FROSINONE - I giovani del PD rivolgono ai dirigenti provinciali del partito per esprimere il disappunto per le modalità con cui i vertici del partito stanno gestendo il dibattito interno al partito, apparentemente più attento al confronto-scontro tra componenti interne che attento alle esigenze di tesserati e cittadini comuni. Scrive il Segretario Provinciale Giovani Democratici, Enrico Pittiglio:«Negli ultimi giorni, sugli organi di stampa abbiamo assistito all’ennesimo balletto dei nomi per le eventuali elezioni politiche e per la segreteria provinciale del Partito, abbiamo deciso di intervenire perche preoccupati della brutta piega che il toto-nomi possa portare nel congresso, ad una resa dei conti inesistente e inconsistente.
Molti dei ragazzi dell’organizzazione giovanile nascono semplicemente democratici, come i tanti che in un primo momento si erano avvicinati al Pd. Continuare ad assistere ad una controversia sterile e improduttiva ci indigna notevolmente perché il contesto sociale della provincia di Frosinone non può più tollerare divisioni su carta e schematizzate per motivi sconosciuti ai più, tra ex DS e Margherita, tra cattolici e riformisti.
Un grande Partito Democratico dovrebbe essere la sentinella dei problemi legati alle fasce più deboli del territorio, trovarne le soluzioni, coinvolgere tutti in una riflessione ampia e condivisa.
La tutela a trecentosessanta gradi delle fasce deboli della Provincia deve tornare ad essere la stella polare del Partito Democratico, fasce sociali sempre più colpite dai disastri della destra che governa ormai tutti i livelli. È finito il tempo di piangerci addosso, è finito il tempo delle correnti e delle divisioni per ricevere una visibilità invisibile.
Dobbiamo avere coraggio, essere presenti, ascoltare i problemi della gente, sempre più seccata e sconcertata dalle false promesse delle destre.
Nella nostra provincia, già dall’autunno prossimo saranno tantissimi i posti di lavoro a rischio, cerchiamo qui in breve di raccontarvi le nostre esperienze. Il decreto Gelmini in questa provincia e non solo, avrà effetti devastanti, più di mille posti a rischio, qualità della scuola pubblica in discesa epocale, classi sempre più affollate, per non parlare da un punto di vista pedagogico con l’ultima trovata dell’abolizione di materie come Musica e Storia dell’Arte. L’Ateneo di Cassino è a serio rischio chiusura, come un domino alcune facoltà aboliranno i corsi fino all’osso e i tagli sui finanziamenti all’ateneo ne mettono a repentaglio la sopravvivenza. Ci chiediamo quale è l’impatto anche di natura economica in una eventualità del genere? Il mondo del lavoro a rischio, le Pmi con il cappio dei pagamenti. La Multiservizi, la questione Fiat da monitorare, la Videocon e tante altre realtà. L’abolizione del 30% del trasporto pubblico da parte del governo Tremonti-Bossi. La necessità dei tanti amministratori locali di sentirsi tutelati e partecipi al dibattito interno, perché i tagli della finanziaria “tremontiana” vanno a colpire i Sindaci e gli Amministratori che navigano in acque burrascose mettendo in discussione i servizi base offerti ai cittadini. La battaglia per l’acqua pubblica.
Caro Pd crediamo che siano questi i problemi che interessano i cittadini. Crediamo che il nostro partito debba fare questo sforzo superando una volta per tutte preconcetti e pregiudizi. Crediamo che la visibilità del Partito, la forza di una comunità, sia maggiore di interventi singoli e sporadici.
Crediamo che sia improduttivo esaltare i distinguo, perché se è vero che esistono differenze queste possono solo rafforzarlo il nostro partito.
Noi ci siamo e ci saremo come sempre, la Festa Democratica provinciale la immaginiamo come un momento di grande impatto politico, dove l’ascolto e la proposta dovranno farci tornare dalla parte dei cittadini, dove le problematiche discusse possano trovare soluzioni, dove torniamo ad essere il più grande partito dell’opposizione come forza popolare e di proposta politica alternativa. Siamo pronti a portare il messaggio di un opposizione ferma e concreta all’amministrazione provinciale, regionale e al governo in ogni angolo del territorio.
Per il congresso ci sarà tempo. Anche qui auspichiamo una soluzione forte, unitaria in grado di rilanciare il messaggio del Pd, siamo straconvinti infatti che i congressi debbano essere un confronto sulle idee, sulle proposte, sulle emergenze che questa provincia vive e non come sta avvenendo un dibattitto tra ex, post e componenti. Insomma un confronto sulla Politica, che è poi quello che ci accomuna e non sui nomi. Sveglia!»
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