FROSINONE - Continuano le polemiche a distanza tra gli esponenti provinciali del PDL rispetto alla proposta di secessione da Roma delle provincie del Lazio, sostenuta con forza nei giorni scorsi dal presidente della Provincia di Frosinone, Antonello Iannarilli. I coordinatori del PDL regionale Piso, Fiorito e Roma, hanno cercato di trovare una sintesi rispetto alle tesi forti di Iannarilli alle sue tesi dichiarando: «La necessità di un coinvolgimento maggiore delle province nelle scelte strategiche che riguardano il Lazio è certamente un tema a cui nessuno può sottrarsi. I territori laziali sono stati per anni mortificati da politiche sciagurate che hanno determinato uno sviluppo disarmonico, creando vere e proprie sacche di povertà sociale ed economica” e di conseguenza “se Roma cresce, allora devono poter crescere anche le altre provincie in modo sinergico ed omogeneo».
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, non nasconde la propria preoccupazione per la piega che il dibattito interno alla maggioranza sta acquisendo a seguito della mancata nomina di un assessore rappresentativo della provincia di Frosinone in seno alla nuova giunta regionale presieduta da Renata Polverini. Alemanno ha osservato: «Dobbiamo trovare un modello per crescere insieme. Non credo che le Province del Lazio possano crescere, ed avere il livello di reddito che hanno oggi, separandosi da Roma: sarebbe un vero e proprio suicidio».
Iannarilli dal canto suo nega una correlazione diretta tra la mancata nomina dell'assessore e le minacce secessioniste: «La polemica sulla formazione della giunta è stata forse la goccia che ha fatto traboccare l'acqua dal vaso ma la nostra proposta e quella della provincia di Latina, sono ben precedenti: il 16 febbraio del 2009, in qualità di Deputato e non ancora eletto Presidente della Provincia, avevo presentato una proposta di legge costituzionale denominata: "Istituzione della regione di Roma Capitale". Dunque è chiarissimo che la proposta di creare una nuova regione senza Roma non sia dettata dalle contingenze del nuovo governo regionale. Inoltre si tratta, come tutti sanno, di un progetto contenuto nel mio programma elettorale, dunque del giugno del 2009. Iannarilli precisa inoltre: «Nessuno di noi ha mai avuto l’intenzione di penalizzare Roma, anzi, abbiamo la necessità che si accelerino i processi per cui diventi una vera Capitale, con tutti i finanziamenti e i poteri che le competono compreso quello legislativo e nessuno di noi ha mai avuto l’ambizione di realizzare tutto questo “contro” qualcun altro».
Per il momento l'iniziativa del "giuramento secessionista" previsto presso l'Abbazia di Fossanova alla presenza dei vertici delle provincie di Frosinone e Latina il prossimo 17 maggio è stato rinviato a data da destinarsi.
Claudio Fazzone, senatore PDL fortissimo in provincia di Latina, ha voluto precisare che: «Non c’è nessuna Pontida. Il tentativo di qualcuno di strumentalizzare per fini contingenti il tema antico del riequilibrio territoriale non fa onore a chi lo mette in atto. Non lo condivido, e non lo condivide la provincia di Latina». Il senatore PDL ha aggiunto: «Il tema del riequilibrio territoriale nel Lazio, sentito e condiviso da tutti, dovra' essere oggetto di discussione politica nelle sedi opportune. Bisogna dar vita a un dibattito vero, per trovare una soluzione che sia la migliore possibile per le comunità laziali. Una soluzione che consideri una risorsa il territorio di Roma e il territorio di ogni singola provincia, e che dovrà scaturire da un confronto fra le forze politiche in Parlamento, a cominciare dalla stesura dei decreti attuativi del federalismo fiscale».
Insomma: dopo le sparate "bossiane" dei primi giorni, sull'assetto istituzionale della Regione Lazio si comincia a discutere in termini più pacati, con la Polverini che rassicura: «La secessione delle province, con tanto di referendum per creare una nuova Regione senza Roma, non ci sarà».
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