - sussiste una urgente questione politica che non può essere parimenti sottovalutata e che può essere risolta solo attraverso il contributo di tutti gli schieramenti, trattandosi di una problematica che prescinde dai colori delle appartenenze. Se dovesse passare il concetto che è possibile ignorare la fondamentale prerogativa giuridica della rappresentatività degli elettori e dei territori, ad essere leso sarebbe il diritto stesso che è alla base della democrazia. Sono certo che tanti siano in grado di condividere questa legittima preoccupazione e per questo richiamo tutti alle proprie responsabilità».
Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Dicembre 2010 20:09
Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.