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Frosinone beffata, nessun assessore in Giunta Regionale

FROSINONE – Torna a riproporsi con forza il tema della "Regione fuori da Roma" a seguito dell'esclusione della provincia di Froinone dalla Giunta Regionale del Lazio. Da diversi giorni “girava” la sensazione che la nostra Provincia non avrebbe avuto assessorati, e così è stato: nemmeno Franco Fiorito, il più votato in Provincia e il secondo più votato nel Lazio con ben 26.000 preferenze, ha ottenuto una poltrona da Assessore, al contrario di tutte le altre provincie laziali.
Il consigliere del Pdl, Andrea Amata, ha suggerito una forma di protesta dal forte simbolismo: il lutto al braccio per i consiglieri e assessori provinciali di Frosinone.
L’iniziativa è stata immediatamente accolta dal consigliere Vittorio Di Carlo, del medesimo schieramento. I due consiglieri sono entrati con il lutto all’interno del Palazzo della Provincia e l’iniziativa è stata accolta da altri: Straccamore, Salvati, il capogruppo consiliare Cinelli, Panetta, Bracaglia e Colantonio. Anche il vice Presidente De Angelis si è detto d’accordo con l’iniziativa e l’assessore Giuseppe Paliotta, teorico da sempre della formazione di una regione senza Roma, ha di buon grado indossato la fascia.
«Siamo stati mortificati come territorio nella formazione della Giunta regionale – ha dichiarato il consigliere Amata - che vede esclusa una provincia come quella di Frosinone, che ha conferito un plebiscito in favore del centrodestra e, in particolare, del Pdl, raggiungendo oltre 100.000 voti, il 40% dei consensi. Per questo ci sentiamo defraudati, perché nonostante siamo stati determinanti per la vittoria di Renata Polverini risultiamo irrilevanti nel governo della regione. Si sappia che non siamo delle pecore mansuete che si allineano al fischio del comando o agnelli sacrificali per appagare gli altri territori o un satellite di Roma. Vogliamo, con orgoglio, essere parte integrante e protagonista dell’istituto regionale, con le nostre qualificate idee. Chiediamo con fermezza al Presidente della regione di riequilibrare immediatamente la situazione”. “Non siamo una riserva indiana o un serbatoio di voti prosciugati da spartizioni correntizie che il presidente Berlusconi ha giustamente definito metastasi –ha detto il consigliere Di Carlo. Rivendichiamo l’applicazione del principio meritocratico che è parte costituiva della linea politico-culturale del Pdl».
Il Presidente della Provincia di Frosinone, Antonello Iannarilli, è durissimo, e coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «Da tempo dico che occorre il coordinamento provinciale per avere un peso politico effettivo sul livello regionale. Non mi è stato dato ascolto ed ecco i risultati. La provincia di Frosinone ne esce polverizzata».
Anche Iannarilli è favorevole a forme di protesta eclatanti: «Il contributo determinante di voti che la nostra provincia ha fornito al Presidente della regione per vincere non è stato sufficiente a garantirci uno straccio di rappresentante in giunta? E allora ci vorrebbe una bella provocazione, che tutti i sindaci del centrodestra di questa provincia e il sottoscritto prendano carta e penna e rimettano il mandato nelle mani della Polverini, per manifestare contro quella che non posso che definire, scusandomi anticipatamente per la poca grazia, una “porcata” ai danni della Ciociaria. La mancanza di un rappresentante della nostra provincia nella giunta regionale è l’ennesimo esempio di quanto giusta sia la nostra idea di indipendenza da Roma: vogliamo creare una regione senza la Capitale che ha già le sue leggi, i suoi fondi e le sue enormi potenzialità. Ora la ribadiamo con forza».
Quanto a Franco Fiorito, che ancora venerdì sera aveva ricevuto l'assicurazione di Gianni Alemanno sul suo posto come Assessore all’Agricoltura, ha dovuto amaramente commentare: «Fosse dipeso da me ne avrei messo anche più di uno di assessore ciociaro», afferma molto amareggiato Fiorito. «Ma tutto è nato dalla ripartizione degli assessorati: 6 agli ex Fi, 4 agli ex An. Lì si è deciso tutto. In quanto consigliere uscente il partito mi ha chiesto di fare il capogruppo. Lo ripeto, non è questione personale, il territorio meritava un assessore. Non io, un altro, lo avrebbe meritato».
L’unico ad aver vinto in questa partita sembra Mario Abbruzzese: forse si era accorto da tempo che non c’erano spazi per fare l’Assessore, e si è dato da fare per aver il prestigioso incarico di Presidente del Consiglio Regionale. La sua nomina, comunque, dovrà superare il voto in aula, e, visto il clima arroventatissimo che si respira nel PDL nazionale e regionale, non saranno rose e fiori.
Oltre alle esclusioni geografiche pesano anche quelle politiche: L’UDC appoggerà dall’esterno la Giunta di Renata Polverini, per quanto il peso dei suoi sei Consiglieri Regionali si farà sentire molto: la prima occasione che avranno sarà proprio per la votazione segreta per il Presidente del Consiglio Regionale. Il commento di Lorenzo Cesa è stato stringatissimo: “Auguri e buon lavoro”.
Mastica amaro anche Fabio Forte: era tra i “papabili” a un posto di Assessore, prima del voto all’UDC erano stati promessi tre assessorati e la vicepresidenza, adesso invece niente. Anche lui trova assolutamente incomprensibile una Giunta Regionale senza rappresentati della Provincia di Frosinone: «Possibile mai che Frosinone non venga degnata neppure di un assessorato? - sbotta - Non è possibile che si continui ad essere romanocentrici in tutto e per tutto». E comunque annuncia un ricorso al TAR per entrare in Consiglio Regionale.

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Ottobre 2010 20:36

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